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Cani, gatti e uccelli salvati dalle ceneri degli incendi alle Hawaii

Uno degli animali feriti per colpa degli incendi alle Hawaii
Uno degli animali feriti per colpa degli incendi alle Hawaii Diritti d'autore Jenny Miller/Maui Humane Society via AP
Diritti d'autore Jenny Miller/Maui Humane Society via AP
Di Euronews Green Agenzie:  APTN
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Squadre di soccorso al lavoro alle Hawaii anche per salvare gli animali dalle ceneri degli incendi

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Un cane con le zampe posteriori fasciate fino all'anca piange per il dolore attraverso un cono medico di plastica, con il petto che si gonfia e sgonfia rapidamente per via del respiro corto. L'animale è solo uno dei tanti che, esattamente come nel caso degli esseri umani, portano i segni della fuga dal fumo e dalle fiamme dei devastanti incendi che hanno colpito le isole Hawaii, provocando più di 100 vittime, secondo il bilancio ancora provvisorio del disastro. E radendo quasi del tutto sul suolo la località turistica di Lahaina.

"Abbiamo visto arrivare nel nostro rifugio animali con gravi ustioni", racconta Katie Shannon, direttrice della comunicazione della Maui Humane Society. "Abbiamo visto cani che avevano essenzialmente le zampe bruciate fino all'osso dopo essere scappati dal fuoco".

L'incendio più letale degli Stati Uniti in oltre 100 anni ha lasciato centinaia di cani, gatti e altri animali domestici dispersi, feriti o morti. Si stima che circa tremila animali a Lahaina risultino ancora dispersi, secondo la stessa Maui Humane Society, che ora sta cercando di far ritrovare loro i proprietari, prestando a quelli feriti le cure necessarie: "Abbiamo preso in carico galline, uccelli, porcellini d'India, conigli, cani, gatti", spiega Shannon. "C'è anche un maiale qui".

Katie Shannon/Maui Humane Society via AP
Uno dei tanti uccelli feriti alle HawaiiKatie Shannon/Maui Humane Society via AP

Gli animali salvati alle Hawaii vengono curati per le ustioni

Alimentati dal terreno arido e dai forti venti di un uragano passato nei paraggi, gli incendi hanno raggiunto una velocità di propagazione di 1,6 chilometri al minuto. Migliaia di persone sono state costrette a fuggire disperatamente, come hanno poi raccontato ai loro familiari, che li attendevano con ansia. Più di cento però non ce l'hanno fatta e sono più di mille coloro che risultano ancora dispersi.

Le storie degli animali, invece, sono raccontate dalle ferite sui loro corpi.

Un gatto è arrivato con il pelo bruciato e ustioni alle zampe. Ad un pollo sono stati fasciati gli artigli con uno spesso nastro blu. Un operatore della clinica ha utilizzato delle pinzette chirurgiche per rimuovere delicatamente i detriti infilati nelle zampe di un cane, mentre un altro gli cullava la testa, massaggiandogli il collo e parlandogli con calma all'orecchio. Si tratta degli animali i fortunati. Perché nelle strade di Maui numerosi sono morti carbonizzati.

Katie Shannon/Maui Humane Society via AP
An injured dog is treated at Maui Humane Society in Lahaina, Hawaii, 9 August 2023.Katie Shannon/Maui Humane Society via AP

Le squadre di soccorso continuano a cercare gli animali in mezzo alla distruzione

Mentre il fumo dal suolo delle Hawaii lentamente si dirada e le autorità valutano l'entità dei danni, volontari vengono autorizzati dalla polizia di Maui ad entrare nelle aree distrutte dalle fiamme alla ricerca di animali smarriti, feriti o deceduti. "Via via che passerà il tempo, saremo in grado di espandere il nostro raggio d'azione", ha dichiarato Lisa Labrecque, amministratrice delegata della Maui Humane Society, nel corso di una conferenza stampa.

Decine di punti di ristoro con cibo e acqua sono state allestite per sostenere gli animali spaventati e farli uscire dai loro nascondigli, in modo che possano essere rintracciati e trasportati nei rifugi, dove il personale veterinario può curarli. 

Gli animali trovati vengono identificati anche grazie ai microchip, al fine di contattare i proprietari. Per quelli deceduti è stato chiesto per ora di non spostarli, proprio al fine di poterli identificare e catalogare. "Il lavoro è solo all'inizio", ha concluso Shannon.

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