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Regno Unito, dal 2027 una carbon tax sulle importazioni ad alta intensità di carbonio

Emissioni, la politica ambientale del Regno Unito
Emissioni, la politica ambientale del Regno Unito Diritti d'autore Andrew Matthews/AP
Diritti d'autore Andrew Matthews/AP
Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Crisi climatica, il Regno Unito annuncia una tassa sui beni importati ad alta intensità di carbonio

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Il Regno Unito ha annunciato che introdurrà entro il 2027 una nuova "carbon tax" sui beni importati ad alta intensità di carbonio, provenienti da settori come la metallurgia, il vetro o il cemento, sulla scia di un meccanismo simile previsto nell'Unione europea.

L'obiettivo: sostenere la campagna di decarbonizzazione.

Secondo le autorità britanniche, il Regno Unito è stata la prima grande economia a legiferare per raggiungere il traguardo "Net Zero", e cioè la “riduzione delle emissioni di gas a effetto serra il più vicino possibile allo zero", più velocemente di qualsiasi altro Paese del G7.

La decarbonizzazione dell'industria britannica è una parte importante della trasformazione energetica necessaria per raggiungere le emissioni zero, ma questi sforzi non avranno successo se la misura adottata avrà come contropartita un aumento delle emissioni all'estero, si legge nella nota.

Le nuove regole affronteranno il problema della "rilocalizzazione delle emissioni di carbonio", riducendo il rischio che la produzione e le relative emissioni vengano spostate in altri Paesi perché hanno un prezzo del carbonio più basso, ha sottolineato il ministero dell'Economia del Regno Unito.

Secondo la normativa Ue, è previsto un sistema di scambio di quote di emissione dell’Ue (EU ETS): si tratta di un mercato del carbonio basato su un sistema di limitazione e scambio di quote di emissione per le industrie ad alta intensità energetica, per il settore della produzione di energia e per quello del trasposto aereo.

Le nuove norme prevedono di portare al 62% l’ambizione generale di riduzione delle emissioni entro il 2030 nei settori coperti dall’EU ETS, rispetto ai livelli del 2005.

Per ridurre la carbon footprint, nel 2021 la Commissione europea ha proposto il Meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere. Tradotto: una tassa sul carbonio da applicare alle importazioni di alcuni beni provenienti da fuori dei confini dell’Unione europea. Tutti provvedimenti che, se applicati, hanno come obiettivo quello di limitare le emissioni, anche in relazione all'import di prodotti provenienti da Paesi meno attenti alle istanze climatiche

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