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L'ostilità alle vaccinazioni la scontava anche Caterina II di Russia nel 1700

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L'ostilità alle vaccinazioni la scontava anche Caterina II di Russia nel 1700
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Di euronews

Una lettera del 1787 scritta dalla zarina di tutte le Russie Caterina II (1729-1796), in cui dà istruzioni su come vaccinare la popolazione contro il vaiolo, è stata esposta a Mosca prima di un'asta londinese.

Gli esordi delle vaccinazioni nel XVIII secolo

La procedura medica a cui la sovrana si sottopose era tanto rudimentale quanto sperimentale: una “inoculazione” contro il vaiolo. Per questo era stato fatto venire dall’Inghilterra un medico. Se il risultato fosse stato positivo l'imperatrice sarebbe riuscita a convincere i nobili recalcitranti.

Nell’ottobre del 1768, Caterina la Grande si sentì poco bene dopo un’inoculazione di vaiolo. Si trovava nel palazzo di Tsarskoe Selo, isolata dalla corte di San Pietroburgo. Thomas Dimsdale (1712-1800), il medico inglese che aveva eseguito l'inoculazione era al suo fianco, e documentava le sue condizioni. Tutto andò bene.

Caterina la Grande decise di farsi vaccinare lei stessa per dare l'esempio e fece vaccinare anche suo figlio. L'imperatrice sapeva che rendere obbligatoria la vaccinazione in quel momento sarebbe stato impossibile.

La lettera all'asta

"La lettera messa all'asta a Londra è assolutamente unica, perché Caterina dice: dobbiamo assumere questo o quell'altro dottore, organizzare centri di vaccinazione in questo o quell'altro cortile del monastero, non c'è bisogno di letti d'ospedale, è economico, si può fare, la gente deve essere convinta, lo stipendio del medico deve essere tolto dalla nostra tesoreria e dal nostro budget": spiaga Ekaterina MacDougall, co-fondatrice di MacDougall's ed esperta d'arte russa.

Peraltro Caterina descrive passo dopo passo, come organizzare una campagna di vaccinazione in Russia cosa che aveva effettivamente attuato. Nella lettera si rintracciano inoltre le istruzioni che aveva dato ai governatori generali sul metodo in cui dare corso alla campagna di vaccinale.