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La lotta impari delle Seychelles contro la pesca illegale

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La lotta impari delle Seychelles contro la pesca illegale
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Di Denis Loctier

Alle Seychelles il fenomeno della pesca illegale è in crescita. Dall'inizio dell'anno sono state fermate almeno sei imbarcazioni straniere, provenienti soprattutto da India e Sri Lanka, che pescavano senza licenza. La troupe di Ocean ha visto diverse imbarcazioni battenti bandiera indiana in stato di fermo nel porto della capitale delle Seychelles, Victoria.

Secondo Johnny Louys, che dirige il dipartimento di controllo e sorveglianza dell'autorità della Pesca delle Seychelles, i capitani delle imbarcazioni illegali rischiano ora il carcere, i loro equipaggi sono stati estradati e le barche possono essere distrutte in attesa di un'ordinanza del tribunale. La pesca illegale è diventata un problema sempre più pressante per le Seychelles, che ha una vasta zona economica esclusiva ricca di pesce ma limitate capacità di pattugliamento e controllo.

"L'Oceano Indiano occidentale è una delle zone più rinomate per la pesca. In particolare il tonno è molto comune qui - dice Louys, capo del dipartimento di Controllo e Sorveglianza dell'autorità della Pesca delle Seychelles -. Ci sono molti Stati costieri che dipendono economicamente dalla pesca. E ci sono anche molti altri Paesi che vengono da lontano per utilizzare queste risorse. Il pesce è una delle proteine più consumate alle Seychelles, che ha uno dei consumi pro capite più alti al mondo, circa 58 chilogrammi pro capite. È anche un'importante attività economica, seconda solo al turismo: il pesce è uno dei prodotti più esportati".

"Tra i principali fattori che minacciano la pesca nella regione c'è sicuramente la pesca illegale - aggiunge Louys -. La ragione più ovvia è che le zone di pesca sono molto produttive. Questo è un incentivo. Abbiamo circa 400 chilometri di costa e 1,4 milioni di chilometri quadrati di zona economica esclusiva. In un mondo ideale avere pattuglie regolari sarebbe d'aiuto: basterebbe controllare le barche che sono qui, assicurandosi che siano in regola. Ma purtroppo dobbiamo anche assicurarci che le imbarcazioni che arrivano da lontano non peschino nelle nostre acque. Le risorse sono piuttosto limitate, il budget è limitato e il fatto di dover fermare le imbarcazioni di altri Paesi nelle proprie acque aggiunge un ulteriore onere amministrativo e finanziario".