Energia pulita o acqua? Il dilemma dell'estrazione di litio per le popolazioni indigene

Un impianto di estrazione di litio della società SQM Lithium vicino a Peine, in Cile
Un impianto di estrazione di litio della società SQM Lithium vicino a Peine, in Cile Diritti d'autore AP Photo/Rodrigo Abd
Di Ruth Wright Agenzie:  AP
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

I gruppi di nativi sudamericani vivono in territori ricchi di litio. Ma le miniere minacciano le loro risorse idriche, la loro cultura e le loro fonti di sostentamento

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Il "triangolo del litio" - che comprende Argentina, Cile e Bolivia - ospita la più grande riserva di tale metallo del mondo. Si tratta di un elemento fondamentale per la transizione ecologica che porterà all'azzeramento delle emissioni nette di CO2, poiché viene utilizzato nelle batterie delle auto elettriche, è cruciale per lo sviluppo di energia solare ed eolica e molto altro ancora.

Ma per estrarlo, le miniere consumano acqua fondamentale per migliaia di comunità indigene che vivono nell'area da prima che Elon Musk fosse nei piani dei suoi genitori. Così, mentre i potenti del mondo guardano sempre più al triangolo come a uno strumento essenziale per i loro piani, molti temono che la ricerca del litio significhi sacrificare quegli elementi che ha sostenuto per secoli le popolazioni autoctone.

Come si può vivere senza acqua fresca da bere?

Il popolo Kolla, al quale appartiene Irene Leonor Flores de Callata, ha trascorso secoli arrampicandosi nelle remote montagne del nord dell'Argentina alla ricerca proprio di acqua potabile. I poco generosicorsi d'acqua che circondano la loro città sono intrinsecamente collegati alle bianche saline sottostanti, bacini sotterranei con acque ricche proprio di quel materiale che è conosciuto come "oro bianco": il litio, appunto.

"Perderemo tutto", spiega Flores de Callata, 68 anni, mentre cammina lungo il letto di un fiume prosciugato, guidando un gregge di lama e pecore attraverso il deserto. "Cosa faremo se non avremo acqua? Se arrivano le miniere, perderemo la nostra cultura, non ci resterà nulla". Qui, in uno degli ambienti più aridi del mondo, l'acqua è una forza vitale che sta alla base di tutto.

Irene Leonor Flores de Callata, 68 anni, a Tusaquillas, nella provincia di Jujuy, in Argentina
Irene Leonor Flores de Callata, 68 anni, a Tusaquillas, nella provincia di Jujuy, in ArgentinaAP Photo/Rodrigo Abd

Il litio: un materiale ricercatissimo

Tra il 2021 e il 2023, il prezzo di una tonnellata di litio nei mercati statunitensi è quasi triplicato, raggiungendo un massimo di 46mila dollari (42mila euro) a tonnellata l'anno scorso, secondo un rapporto dello United States Geological Survey. In Cina, il Paese che importa le maggiori quantità di Litio, una tonnellata di metallo è stata venduta per ben 76mila dollari (69mila euro) al suo picco massimo lo scorso anno.

Da allora i prezzi sono scesi, ma i responsabili politici, i dirigenti delle compagnie minerarie e le altre aziende del settore hanno mantenuto alto il loro interesse. E, dagli Stati Uniti alla Cina, si sono orientati verso gli aridi deserti sudamericani.

Il litio viene estratto dalle saline

Come detto, questo "oro bianco" è contenuto nelle centinaia di saline, o "salares", che punteggiano la regione. Da lontano sembrano distese di neveartica, ma al di sotto si trovano falde ricche di minerali. A differenza di altre forme di estrazione, qui il litio non viene ricavato dalla roccia, ma appunto dall'acqua salata pompata dalle saline.

Il problema è che le saline fungono anche da parte essenziale di un ecosistema altamente ricco di biodiversità, dicono scienziati come Ingrid Garcés, idrologa dell'università cilena di Antofagasta.

Un'infrastruttura per l'estrazione di litio in Cile
Un'infrastruttura per l'estrazione di litio in CileAP Photo

Sebbene l'acqua di tali bacini non sia potabile, essi sono legati alle fonti d'acqua dolce circostanti, alle piogge e ai vicini torrenti di montagna, essenziali per la sopravvivenza di migliaia di comunità indigene. La preoccupazione degli scienziati, intervistati dall'agenzia Associated Press, è che il pompaggio dell'acqua su scala industrialecontamini l'acqua dolce e lasci effettivamente l'ambiente circostante privo del bene più essenziale per la vita umana. A detta degli scienziati, ciò produrrà un effetto-domino nella regione, già colpita dalle ondate di siccità provocate dai cambiamenti climatici.

Stanchi di respingere le compagnie minerarie

Per il loro significato ambientale, le saline e le acque che le circondano sono diventate sacre per le culture indigene e rappresentano un elemento costitutivo delle celebrazioni dei nativi per tutto il mese di agosto. La città di Flores de Callata è una delle 38 che si affacciano su due di queste saline - la laguna di Guayatayoc e Salinas Grandes - che garantiscono reddito a città come la sua attraverso il turismo e la raccolta di sale su piccola scala.

Per decenni, la loro comunità si è opposta all'estrazione mineraria su larga scala e ha condotto lunghe battaglie legali per fermare i progetti. Ma di anno in anno è diventato sempre più difficile respingere le compagnie minerarie. Più di 30 aziende stanno ufficialmente chiedendo il permesso di estrarre l'acqua nelle due saline. I cartelli affissi dalla comunità costeggiano i fianchi delle saline stesse e recitano: "Rispetta il nostro territorio. Vattene, compagnia del litio".

"Siamo i guardiani degli altipiani", ha detto Flores de Callata. "Difendiamo la nostra terra. Sono preoccupato non solo per me, ma per tutti noi. Se le miniere di litio arriveranno, ci saranno ripercussioni sull'intera regione e, per estensione, su tutti i corsi d'acqua".

Il governo locale ha violato il diritto internazionale permettendo l'estrazione?

La situazione è precipitata l'estate scorsa quando il governo, desideroso di ottenere profitti dalle miniere, ha modificato la propria Costituzione, rendendo più facile la rinuncia ad alcuni diritti fondiari degli indigeni e limitando la possibilità di protestare contro l'espansione delle miniere. Alicia Chalabe, l'avvocato ambientalista che rappresenta le comunità, sostiene che si tratti di una violazione del diritto internazionale.

Migliaia di indigeni hanno protestato in modo veemente, bloccando le strade utilizzate dalle miniere di litio e sventolando bandiere color arcobaleno. Le porte per le compagnie minerarie sono state però mantenute aperte dal nuovo leader di destra, l'"anarco-capitalista" Javier Milei, eletto a novembre con la promessa di risollevare le sorti economiche del Paese.

Il leader ultra-conservatore, a volte impugnando simbolicamente una motosega, ha annunciato un'ampia deregolamentazione, con l'obiettivo di ridurre i costi per le compagnie minerarie nel tentativo di attirare investimenti in una situazione di crisi economica sempre più grave. L'ascesa al potere di Milei probabilmente ostacolerà ulteriormente i già difficili sforzi delle comunità indigene.

Per Flores de Callata e la sua cittadina di Tusaquillas, l'interesse crescente per la loro casa rappresenta un altro scenario da incubo. Tanto da chiedersi quale sarà la situazione tra vent'anni: "Se arriveranno le miniere, avremo soldi per un certo periodo. Ma poi saranno i nostri nipoti, i nostri pronipoti a soffrire. Voglio fare tutto il possibile per difendere queste terre, in modo che abbiano ancora questi campi e le loro risorse idriche".

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