In vista della prossima Giornata della Terra, mercoledì 22 aprile, Euronews Culture ha intervistato l’artista di Amsterdam masharu, il cui Museum of Edible Earth è in mostra alla Somerset House di Londra.
Per dr. masharu tutto è cominciato con un improvviso desiderio di mangiare terra.
All'epoca lavorava come fotografo ad Amsterdam. Accademico e artista, ha sviluppato quella che è nota come geofagia (in inglese geophagy), la pratica di consumare materiali terrosi come argilla o suolo.
Approfondendo questo desiderio, per masharu si è aperto un mondo nel mondo: gruppi Facebook con centinaia di iscritti che si scambiavano argille da mangiare e ristoranti giapponesi che usavano il suolo come ingrediente.
Sebbene sia di solito associata a tradizioni e rituali culturali, o a un disturbo alimentare noto come pica, la geofagia è in realtà molto più diffusa di quanto si pensi.
Fondatore del Museum of Edible Earth, dr. masharu. Fondatore del Museum of Edible Earth, dr. masharu.
Nel 2017 masharu ha fondato il Museum of Edible Earth, un progetto nomade che fonde il suo bagaglio scientifico con attivismo e arte e raccoglie oltre 600 tipi di suolo commestibile provenienti da 44 Paesi.
"[Comprende] interazioni con pedologi, a volte ingegneri chimici, a volte antropologi. Ma la parte più importante sono, naturalmente, le esperienze di chi mangia terra, che vengono condivise con il pubblico", ha raccontato masharu a Euronews Culture.
In occasione dell'Earth Day, il progetto è ospitato alla Somerset House di Londra e si affianca a una serie di workshop e incontri che esplorano il nostro rapporto con il pianeta e le possibili soluzioni alla crisi climatica.
All'interno della mostra, centinaia di piccoli barattoli pieni di sostanze polverose simili alla terra riempiono una parete a scaffali: campioni raccolti in tutto il mondo. Accanto c'è un lungo tavolo di degustazione comune, dove i visitatori possono assaggiare un cucchiaino di terra.
Museum of Edible Earth alla Somerset House Museum of Edible Earth alla Somerset House
Per masharu questa dimensione partecipativa è sempre stata la più importante. L'auspicio è che l'esperienza avvicini le persone e cambi il modo in cui guardiamo agli ambienti naturali.
"Si tratta di creare un legame con la terra e di cambiare l'idea che la terra sia qualcosa di sporco", ha spiegato. "Le persone che vivono in città spesso non sono così in contatto con il suolo, nel senso di toccarlo o di camminare a piedi nudi. Negli ultimi secoli si è creata una forte disconnessione tra gli esseri umani e la terra".
Tornare con i piedi per terra
Molti inorridirebbero all'idea di ingerire del suolo, ma la pratica della geofagia risale a milioni di anni fa.
Una delle prime testimonianze mediche è del medico greco Ippocrate, che annotò il desiderio di mangiare sostanze non alimentari tra le donne incinte. Altre prove storiche indicano che in alcune tribù indigene e società africane si trattava di una pratica diffusa.
"La terra è stata molto importante in molte culture, considerata un simbolo di fertilità, una forza che dà la vita", ha aggiunto masharu, ricordando che in alcune popolazioni si crede che mangiare suolo abbia persino effetti medicinali.
Museum of Edible Earth alla Somerset House.Museum of Edible Earth alla Somerset House.
Queste esperienze documentate, antiche e contemporanee, sono il cuore della mostra, che raccoglie storie affascinanti, rivelatrici e a tratti davvero singolari.
Una delle più memorabili riguarda una donna lituana, Stanislava Monstvilienė, che sostiene di essere guarita dal cancro mangiando soltanto terra, un'affermazione che non trova alcun riscontro nella ricerca medica.
"Non so se sia vero, ma questa era la sua storia. Andavamo nel bosco con lei e prendeva manciate di terra e le mangiava", ha raccontato masharu.
Anche quando sono discutibili, tutte queste esperienze diventano una finestra su un tabù umano: consumare qualcosa che ci è sempre stato descritto come disgustoso e pericoloso.
Quanto è pericoloso mangiare terra?
Anche se i campioni esposti alla Somerset House sono stati testati e accompagnati da avvertenze, mangiare terra, soprattutto prelevandola direttamente dal suolo, comporta comunque rischi potenzialmente seri per la salute, come infezioni batteriche o parassitarie.
"La terra può contenere inquinanti e microrganismi che non sono benefici per il corpo umano, tanto più che non siamo più così in contatto con il suolo e il nostro microbioma è povero", ha sottolineato masharu.
Museum of Edible Earth.Museum of Edible Earth.
Eppure, alla domanda se durante le degustazioni ci siano mai state conseguenze gravi, masharu ricorda un solo episodio quasi disastroso, nei Paesi Bassi.
"Abbiamo organizzato un evento in cui abbiamo creato cocktail a base di argilla. Ho lavorato con un barman professionista. Dopo l'evento molte persone si sono sentite male, con diarrea e vomito, e noi abbiamo pensato: oh no!"
Dopo aver indagato sulla questione e aver inviato questionari dettagliati, si sono accorti che c'era una persona che non aveva bevuto i cocktail ma stava comunque male. Grande sollievo: con ogni probabilità la causa era stata la cena servita all'evento.
Anzi, secondo masharu i cocktail all'argilla potrebbero aver persino attenuato i sintomi dell'intossicazione alimentare.
"Ho presentato tutte le informazioni e i dati raccolti a una matematica, che li ha analizzati statisticamente. Mi ha detto che le persone che avevano bevuto i cocktail con argilla, o ne avevano bevuti di più, avevano meno probabilità di vomitare rispetto a chi aveva ingerito meno argilla", ha spiegato.
Oltre a mettere in luce gli aspetti sanitari e culturali del mangiare terra, il progetto di masharu mostra quanto possa essere interconnesso qualcosa di apparentemente semplice come il suolo. Riflette non solo le urgenze ambientali, ma anche questioni legate a genere, razza e classe sociale.
"Il modo in cui pensiamo al mangiare terra è spesso associato alla povertà e quindi alla classe sociale. E poi al genere, perché in alcuni luoghi che ho visitato è legato a una certa idea di femminilità. Per gli uomini sarebbe considerato vergognoso mangiare terra", ha spiegato.
"È una pratica molto intersezionale e ciò che è iniziato con un mio desiderio personale è diventato un tema vastissimo, che mi ha portato anche a viaggiare in tutto il mondo".
Il Museum of Edible Earth è in mostra alla Somerset House di Londra, nel Regno Unito, fino al 26 aprile 2026.
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