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Caro vita: quanto riescono a mettere da parte a fine mese le famiglie europee?

Acquirenti in Austria (foto di repertorio)
Acquirenti in Austria (foto di repertorio) Diritti d'autore Hans Punz/AP2007
Diritti d'autore Hans Punz/AP2007
Di Servet Yanatma
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Questo articolo è stato pubblicato originariamente in inglese

Il caro vita continua a colpire le famiglie europee. Euronews Business analizza quanto i cittadini europei riescono a risparmiare ogni mese.

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Nel 2022, le famiglie dell'Unione europea hanno risparmiato quasi un ottavo del loro reddito disponibile, pari a circa il 12,7%, una somma minore rispetto a quella risparmiata nel 2021.

Sono i risultati emersi dalla ricerca "Household Saving Behavior in the Euro Area" (Julia Le Blanc, et al. 2016), secondo cui la maggior parte dei cittadini europei risparmiano soprattutto per "precauzione" e "per la loro pensione". Euronews Business ha analizzato più da vicino i dati in Europa per vedere quali sono i Paesi con i tassi di risparmio delle famiglie più alti e più bassi, oltre che il motivo delle differenze significative tra i Paesi europei.

Il reddito disponibile delle famiglie è la somma che le famiglie hanno a disposizione dopo aver pagato le tasse. Il tasso di risparmio delle famiglie è definito da Eurostat, l'ufficio statistico ufficiale dell'Ue, come il risparmio lordo delle famiglie diviso per il reddito disponibile lordo.

Paesi con i più alti tassi di risparmio

Secondo Eurostat, nel 2022 il tasso di risparmio lordo delle famiglie variava dal -4% della Grecia al 19,9% della Germania. Sette Paesi dell'Ue avevano tassi di risparmio delle famiglie superiori al 15%. La Germania è seguita dai Paesi Bassi (19,4%), dal Lussemburgo (18,1%) e dalla Francia (17,1%).

Questi Paesi sono riusciti a risparmiare di più perché le famiglie hanno un reddito disponibile più elevato.

I Paesi in cui si spende più di quanto si guadagna

La Grecia (-4%) e la Polonia (-0,8%) hanno registrato tassi di risparmio delle famiglie negativi. Ciò dimostra che le famiglie di questi due Paesi hanno speso più del loro reddito disponibile lordo familiare. Questo dato suggerisce che i cittadini hanno utilizzato i risparmi accumulati nei periodi precedenti o hanno contratto prestiti per finanziare le loro spese.

Dodici membri dell'Ue, tra cui Grecia e Polonia, hanno registrato tassi di risparmio inferiori al 10% nel 2022.

I tassi di risparmio di altri Paesi europei sono stati i seguenti: Svizzera (23,4%), Svezia (16%), Austria (15,2%), Belgio (12,9%), Italia (9,8%) e Regno Unito (6,5%, 2019).

Non c'è una forte divisione tra le diverse regioni d'Europa. Solo tre Paesi baltici presentano tassi più bassi, inferiori al 5%.

Risparmio delle famiglie pro capite nell'Ue

Se si studiano le cifre piuttosto che i tassi, il risparmio lordo pro capite delle famiglie nell'UE è stato di 2.723 euro nel 2022, con variazioni da -523 euro in Grecia a 8.136 euro in Lussemburgo. La Svizzera, un Paese dell'EFTA, ha registrato il più alto risparmio familiare pro capite con 13.676 euro.

Oltre al Lussemburgo, il risparmio delle famiglie pro capite era superiore a 4.000 euro in vari Paesi: Germania (5.912 euro), Paesi Bassi (5.638 euro), Austria (4.567 euro), Svezia (4.481 euro), Francia (4.287 euro), Norvegia (4.243 euro) e Danimarca (4.067 euro).

Il risparmio delle famiglie è stato invece inferiore a 1.000 euro in sette Stati membri dell'Ue, tra cui Grecia e Polonia hanno registrato valori negativi.

Avvicinamento ai livelli precedenti alla pandemia

Considerando gli ultimi due decenni, i tassi di risparmio delle famiglie nell'Ue e nell'area dell'euro sono aumentati drasticamente durante la pandemia di COVID-19, in particolare nel 2020 e nel 2021. Il tasso di risparmio nell'Ue è rimasto relativamente stabile tra l'11,6% e il 13,5% dal 2002 al 2019.

Questo tasso non ha mai superato il 13,5% nell'Ue prima della pandemia. Nel 2020 è arrivato al 18,5% e nel 2021 al 16,4%. I dati del 2022 suggeriscono che il tasso di risparmio dell'Ue si sta avvicinando ai livelli precedenti alla pandemia COVID-19.

Le principali ragioni del risparmio

Uno dei motivi per cui il risparmio è aumentato considerevolmente durante la crisi di COVID-19 è che alcune opportunità di spesa per i consumi sono state limitate. Tra queste, l'intrattenimento e viaggi. Secondo Eurostat, questo fenomeno è stato particolarmente evidente nel 2020.

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La ricerca suggerisce inoltre che i tassi di risparmio delle famiglie potrebbero aumentare durante i periodi di incertezza economica, in quanto le famiglie tendono a risparmiare di più quando aumenta il rischio di perdere il lavoro, rinviando le spese per i beni e servizi non essenziali.

Un recente studio di Can Xu in Economic Analysis and Policy ha spiegato l'aumento durante la pandemia COVID-19 con la teoria del "risparmio precauzionale". L'aumento dell'incertezza influisce positivamente sul risparmio perché le famiglie sono prudenti e vogliono proteggersi dall'incertezza, con un conseguente impatto negativo significativo sui consumi correnti e un impatto positivo sul risparmio.

Sulla base dei dati relativi al periodo 2008-2011, un articolo accademico di Julia Le Blanc ha inoltre rilevato che il risparmio precauzionale è la motivazione più comunemente segnalata in tutti i Paesi dell'area dell'euro, seguita dal risparmio per la pensione. Ha inoltre rivelato che le variabili relative alla struttura del sistema fiscale e alla generosità dei sistemi di previdenza e assistenza sociale sono importanti determinanti del risparmio delle famiglie.

Differenze tra i Paesi

I livelli di reddito, l'età e l'incertezza possono spiegare oltre la metà della variazione dei tassi di risparmio, secondo un documento pubblicato dalla Commissione europea.

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Il documento, intitolato "I tassi di risparmio delle famiglie nell'UE: Perché differiscono così tanto?" di Stijn Rocher e Michael H. Stierle esamina i tassi di risparmio tra il 2000 e il 2012 in 25 Paesi dell'Ue. Secondo lo studio, i tassi di risparmio delle famiglie differiscono significativamente tra i Paesi dell'Ue e le differenze si sono dimostrate persistenti nel tempo.

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