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InClassica: si è chiusa l'11esima edizione, sul palco anche Alessandro Taverna

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InClassica: si è chiusa l'11esima edizione, sul palco anche Alessandro Taverna
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Di Euronews

È calato il sipario sull'11ª edizione del festival InClassica. Musicisti di fama mondiale hanno eseguito alcuni dei concerti più celebri di tutti i tempi sul palco dell'Opera di Dubai. Il direttore d'orchestra Gergely Madaras, formatosi originariamente come flautista, fa parte dalla nuova ondata di direttori musicali: la sua orchestra è formata da musicisti che arrivano da ogni parte del mondo.

"C'è una quantità di talento enorme - dice Madaras -. Prima c'erano solo direttori d'orchestra maschi, per fortuna è cambiato qualcosa negli ultimi 10-15 anni". Nel cartellone di queste edizione si sono alternate opere classiche e capolavori moderni.

"Sentire la mia musica eseguita dal vivo è una sensazione unica, soprattutto nel caso di opere che non erano mai state eseguite prima - dice Alexey Shor, compositore in residenza del festival -. La musica non è veramente 'viva' finché non viene eseguita. E vederlo accadere davanti ai miei occhi è un'emozione incredibile".

Musica e matematica sono le grandi passioni di Shor: i musicisti che suonano i suoi pezzi dicono che questo si riflette nelle sue composizioni, brillanti e stimolanti allo stesso tempo. Tra questi c'è il solista Gil Shaham, vincitore di un Grammy Award. "Alexey Shor è un uomo brillante, mite e senza pretese - dice Shaham -. È un compositore molto fluido e scorrevole: questo suscita sempre una reazione meravigliosa nel pubblico".

La figura di riferimento di InClassica è il suo presidente Konstantin Ishkanov. "Sostiene i compositori, sostiene le orchestre e i festival - dice Shaham -. Siamo molto fortunati ad avere persone come Konstantin, che rendono il nostro mondo un posto migliore".

Per il pianista italiano Alessandro Taverna la musica di Shor sfata alcuni luoghi comuni sulla musica moderna. "È ricca di ritmi e melodie interessanti - dice Taverna -. Inoltre è una musica accessibile, sappiamo che spesso la gente rifiuta la musica contemporanea perché la ritiene troppo difficile".