Trump ha annunciato il maxi-accordo da quasi tre miliardi di dollari pochi giorni dopo il blitz delle forze speciali statunitensi in Venezuela. "Gestirò io il denaro" ha detto l'ex tycoon
Il Venezuela fornirà tra i 30 e i 50 milioni di barili di petrolio agli Stati Uniti, ha annunciato martedì il presidente statunitense Donald Trump in un post su Truth Social.
I proventi del maxi-accordo sono stimati in circa 2,8 miliardi di dollari (2,4 miliardi di euro). "Quei soldi saranno controllati da me" ha dichiarato Trump sui social, "per assicurarmi che saranno usati a beneficio del popolo del Venezuela e degli Stati Uniti".
A commentare la notizia e a fornire maggiori dettagli è stata mercoledì la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
"Il governo degli Stati Uniti ha già iniziato a commercializzare il petrolio greggio venezuelano e il mercato globale a vantaggio degli Stati Uniti coinvolge i principali operatori mondiali nel settore delle materie prime", ha detto la portavoce.
"Tutti i proventi della vendita di petrolio greggio e prodotti venezuelani saranno prima depositati su conti controllati dagli Stati Uniti presso banche riconosciute a livello mondiale per garantire la legittimità e l'integrità della distribuzione finale dei proventi e tali fondi saranno distribuiti a beneficio del popolo americano e del popolo venezuelano a discrezione del governo degli Stati Uniti", ha specificato Leavitt.
A tal fine Washington revocherà le sanzioni imposte a Caracas sulle esportazioni di greggio per permetterne il trasporto e la vendita sui mercati globali, hanno chiarito la Casa Bianca e in un comunicato il dipartimento dell'Energia statunitense.
"Sì, gli Stati Uniti stanno revocando in modo selettivo le sanzioni per consentire il trasporto e la vendita di greggio e prodotti petroliferi venezuelani sui mercati globali", ha comunicato Leavitt ai media durante il briefing di mercoledì.
La mossa sembra ridisegnare gli equilibri energetici e geopolitici globali, dando a Washington accesso alle maggiori riserve mondiali di petrolio e al controllo dei prezzi Opec di cui il Venezuela è membro.
L'accordo con Caracas arriva a pochi giorni dall'operazione militare statunitense che ha portato alla cattura del presidente venezuelano, Nicolás Maduro, attualmente detenuto a New York con accuse di narcotraffico, indicando quali ulteriori interessi vi fossero dietro il blitz delle forze speciali Usa.
Trump incontrerà i vertici di Big Oil alla Casa Bianca
Per gestire il futuro delle esportazioni di greggio dal Venezuela, la Casa Bianca ha organizzato per venerdì un summit con i leader dell'industria petrolifera.
All'incontro parteciperanno i vertici di Exxon, Chevron e ConocoPhillips, con l'obiettivo di discutere l'apertura del settore petrolifero venezuelano agli investimenti e al know-how statunitense.
Chevron è l'unica grande compagnia petrolifera statunitense attualmente operativa nei giacimenti del Venezuela. I progetti di Exxon e ConocoPhillips furono nazionalizzati negli anni 2000 dall'allora presidente venezuelano, Hugo Chávez, costringendo le due aziende ad andarsene.
La Casa Bianca: "Caracas agirà sotto dettatura degli Stati Uniti"
Nel frattempo, il segretario di Stato, Marco Rubio, ha ribadito la linea dura sulla transizione di potere in Venezuela.
Rubio ha affermato che il governo ad interim di Delcy Rodríguez è sotto stretta osservazione, evidenziando come gli Stati Uniti abbiano un potere di leva totale, dato che il greggio non può essere movimentato senza il consenso di Washington.
Il segretario di Stato ha anche evidenziato che sarà Washington a controllare i fondi del mercato petrolifero venezuelano, per evitare che il denaro si disperda nelle mani del regime.
"Le autorità ad interim del Venezuela si muoveranno sotto indicazioni degli Stati Uniti", ha ribadito mercoledì in conferenza stampa la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt.
Il maxi-accordo con il Venezuela vale 2,8 miliardi di dollari
Il valore dell'operazione è stimato intorno ai 2,8 miliardi di dollari, considerando le attuali quotazioni del greggio a circa 56 dollari al barile.
Il valore politico però supera quello economico: l'accordo punta a trasformare Caracas in un partner allineato agli interessi energetici statunitensi, nonostante la produzione locale del Venezuela sia scesa drasticamente a solo un milione di barili al giorno rispetto ai quasi 14 milioni prodotti dagli Stati Uniti.