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La Commissione agli Stati Ue: ridurre le misure contro il caro-energia

Paolo Gentiloni è commissario europeo all'Economia dal 2019
Paolo Gentiloni è commissario europeo all'Economia dal 2019 Diritti d'autore AP Photo/Virginia Mayo
Diritti d'autore AP Photo/Virginia Mayo
Di Efi KoutsokostaVincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Nel pacchetto di primavera del semestre europeo, si chiede di diminuire il sostegno pubblico, destinandolo solo a famiglie e imprese vulnerabili. Italia ancora fuori dai parametri di debito e deficit

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Tutti i Paesi dell'Unione europea dovrebbero porre fine entro l'anno alle misure di sostegno decise per ridurre i prezzi dell'energia. Questa la raccomandazione principale della Commissione europea nel presentare il pacchetto di primavera del Semestre europeo, una sorta di guida formulata dall'esecutivo comunitario per la politica fiscale degli Stati membri.

Ridurre le misure contro il caro-energia

Sconti e sussidi garantiti per fronteggiare la crisi energetica dovrebbero essere ora destinati solo a famiglie e imprese vulnerabili, ha spiegato il commissario all'Economia Paolo Gentiloni.

"La misura principale è la riduzione delle misure di sostegno universali per l'energia. Penso che qui ci sia più spazio di manovra. Ovviamente non vogliamo entrare nelle politiche fiscali dei diversi Stati membri"

Intanto prosegue il dibattito a livello comunitario sulle regole fiscali dell'Unione. Il Patto di stabilità e crescita, sospeso durante la pandemia da Covid19, tornerà in vigore nel 2024, ma in una nuova veste, che punta a salvaguardare gli investimenti, riducendo allo stesso tempo debito pubblico e deficit dei Paesi europei. 

Per il commissario Gentiloni, comunque, il quadro complessivo resta positivo.

"Nonostante il debito in calo e il deficit rispetto al Pil in calo, e la necessità di politiche fiscali più caute, non stiamo entrando nel circolo vizioso che si è verificato nelle crisi precedenti, in cui veniva gradualmente sempre più ridotto il livello di investimenti pubblici".

"Non stiamo entrando nel circolo vizioso che si è verificato nelle crisi precedenti, in cui veniva gradualmente sempre più ridotto il livello di investimenti pubblici"
Paolo Gentiloni
Commissario europeo all'Economia

Le raccomandazioni all'Italia

Per quanto riguarda l'Italia, persistono squilibri macroeconomici eccessivi, vulnerabilità e crescita debole della produttività.

Il nostro Paese sfora al momento sia il parametro del debito pubblico (che dev'essere inferiore al 60% del Pil, o ridotto del 5% all'anno), sia quello del deficit annuo (che dev'essere inferiore al 3% del Pil).

Nel primo caso, in compagnia di Francia e Finlandia, nel secondo con altri 13 Paesi dell'Ue.

In vista del 2023, preoccupano la Commissione anche i ritardi nell'assegnazione delle concessioni balneari, così come quelli nell'attuazione del Piano nazionale di ripresa e resilienza.

"È importante che l'Italia rafforzi la capacità amministrativa, in particolare a livello subnazionale, per realizzare gli impegni del piano, mentre un quadro di governance efficace e pienamente operativo rimane fondamentale", si legge nel documento di raccomandazioni specifiche destinato al governo italiano.

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