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Scoperti impianti nucleari intatti a Natanz: l'Iran conserva parte del programma di arricchimento?

Foto d'archivio delle installazioni di arricchimento dell'uranio a Natanz
Foto d'archivio delle strutture di arricchimento dell'uranio a Natanz Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di یورونیوز فارسی
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Un think tank statunitense ha individuato strutture sotterranee e rinforzate nel sito nucleare di Natanz, in Iran, non colpite negli attacchi 2025-2026, con capacità superiore al fabbisogno iraniano e adatte a stoccare materiali per l’arricchimento su larga scala

L'Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale (Institute for Science and International Security), nella sua più recente valutazione del complesso nucleare di Natanz, ha identificato un edificio robusto e in parte sotterraneo, probabilmente progettato per lo stoccaggio di esafluoruro di uranio (UF6) e per supportare attività di arricchimento su vasta scala.

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Il think tank, nel suo rapporto, afferma che questa struttura non sembra essere stata colpita in nessuno degli attacchi militari del 2025 e del 2026. Le immagini satellitari disponibili, dalla guerra del giugno 2025 a oggi, non mostrano alcun transito o movimento visibile di veicoli nei dintorni.

Una struttura molto più grande delle attuali esigenze dell'Iran

Secondo l'istituto, l'edificio individuato dispone di circa 1.500 metri quadrati di spazio interno e comprende diversi compartimenti e grandi sale, un ingresso dedicato al passaggio dei veicoli e attrezzature per movimentare grandi serbatoi di UF6.

L'istituto sottolinea che la capacità di questo edificio è di gran lunga superiore alla quantità di materiale nucleare che l'Iran possedeva alla vigilia della guerra del 2025.

Le stime del centro studi indicano che le scorte di uranio a basso arricchimento e di uranio impoverito dell'Iran, in quel momento, avrebbero richiesto complessivamente solo circa 150 metri quadrati di spazio di stoccaggio, pari a circa il 10% dell'intera superficie dell'edificio.

Secondo gli esperti, questa differenza di capacità suggerisce che l'edificio non sia stato concepito soltanto per contenere le scorte attuali dell'Iran, ma sia stato costruito con l'obiettivo di sostenere un aumento significativo della capacità di arricchimento in futuro.

Il legame fra l'edificio e il piano iraniano di aumento della capacità di arricchimento

L'Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale afferma che la costruzione della struttura è avvenuta tra il 2010 e il 2017 e che la parte principale è stata completata tra il 2015 e il 2017.

Questa tempistica è significativa perché, secondo il piano di lungo periodo collegato all'accordo sul nucleare (JCPOA), l**'Iran avrebbe dovuto aumentare in modo sensibile la propria capacità di arricchimento** man mano che alcune limitazioni venivano gradualmente revocate.

In base a documenti riservati resi pubblici nel 2016, Teheran prevedeva di portare la capacità di arricchimento, entro il 2030, a circa 100 mila unità di lavoro separativo (SWU) l'anno.

Il centro studi ritiene che lo spazio di stoccaggio della struttura individuata sia in linea con questo scenario e possa persino essere utilizzato per immagazzinare il prodotto e i residui dell'arricchimento per diversi anni.

Il rapporto sottolinea che l'edificio dispone di spazio sufficiente per ospitare un numero molto elevato di cilindri contenenti UF6.

Secondo le stime dell'istituto, l'area dedicata allo stoccaggio potrebbe contenere tra 500 e 680 cilindri modello 30B, oppure un numero significativo di cilindri di dimensioni maggiori.

Dal punto di vista del think tank, una capacità del genere non corrisponde alle quantità di uranio possedute dall'Iran prima della guerra e si adatta meglio a uno scenario di forte aumento della produzione e di accumulo dei materiali derivanti dall'arricchimento.

L'edificio è rimasto intatto durante la guerra?

L'Istituto per la Scienza e la Sicurezza Internazionale afferma che non può stabilire con certezza a cosa servisse esattamente la struttura prima della guerra del 2025, né quale ruolo abbia avuto in seguito.

Gli analisti ipotizzano inoltre che l'Iran possa aver trasferito parte delle proprie scorte, prima o dopo gli attacchi del giugno 2025, in altre strutture, tra cui un complesso di tunnel vicino a Natanz.

Di conseguenza, il fatto che l'edificio sia rimasto intatto non dimostra di per sé che l'Iran vi stia ancora svolgendo attività nucleari, solleva però interrogativi importanti sull'entità reale dei danni inflitti alle infrastrutture nucleari del Paese e sulle capacità rimaste.

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