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Settembre di fuoco: il ghiaccio marino è a rischio, allarme rosso per il caldo

Uomo si rinfresca per il caldo eccessivo
Uomo si rinfresca per il caldo eccessivo Diritti d'autore Bruna Prado/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Bruna Prado/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Ilaria Cicinelli
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Suscitano enorme preoccupazione i dati sulla fusione del ghiaccio marino registrati a settembre a causa del caldo anomalo. Rispetto alla media il ghiaccio artico ha registrato un -18% mentre quello antartico è diminuito del 9%. Le conseguenze saranno disastrose

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Nel mese di settembre sono state registrate anomalie della temperatura senza precedenti, contribuendo a rendere il 2023 l'anno più caldo mai registrato. Un'indicazione di come il globo si stia surriscaldando è data dall'estensione del ghiacciomarino, artico e antartico.

A settembre l'estensione del ghiaccio marino antartico è stata del 9% inferiore alla media, mentre l'estensione giornaliera del ghiaccio marino artico ha registrato un meno 18% rispetto alla media. 

Inoltre in Grecia e in Libia si sono verificate diverse inondazioni, eventi climatici estremi per la loro portata distruttiva. Fenomeni del tutto inusuali per queste aree e per il periodo dell'anno. Un altro sintomo della gravità degli effetti comportati dai cambiamenti climatici.

Mentre la Grecia ancora combatte con le inondazioni, in Spagna e in Italia l'estate non sembra voler volgere al termine. In Spagna la prossima settimana sono previste temperature di oltre 40 gradi. In Italia le spiagge sono ancora piene di persone che approfittano del caldo per andare al mare. Anche Brasile e Giappone sono preda di un caldo anomalo in questi giorni.

Luglio rovente

Quanto registrato a settembre è in linea con i dati raccolti il luglio scorso, il mese più caldo mai registrato sulla Terra, come ha confermato martedì l'osservatorio climatico dell'Unione europea, Copernicus. Segnato da ondate di calore, siccità e incendi in tutto il mondo, seguite da piogge torrenziali e inondazioni anomale. 

Nel tweet: i cambiamenti delle temperature nell'Artico nei decenni (dati presi da Copernicus)

Il riscaldamento globale di circa 1,2 gradi Celsius ha reso le ondate di caldo più intense, più lunghe e più frequenti, oltre a intensificare altri fenomeni meteorologici estremi come le inondazioni.

"Le ondate di calore sono state registrate in diverse regioni dell'emisfero settentrionale, compresa l'Europa meridionale. Temperature ben al di sopra della media si sono verificate in diversi Paesi del Sud America e in gran parte dell'Antartide", ha dichiarato Copernicus.  

La media globale per il 2023 è la terza più alta mai registrata e il resto del 2023 con tutta probabilità seguirà questa tendenza, grazie allo sviluppo di El Niño, un fenomeno climatico periodico che riguarda l'innalzamento della temperatura delle acque oceaniche, in grado di condizionare il clima nell'intero globo.

Un fenomeno mai visto prima

Anche gli oceani del mondo hanno stabilito un nuovo record di temperatura, sollevando preoccupazioni per gli effetti a catena sul clima del pianeta, sulla vita marina e sulle comunità costiere. La temperatura media della superficie degli oceani ha infatti battuto un nuovo record il 30 luglio, secondo i dati raccolti dall'Osservatorio.

Questi record hanno conseguenze terribili sia per le persone che per il pianeta, come sottolinea Samantha Burgess, vicedirettore di Copernicus. 

Carlo Buontempo, direttore di Copernicus, afferma che al di là dei dati ufficiali, raccolti grazie alle moderne tecnologie, ci sono altre prove che le temperature registrate in questo periodo potrebbero essere senza precedenti negli ultimi mille anni e "forse anche più a lungo, dell'ordine di 100.000 anni", ha detto.

Si tratta dei dati proxies: fenomeni fisici, chimici o biologici sensibili all'evoluzione della temperatura, dell'umidità, della composizione atmosferica o di qualsiasi altro elemento del clima, come gli anelli degli alberi o le carote di ghiaccio.

La situazione è così preoccupante che il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, ha lanciato un Sos, sottolineando come "il cambiamento climatico ora è terrificante. L'era del riscaldamento globale è finita, è arrivata quella dell'ebollizione globale".

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