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G7 sul clima, nella "Carta di Venaria" l'impegno a eliminare le centrali a carbone entro il 2035

Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin durante il G7 sul clima alla Venaria reale, Torino, 30 aprile 2024
Il ministro dell'Ambiente e della Sicurezza energetica Gilberto Pichetto Fratin durante il G7 sul clima alla Venaria reale, Torino, 30 aprile 2024 Diritti d'autore Alberto Gandolfo/LaPresse
Diritti d'autore Alberto Gandolfo/LaPresse
Di Michela Morsa
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I sette ministri dell'Ambiente hanno firmato un documento finale di 35 pagine che contiene molte misure ambiziose, considerate comunque insoddisfacenti dai gruppi ambientalisti

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Chiudere le centrali a carbone entro il 2035, triplicare la produzione elettrica da fonti rinnovabili entro il 2030 e sestuplicare la capacità degli accumuli, promuovere la collaborazione sulla fusione nucleare, emanciparsi dalle rimanenti importazioni di gas russo. Sono queste le principali novità emerse dal G7 Ambiente, clima, energia conclusosi questo martedì alla Venaria Reale di Torino

I ministri dell'Ambiente di Italia, Giappone, Usa, Regno Unito, Francia e Germania hanno firmato un documento finale di 35 pagine, che il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha ribattezzato "La Carta di Venaria", che contiene tante altre misure ambiziose. 

È stata decisa una stretta sulle emissioni di metano da combustibili fossili con l'obiettivo del -75 per cento entro il 2030, c'è poi un focus sulla perdita di biodiversità e si punta a un'agenda governi-imprese sul tessile e la moda circolari. Nasce anche la prima Coalizione per l'acqua, per affrontare la crisi idrica globale e promuovere politiche inclusive, e un hub per promuovere un approccio comune nelle iniziative per la gestione sostenibile del suolo in Africa e nel bacino del Mediterraneo.

Su tutto pesa il nodo delle risorse. Sarà necessario sbloccare investimenti per migliaia di miliardi di dollari, molto più di quanto programmato fino ad oggi: l'allarme lanciato da Venaria Reale rimbalzerà a stretto giro sul tavolo del G7 delle Finanze, programmato per il 24 e 25 maggio a Stresa.

"È stato un lavoro intenso, importante. Ci ha permesso di arrivare a votare convintamente, con molti apprezzamenti, sul raggiungimento degli obiettivi che ci eravamo dati. È un lavoro notevole, che permette al G7 di ribadire la leadership e di presentarsi come i Paesi che possono aiutare", ha commentato Pichetto Fratin. 

Anche per il commissario europeo al Clima, Wopke Hoekstra, è stato "un successo straordinario": la presidenza italiana "ha fatto un lavoro fantastico: un paio di cose aprono realmente la strada al futuro". 

Conclusioni che comunque non soddisfano i gruppi ambientalisti. Durante il summit gli attivisti per il clima di Exinction rebellion hanno protestato esponendo uno striscione in cui si diceva che il G7 era una truffa. Il riferimento è in particolare all'impegno dei governi di ridurre le emissioni di almeno il 58 per cento entro il 2030, quando le proiezioni prevedono una riduzione solo tra il 19 e il 33 per cento.

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