Con le minacce concrete di un attacco Usa contro l'Iran, la Nato in Turchia starebbe riorientando le attività di sorveglianza aerea dalla Russia verso Golfo Persico e Caucaso meridionale
Le attività di sorveglianza aerea della NATO in Turchia starebbero cambiando obiettivo con l'impennata delle probabilità di un attacco militare Usa contro l'Iran.
L'agenzia di stampa Bloomberg, citando fonti prossime ai militari, sostiene che l'attenzione degli aerei radar Awacs basati a Konya si è spostata dalla Russia all'Iran.
Fonti anonime precisano che "la frequenza con cui gli aerei decollati da Konya monitorano l'Iran è aumentata in modo significativo".
Secondo quanto riferito, le autorità civili e militari Turche sarebbero già pronte nell'eventualità che operazione militare degli Stati Uniti contro l'Iran entri nella fase attiva:
"La Turchia si sta preparando a un'eventuale azione degli Stati Uniti che potrebbe costringere Teheran a fare concessioni sulla limitazione del suo programma nucleare e, se l'Iran si rifiuta, potrebbe degenerare in un attacco su larga scala".
Il governo di Ankara invita alla ragionevolezza sia Washington che Teheran in "una fase così delicata".
Le autorità turche temono migliaia di rifugiati
Ankara prevede che in caso di conflitto prolungato arriveranno grandi flussi di rifugiati in Turchia.
Questa ondata, in particolare di cittadini afghani e pakistani che vivono in Iran, potrebbe gravare pesantemente sull'economia turca, che già ospita circa 3 milioni di siriani.
Secondo il rapporto, la Turchia ha aggiornato i suoi piani di emergenza contro un'ondata migratoria su larga scala.
In questo contesto, le opzioni sul tavolo includono "l'allestimento di campi lungo il confine" o "l'ingresso (limitato di forze di sicurezza turche) in territorio iraniano per impedire ai rifugiati di entrare in Turchia".
Tuttavia, le fonti sottolineano che "l'opzione dell'intervento transfrontaliero sarà presa in considerazione solo nel caso di un vuoto di potere in Iran".