Eurostat. inflazione in calo a dicembre. L’Italia tra i cinque Paesi con i maggiori rincari

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Di Debora Gandini
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Forse una piccola tregua per i consumatori europei alle prese con l'aumento del costo della vita. Gli ultimi dati mostrano che l'euro fatica a riprendersi sul dollaro. Ma l'inflazione nella zona-euro scende. Dopo i dati dei singoli Paesi, l’Eurostat ha reso che noto che nell’ultimo mese del 2022 si è attestata al 9,2%. E secondo gli analisti il trend positivo dovrebbe proseguire. 

Zsolt Darvas, analista del think tank “Bruegel” ci spiega che “Ora stiamo assistendo a un cambiamento di tendenza dell'inflazione. Penso che continuerà a diminuire per tutto il 2023. E le ragioni principali sono in primo luogo due: i prezzi dell'energia che stanno ora diminuendo, il che implica che il costo per le aziende e anche i grandi magazzini stanno scendendo Non c'è alcuna pressione per aumentare i prezzi. In secondo luogo i salari sono aumentati molto meno dell'inflazione, il che implica che i consumatori hanno un potere d'acquisto ridotto e consumeranno meno beni e servizi".

I consumatori di tutta Europa sono stati travolti dall'aumento dei costi energetici da quando la Russa ha invaso l’Ucraina lo scorso febbraio. L'energia è ancora un fattore principale in termini di inflazione. Gli ultimi dati indicano tuttavia che i costi del settore energetico stanno diminuendo.

I prezzi dell’energia sono scesi al 25,7%, in calo rispetto al 41,5% di ottobre. Il comparto alimentare ha visto una contrazione più moderata, passando dal 13,8% al 12,% nell'ultimo mese. Resta tuttavia improbabile che il rallentamento della crescita dei prezzi convinca la Banca centrale europea a non alzare ancora i tassi di interesse. La maggior parte degli Stati membri che utilizzano l'euro ha visto diminuire l'inflazione nell'ultimo mese, con un netto calo in Germania al 9,6% a dicembre.

Guardando alle principali componenti dell'inflazione dell'area dell'euro, si prevede che l'energia avrà il tasso annuo più alto a dicembre (ma in calo al 25,7%, rispetto al 34,9% di novembre), seguita da cibo, alcol e tabacco (13,8%, rispetto al 13,6% di novembre), beni industriali non energetici (6,4%, rispetto al 6,1% di novembre).

L’Italia è tra i Paesi con i maggiori rincari. L’indice dei prezzi al consumo armonizzato si è attestato al 12,3% anno su anno (+0,2 sul mese precedente) contro il 9,6% della Germania, il 6,7% della Francia e il 5,6% della Spagna.

I Paesi dell’est Europa sono quelli che hanno registrato tassi altissimi: oltre il 20% in Lettonia e Lituania, 17,5% in Estonia, 15% in Slovacchia. Male anche l’Olanda, con un tasso dell’11% anno su anno e un +0,7% sul mese precedente.