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C'è un legame tra il cambiamento climatico e i mega incendi dell'estate in Spagna e Grecia?

C'è un legame tra il cambiamento climatico e i mega incendi dell'estate in Spagna e Grecia?
Diritti d'autore euronews
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Di Hans von der Brelie
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'inviato di Euronews, Hans von der Brelie, è stato a Tenerife, dove le fiamme hanno bruciato il 6% della superfice: gli effetti della cattiva gestione delle foreste e dello sviluppo urbano incontrollato sono amplificati da periodi di caldo sempre più lunghi

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Canada, Grecia, Spagna, Portogallo: i mega-incendi che devastano vaste aree di vegetazione sono sempre più numerosi.  Di solito i colpevoli sono gli esseri umani: fuochi di campo, mozziconi di sigaretta buttati per terra e incendi dolosi sono le cause più comuni. Ma ci si chiede se ci sia un legame anche con il cambiamento climatico, con la siccità e le ondate di calore. Abbiamo mandato il nostro inviato Hans von der Brelie a Tenerife per scoprirlo: quest'estate il 6% della superficie dell'isola è bruciato.

Lo scorso agosto Tenerife era un'isola paradisiaca che si è trasformata rapidamente in un inferno di fiamme. In pochi giorni un vasto incendio ha divorato 15.000 ettari di foresta. Le autorità hanno dovuto evacuare 13.000 persone.

Antonio Aguiar, un abitante del posto, ci mostra il castagno bruciato piantato dal suo bisnonno. Si sforza di trattenere le lacrime mentre osserva il paesaggio annerito: "Orribile, è così triste. Le conseguenze sono incredibili", dice Antonio, che nell'incendio ha perso anche tutti i suoi polli. "Nessuno di noi pensava che il fuoco sarebbe arrivato qui - dice Antonio -. È arrivato velocemente e con una tale forza: le fiamme erano alte 40 o 50 metri. Sono riuscito a salvare solo il cane".

Antonio dà la colpa alla cattiva gestione delle foreste e del territorio. Nelle aree incolte si accumula sottobosco secco: un invito a nozze per i piromani. "Si stima che sull'isola il 60% dei terreni agricoli sia abbandonato", dice Antonio. Uno dei suoi amici, Miguel Salazar Jacinto, concorda e aggiunge: "In passato la gente prendeva la legna secca dalle foreste per cucinare - dice Miguel -. Inoltre, erano presenti ovunque enormi mandrie di bestiame. Quindi le foreste erano più pulite".

Ottengo l'accesso al centro di comando delle emergenze. I capi operativi dei vigili del fuoco, della protezione civile, della polizia e delle forze militari decidono di procedere con interventi aerei. Il problema è sviluppo urbano incontrollato: ci sono case ovunque, molte delle quali a ridosso della foresta in fiamme.

Secondo il ministro spagnolo per la Transizione ecologica, Teresa Ribera Rodríguez, Tenerife ha bisogno di un nuovo piano regolatore. "Dobbiamo investire nella prevenzione e nell'allerta precoce", dice il ministro.

L'incendio si è ingrandito rapidamente a causa dell'abbondanza di legno morto e materiale organico secco nei canyon di montagna. Il capo della protezione civile Román Montserrat spiega che l'incendio ha creato una colonna di fumo alta sei chilometri, che ha diffuso scintille per giorni in tutte le direzioni. E conferma che la crisi climatica gioca un ruolo importante: "Abbiamo periodi di caldo sempre più frequenti ed estesi, temperature elevate e condizioni di siccità - dice Montserrat -. Il cambiamento climatico ha un ruolo nell'intensificazione e nella gravità di questi incendi".

I professionisti delle Isole Canarie mettono in guardia: il peggio deve ancora venire. La cattiva gestione delle foreste e l'elevata pressione demografica hanno trasformato le Canarie in una polveriera.

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