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La Commissione europea presenta la riforma del Patto di stabilità

Il vice-presidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis (al centro) e il commissario all'Economia Paolo Gentiloni (a destra) hanno presentato la riforma
Il vice-presidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis (al centro) e il commissario all'Economia Paolo Gentiloni (a destra) hanno presentato la riforma Diritti d'autore Twitter
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Di Vincenzo Genovese
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'esecutivo comunitario rivendica "regole più semplici" per la governance economica europea. Rimangono i parametri per debito e deficit, ma i piani di rientro per gli Stati nazionali saranno più flessibili

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"Le nostre regole fiscali risalgono agli anni '90. Oggi abbiamo differenti sfide da affrontare e priorità economiche: le nostre regole devono riflettere questi cambiamenti". 

Le parole del vice-presidente esecutivo della Commissione europea Valdis Dombrovskis introducono una riforma cruciale nella storia dell'Ue, quella del Patto di stabilità e crescita, che l'esecutivo comunitario ha appena presentato e che dovrà ora essere discussa dal Parlamento di Strasburgo e dai 27 Stati membri.

"Percorsi di rientro" specifici per i Paesi indebitati

I due regolamenti proposti, considerati la parte "preventiva" e quella "correttiva" del Patto, stabiliscono le regole economiche che gli Stati dell'Ue devono seguire per mantenere in ordine le proprie finanze.

Rispetto alla situazione attuale, rimangono gli obiettivi generali per ogni Paese: debito al massimo al 60% e deficit annuo massimo al 3%del proprio prodotto interno lordo. Ma cambiano le regole per quegli Stati che non rientrano nei parametri.

I governi nazionali dovranno presentare piani a medio termine con i propri obiettivi di bilancio, le misure, le riforme e gli investimenti prioritari previsti su un periodo di almeno quattro anni, che saranno esaminati e approvati da Commissione e Consiglio dell'Ue.

Ogni piano dovrà contenere obiettivi di spesa pluriennali, che saranno poi utilizzati come base per la sorveglianza fiscale dello Stato in questione.

La Commissione redigerà allora un "percorso di rientro" per quei Paesi che hanno un debito pubblico superiore al 60% del proprio Pil (al momento 13 su 27, compresi Francia, Germania e Italia) o un deficit superiore al 3% del Pil.

La situazione del debito pubblico nei Paesi dell'Ue

Le indicazioni della Commissione serviranno ad assicurare che il deficit rimanga o rientri sotto la soglia prevista, e che il debito "viaggi verso una riduzione plausibile" o "rimanga a livelli prudenti"

Non vengono specificate, tuttavia, delle precise soglie numeriche: al momento ogni Stato fuori dai parametri deve ridurre il proprio debito del 5% all'anno (un ventesimo), una prescrizione impossibile da rispettare soprattutto per Paesi come Italia o Grecia che hanno un debito di molto superiore al 100% del Pil.

"Questo ritmo di riduzione sarà molto più graduale e ragionevole rispetto alla regola del ventesimo, che di fatto ha reso molto difficile l'attuazione dei meccanismi di riduzione del debito nel corso degli ultimi 10-15 anni", ha affermato il commissario all'Economia Paolo Gentiloni, sottolineando il ruolo accresciuto dei governi nazionali nel processo.

"Le proposte della Commissione non soddisfano le richieste della Germania"
Christian Lindner
Ministro delle Finanze della Germania

La Germania promette battaglia

I governi di Germania e Paesi Bassi vorrebbero una regola di riduzione specifica, con un taglio di almeno lo 0,5% all'anno, che diventerebbe di almeno l'1% per i Paesi molto al di sopra della soglia del 60% del Pil.

Ma la Commissione, nella sua proposta di riforma, punta invece su percorsi personalizzati e una serie di "informazioni tecniche" che dovrebbero aiutare gli Stati a mantenersi in carreggiata.

Per garantire la sostenibilità finanziaria, è previsto soltanto che il debito pubblico di ogni Paese sia, alla fine di ogni piano pluriennale, inferiore al livello iniziale e che venga effettuato un aggiustamento fiscale dello 0,5% del Pil all'anno fintanto che il disavanzo di bilacio rimane superiore al 3%.

Il deficit nei Paesi dell'Ue nel 2022

"Le proposte della Commissione non soddisfano le richieste della Germania. Lavoreremo con spirito costruttivo, ma nessuno pensi che la Germania acconsentirà in maniera automatica. Approveremo soltanto regole che permettano un percorso affidabile verso una riduzione dei debiti e finanze pubbliche stabili", ha fatto sapere subito dopo la presentazione il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner.

"Ora dobbiamo creare consenso fra gli Stati membri e il Parlamento europeo", ha invece annunciato Gentiloni. Una missione non semplice: trattandosi di temi di politica fiscale, i due regolamenti dovranno essere approvati all'unanimità dai Paesi dell'Unione per essere adottati.

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