L'industria automobilistica europea è a un punto di svolta e i concorrenti cinesi minacciano la redditività delle aziende dell’Unione. L'amministratore delegato di Citroën, Xavier Chardon, ha dichiarato a Euronews che l'UE sta ascoltando le sue case automobilistiche.
Citroën è soddisfatta solo a metà della decisione dell'UE di alleggerire il divieto di vendita di auto a benzina e diesel dopo il 2035, come ha dichiarato l'amministratore delegato Xavier Chardon a The Big Question di Euronews.
Il nuovo piano, annunciato a dicembre, prevede che solo il 90% delle nuove auto vendute a partire dal 2035 dovrà essere a emissioni zero, anziché il 100%. Chi critica questo alleggerimento sostiene che una tale mossa fa deragliare le ambizioni dell'UE in materia di clima, mentre molte case automobilistiche sono sollevate dalle nuove scadenze più generose.
"Reagisco con un mezzo sorriso... perché almeno siamo stati ascoltati e vediamo che c'è un potenziale di miglioramento e una comprensione della situazione", ha detto Chardon. "Ma ci sono molti temi che non sono stati ancora affrontati."
In questo episodio di The Big Question, Eleanor Butler di Euronews incontra all’AD di Citroën per discutere di come la casa automobilistica francese si stia adattando al nuovo contesto europeo.
Le case automobilistiche europee possono sopravvivere alla concorrenza cinese?
Chardon ha sottolineato che l'adozione dei veicoli elettrici è ancora in ritardo in Europa a causa delle scarse infrastrutture di ricarica e dei prezzi elevati, il che significa che un divieto rigoroso sulle auto a combustione danneggerebbe le case automobilistiche europee già in difficoltà.
Paesi come la Germania e la Francia, un tempo potenze automobilistiche, hanno visto le loro industrie penalizzate negli ultimi anni dagli alti costi dei fattori di produzione, dalla feroce concorrenza cinese e dalla mancanza di chiarezza politica sulla transizione verso i veicoli elettrici.
Secondo Chardon, le condizioni stringenti poste per le auto non a emissioni zero vendute dopo il 2035 rappresentano uno dei problemi delle nuove norme. Sebbene alle case automobilistiche sia consentita una quota del 10% di auto a benzina, diesel o ibride, questi veicoli dovranno avere altre credenziali ecologiche, come l'uso obbligatorio di biocarburanti o di acciaio a basso contenuto di carbonio.
"State sostenendo tecnologie costose, quindi non state realmente sostenendo l'espansione del mercato automobilistico europeo", ha affermato Chardon.
Commentando le altre misure di agevolazione di Bruxelles, ha sostenuto che i dazi UE sui veicoli cinesi importati, imposti nel 2024, non hanno fatto molto per rallentare l'offensiva cinese in Europa. Questo perché le tariffe si concentrano sui veicoli elettrici a batteria (BEV) piuttosto che sugli ibridi, ha detto Chardon.
Le aziende cinesi hanno quindi spostato la loro attenzione per aggirare i dazi.
Secondo i dati della China Association of Automobile Manufacturers, nel 2025 le esportazioni cinesi di automobili sono aumentate del 21%. I dati di ACEA e S&P Global Mobility mostrano inoltre che le auto prodotte in Cina hanno rappresentato il 6% delle vendite nell'UE nella prima metà del 2025, rispetto al 5% dello stesso periodo del 2024.
Secondo la società di consulenza AlixPartners, entro il 2030 le case automobilistiche cinesi potrebbero raddoppiare la loro quota di mercato in Europa, raggiungendo circa il 10%.
Il prezzo è il fattore più importante nella scelta di un'auto?
Per molti clienti europei, la decisione di acquistare un'auto cinese potrebbe essere solo una questione di prezzo, dato che aziende come BYD sono in grado di battere i concorrenti nazionali sul piano dei costi.
Sebbene Citroën stia lavorando per diventare più competitiva, Chardon avverte che "non si può ridurre tutto al prezzo".
"Bisogna avere prezzi accessibili, ma anche creare prodotti che si distinguano sul mercato."
Chardon ha sottolineato inoltre che lo sviluppo delle capacità delle batterie rimane una priorità per Citroën e per la società madre Stellantis, nonostante l'allentamento del divieto sulle emissione dell'UE. Stellantis investe in siti di produzione di batterie in tutta Europa e di recente ha collaborato con l'azienda cinese CATL per costruire uno stabilimento nel nord-est della Spagna.
The Big Question è una serie di Euronews Business in cui incontriamo leader ed esperti del settore per discutere dei più importanti temi di attualità.
Nel video qui sopra trovi l’intervista completa con Xavier Chardon di Citroën.