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Festa della Repubblica, il messaggio distensivo di Rubio al governo italiano

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella di fronte al Vittoriano a Roma, il 2 giugno 2026 in occasione della Festa della Repubblica
Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella di fronte al Vittoriano a Roma, il 2 giugno 2026 in occasione della Festa della Repubblica Diritti d'autore  Quirinale
Diritti d'autore Quirinale
Di Andrea Barolini
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In una lettera indirizzata alle istituzioni italiane, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha inviato gli auguri per la Festa della Repubblica, sottolineando come l'Italia sia "un partner e un amico solido". Un messaggio distensivo dopo mesi di relazioni non semplici

In occasione della Festa della Repubblica del 2 giugno, all'Italia è giunto un messaggio da parte del segretario di Stato americano Marco Rubio. "A nome degli Stati Uniti d'America, porgo calorose congratulazioni al popolo italiano per l'80esimo anniversario della Repubblica Italiana", ha scritto il responsabile della politica estera dell'amministrazione diretta da Donald Trump, con un tono particolarmente amichevole, dopo mesi non sempre semplici nei rapporti tra Roma e Washington.

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Rubio: "Apprezziamo l'Italia per l'impegno sullo Stretto di Hormuz e la guerra in Ucraina"

"Mentre gli Stati Uniti celebrano il 250esimo anno della loro indipendenza, onoriamo la profonda influenza che le tradizioni repubblicane di Roma hanno avuto sui nostri Padri fondatori. Così come l'eredità di Roma ha contribuito alla nascita della democrazia americana, oggi la partnership tra Stati Uniti e Italia continua a promuovere i valori di fede, libertà e Stato di diritto che entrambi i Paesi considerano fondamentali", ha aggiunto Rubio.

Il segretario di Stato americano Marco Rubio
Il segretario di Stato americano Marco Rubio AP Photo

Il segretario di Stato ha quindi parlato dell'Italia come di un Paese "partner e un amico", e ha colto l'occasione per sottolineare "l'aumento degli investimenti italiani nella difesa". Ha inoltre manifestato l'apprezzamento degli Stati Uniti per "l'impegno della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per la sicurezza marittima nello Stretto di Hormuz e il sostegno alla sicurezza e alla stabilità in Medio Oriente", così come "per porre fine alla guerra tra Russia e Ucraina".

Rubio si è detto quindi "grato per l'ospitalità data a quasi 30mila militari statunitensi e alle loro famiglie presenti in Italia". E ha dichiarato di accogliere "con favore la leadership dell'Italia nell'avanzamento sulle tecnologie critiche e nella costruzione di una base industriale resiliente in tutta Europa", precisando che la collaborazione nei settori hi-tech e scientifici "guida l'innovazione, crea posti di lavoro e favorisce la crescita economica" in entrambe le nazioni.

Ad aprile il botta e risposta tra Trump e Meloni sul Medio Oriente e su Papa Leone XIV

Si tratta di un evidente cambiamento di tono rispetto alle prese di posizione recenti del presidente Trump. Soltanto nello scorso mese di aprile, in fatti, il capo di Stato di Washington si era espresso in modo molto critico nei confronti di Giorgia Meloni, definendo il suo comportamento "negativo".

"Ha rifiutato di aiutarci con l'Iran, non ha più lo stesso rapporto con noi", aveva aggiunto. E in un'intervista concessa al Corriere della Sera, Trump si era detto addirittura "scioccato da Giorgia Meloni. Pensavo che avesse coraggio, mi sbagliavo".

La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro della Difesa Guido Crosetto alla parata del 2 giugno a Roma
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il ministro della Difesa Guido Crosetto alla parata del 2 giugno a Roma Quirinale

A dividere i governi italiano e statunitense era stato poi il giudizio su alcune dichiarazioni di Papa Leone XIV, che erano state duramente criticate da Washington. "Non mi sentirei a mio agio in una società dove i leader religiosi fanno quello che dicono i leader politici. Le parole di Trump sono inaccettabili, ho espresso la mia solidarietà al Papa", aveva replicato Meloni. Immediata la replica della Casa Bianca. "È lei che è inaccettabile, perché non le importa se l'Iran ha una arma nucleare e farebbe saltare in aria l’Italia in due minuti se ne avesse la possibilità".

Il messaggio di Rubio appare dunque distensivo, a segnare un probabile tentativo da parte dell'amministrazione Trump di rinsaldare i rapporti con il governo italiano.

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