Magyar si dice "molto ottimista" su un accordo sui diritti delle minoranze in Ucraina dopo anni di stallo politico. Un’intesa tra Budapest e Kiev su questo dossier delicato aprirebbe ai negoziati per l’adesione all’UE
Il primo ministro ungherese Peter Magyarha annunciato che è sempre più vicino un accordo con Kiev sulla controversia relativa ai diritti della minoranza ungherese in Ucraina, aprendo la strada a una possibile svolta nei negoziati di adesione dell’Ucraina all’Unione europea, bloccati da anni.
Parlando ai giornalisti a Berlino dopo un incontro bilaterale con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, Magyar ha dichiarato di essere “molto ottimista” sull’andamento dei colloqui, indicando che una soluzione tecnica potrebbe essere raggiunta già nel corso della settimana. La questione resta politicamente sensibile per entrambe le parti, ma i segnali diplomatici appaiono incoraggianti.
“I negoziati stanno avanzando in modo incoraggiante”, ha affermato Magyar. “Sono pronto a incontrare il presidente ucraino all’inizio della prossima settimana, se riusciremo a metterci d’accordo su questi diritti umani fondamentali”.
Secondo fonti diplomatiche europee, le condizioni per un’intesa avrebbero guadagnato slancio nelle ultime settimane. Un eventuale accordo potrebbe consentire all’Ungheria di revocare il veto che da due anni blocca l’avvio formale dei negoziati di adesione, potenzialmente già a metà giugno.
La svolta avrebbe implicazioni significative anche per la Moldova, spesso considerata parte di un pacchetto insieme all’Ucraina nei processi di allargamento dell’UE. Un documento preliminare circolato tra i leader europei suggerisce che una decisione potrebbe arrivare prima del vertice del 18 giugno.
Nel frattempo, Bruxelles continua a lavorare su una possibile intesa politica più ampia, con il coinvolgimento del presidente del Consiglio europeo António Costa e della commissaria per l’allargamento Marta Kos. L’obiettivo sarebbe quello di avviare rapidamente il primo gruppo negoziale, dedicato ai principi fondamentali come Stato di diritto e diritti umani.
Magyar ha inoltre recentemente ottenuto lo sblocco di 16,4 miliardi di euro di fondi europei, elemento che, pur non essendo formalmente collegato al veto sull’adesione, contribuisce a un clima diplomatico più favorevole.
Resta però ancora necessario un accordo finale tra Budapest e Kiev, che dovrebbe essere definito anche a livello di vertice tra i due leader. Solo dopo la revoca del veto ungherese potrà iniziare formalmente il percorso negoziale.