Dopo il massiccio bombardamento che ha causato almeno 22 vittime, Zelensky avverte di un nuovo attacco imminente. Kiev denuncia la carenza di missili Patriot mentre la Russia intensifica i raid
L'Ucraina si prepara a una nuova notte di tensione dopo uno dei più massicci attacchi aerei russi degli ultimi mesi. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha avvertito che Mosca potrebbe lanciare un'altra offensiva su larga scala già nelle prossime ore, invitando la popolazione a non ignorare gli allarmi antiaerei e a raggiungere tempestivamente i rifugi.
L'allarme arriva all'indomani di una vasta ondata di bombardamenti che, secondo le autorità ucraine, ha provocato almeno 22 morti e oltre 130 feriti in diverse regioni del Paese. Durante il suo consueto discorso serale, Zelensky ha dichiarato che i servizi di intelligence hanno raccolto informazioni su una possibile nuova offensiva russa.
"Sappiamo dai servizi di intelligence che un attacco su larga scala potrebbe ripetersi", ha affermato il presidente ucraino.
Oltre 70 missili e 650 droni contro l'Ucraina
Secondo l'Aeronautica militare ucraina, nella notte tra l'1 e il 2 giugno la Russia ha lanciato 73 missili e 656 droni contro il territorio ucraino, prendendo di mira soprattutto Kiev, Dnipro, Kharkiv, Zaporizhzhia e altre aree strategiche del Paese. Nel corso della giornata sarebbero stati impiegati anche circa altri 100 droni. Le difese aeree sono riuscite a neutralizzare gran parte dei velivoli senza pilota, ma numerosi missili balistici hanno raggiunto i loro obiettivi.
Zelensky ha sottolineato che la minaccia più difficile da contrastare resta quella rappresentata dai missili balistici russi, contro i quali l'Ucraina dispone di capacità limitate.
Il nodo Patriot e la carenza di intercettori
Il presidente ucraino ha ammesso che il livello attuale delle forniture occidentali non consente di intercettare una quota significativa dei missili lanciati da Mosca. Al momento il sistema Patriot, di produzione statunitense, è considerato l'unico sistema presente nell'arsenale ucraino in grado di contrastare efficacemente i missili balistici russi.
Tuttavia, Kiev deve fare i conti con una crescente scarsità di missili intercettori. Secondo diverse analisi internazionali, la domanda globale di Patriot è aumentata notevolmente negli ultimi mesi, anche a causa dell'impiego intensivo del sistema in Medio Oriente. Le scorte disponibili si sono ridotte e la produzione industriale fatica a tenere il passo con il consumo operativo. Lockheed Martin produce attualmente circa 600 intercettori all'anno, mentre la produzione mensile si aggirerebbe intorno ai 60-65 missili.
Negli ultimi dieci giorni, la Russia avrebbe lanciato oltre 60 missili balistici contro l'Ucraina, un numero che corrisponde quasi a un intero mese di produzione degli intercettori Patriot.
Le accuse sulle sanzioni aggirate
Nel suo intervento, Zelensky ha inoltre rilanciato le accuse contro i Paesi e le aziende che continuano a fornire componenti tecnologici utilizzati dall'industria bellica russa. Secondo il presidente, nessun missile o drone russo può essere prodotto senza parti importate dall'estero.
"Per cinque missili Kalibr servono 145 componenti stranieri. Per 33 missili Iskander ne servono oltre 1.100. Per 650 droni d'attacco si arriva a più di 17.000 componenti", ha dichiarato.
Per il leader ucraino, la capacità della Russia di continuare a produrre armamenti dimostra l'esistenza di vaste reti di elusione delle sanzioni internazionali. Per questo motivo Kiev torna a chiedere ai partner occidentali non solo maggiori forniture militari, ma anche misure economiche più severe per limitare l'accesso di Mosca alle tecnologie necessarie alla produzione di missili e droni.
Con i bombardamenti che si fanno sempre più intensi e le difese aeree sotto pressione, l'Ucraina teme che la strategia russa punti a sfruttare l'attuale carenza di intercettori Patriot per aumentare i danni alle infrastrutture e ai centri urbani del Paese.