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Thomas Feuerstein, l'artista bio-cyberpunk che scolpisce batteri e cellule umane

Thomas Feuerstein, l'artista bio-cyberpunk che scolpisce batteri e cellule umane
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Di Antonio Michele Storto
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Le sue opere rimarranno esposte fino ai primi del 2020 alla biennale d'arte contemporanea di Lione

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Piu che in un'esposizione d'arte sembra il laboratorio di uno scienziato pazzo, perché gli aspetti piu bizzarri e inquietanti del mondo naturale sono il soggetto preferito di Thomas Feuerstein.

Feuerstein, 50 anni, arriva da Vienna e in questi giorni sta esponendo alla biennale d'arte contemnporanea di Lione alcune delle sue sculture a metà strada tra microbiologia e cyberpunk.

Come la sua rivisitazione del mito di Prometeo, il Titano che fu punito per aver rubato il fuoco agli dei donandolo all'umanità; il cui corpo - invece che da un'aquila inviata dal capriccioso Zeus - è divorato internamente da veri e propri batteri chemiolitotrofi, trasportati nell'acqua da tubi in plastica che ne attraversano il corpo,

Batteri, cellule umane e particelle bio-chimiche sono in effetti i materiali preferiti di Feuerstein.

"Il punto - spiega lui - è che io sono uno scultore e come scultore sono interessato a materiali, processi chimici, trasformazioni molecolari. E poter raccontare una storia attraverso questi processi è un enorme arricchimento per il mio lavoro".

In un'altra sezione della mostra, lo scultore espone la riproduzione di un fegato umano realizzato all'interno di un reattore biologico grazie a una miscela di cellule epatiche e batteri. Le cellule  sono anche fermentate e distillate in alcol per simulare i processi autofagi del fegato,

Le opere di Feuerstein rimarranno esposte alla Biennale di Lione fino ai primi di gennaio del 2020

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