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Una regolamentazione Ue per l'intelligenza artificiale

Una regolamentazione Ue per l'intelligenza artificiale
Diritti d'autore DAVID MCNEW/AFP
Diritti d'autore DAVID MCNEW/AFP
Di Redazione di Bruxelles
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La Commissione propone la prima legislazione sul tema. Gli europarlamentari chiedono che l'ultima parola sia sempre affidata agli esseri umani.

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L’intelligenza artificiale ha varcato da tempo i confini della fantascienza per entrare nella nostra vita di tutti i giorni. Mercoledì avrà anche la sua prima proposta legislativa da parte della Commissione europea, che comunque già da anni finanzia progetti basati su questo tipo di tecnologia. Progetti come HumanITcare, una piattaforma medica che raccoglie i dati dei pazienti, ad esempio la pressione sanguigna o la frequenza cardiaca, attraverso oggetti come dispositivi indossabili o pulsossimetri e li rende facilmente accessibili ai medici. Lancia l'allarme se c'è qualcosa che non va, ma le decisioni sono sempre prese da un medico. 

La fondatrice di HumanITcare, Núria Pastor, spiega: "Grazie all'intelligenza artificiale, gli allarmi che la piattaforma fornisce ai medici vengono impostati imparando dalle malattie dei pazienti. Gli allarmi non forniscono solo l'evento scatenante, ma anche informazioni su quel che sta accadendo, e quando i midici accedono alla piattaforma possono verificare i valori e prendere decisioni sulla base di queste informazioni".

L'intelligenza artificiale consente alle macchine di analizzare e imparare dall'ambiente circostante, e prendere decisioni per raggiungere obiettivi specifici. Ma ci sono rischi. Ad esempio, può essere usata per controllare i cittadini, come accade in Cina, oppure può riprodurre pregiudizi nella selezione dei curriculum. Per scongiurarli, il Parlamento europeo chiede che la responsabilità finale ricada sempre sugli esseri umani.

"L'intelligenza artificiale - commenta Ibán García del Blanco del gruppo S&D - deve avere sempre una prospettiva umanocentrica, deve essere sempre legata allo sviluppo degli esseri umani e ovviamente i benefici che ne derivano deoano essere condivisi il più possibile a livello sociale. E d'altra parte, deve essere rispettosa dei nostri diritti fondamentali".

Ma una regolamentazione eccessiva rischia di frenare lo sviluppo della tecnologia. Gl Stati Uniti stanno adottando l'approccio contrario. Per il professore di etica John Tasioulas, bisogna trovare il giusto equilibrio: "Spesso quando si parla di regolamentazione eccessiva, si pensa puramente in termini economici, a qualcosa che ostacola la crescita economica, ma il punto fondamentale è che la prosperità economica è solo un obiettivo fra altri, dobbiamo pensare anche ai diritti. E spesso rispettare i diritti significa limitare un'eventuale prosperità economica".

L'Unione europea spera che questa nuova legislazione diventi un esempio da seguire, come è successo con il Gdpr, la legge sulla protezione dei dati.

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