Gli Emirati Arabi Uniti avviano un’indagine sull’attacco con drone al sito nucleare di Barakah. Nessun danno radiologico, ma cresce la tensione in Medio Oriente.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno avviato un’indagine su quello che definiscono un “attacco terroristico non provocato” contro l’Barakah Nuclear Power Plant, avvenuto nelle ultime 24 ore e che ha causato un incendio in un generatore elettrico all’interno del perimetro dell’impianto. Secondo le autorità emiratine, il drone responsabile sarebbe entrato nel territorio nazionale dalla direzione del confine occidentale.
Nonostante l’incidente, le autorità hanno confermato che non si sono registrati feriti e che non vi è stato alcun impatto sui livelli di sicurezza radiologica. L’impianto, secondo quanto comunicato, continua a operare regolarmente e in condizioni di sicurezza.
L’attacco non è stato attribuito ufficialmente a nessun attore statale o non statale. Né gli Emirati Arabi Uniti né altri Paesi del Golfo hanno accusato direttamente l’Iran, un elemento che secondo alcuni osservatori potrebbe indicare una possibile origine diversa dell’azione. Le difese aeree della regione sono infatti considerate altamente sensibili e generalmente in grado di rilevare attività attribuibili a droni provenienti da specifiche direzioni.
In risposta all’attacco, Abu Dhabi ha ribadito una posizione di fermezza. Le autorità hanno dichiarato che non tollereranno minacce alla sovranità nazionale e che si riservano “pieni diritti diplomatici e militari” per rispondere a qualsiasi aggressione.
Il ministro dell’Industria e delle tecnologie avanzate degli Emirati Arabi Uniti, Sultan Ahmed Al Jaber, ha definito l’episodio un attacco contro un’infrastruttura civile strategica, sottolineando come il progetto di Barakah rappresenti una fonte fondamentale di energia pulita per il Paese. Al Jaber ha ribadito la determinazione degli Emirati nel proseguire il proprio programma energetico nonostante l’incidente.
A livello regionale, numerosi Paesi del Medio Oriente hanno condannato l’attacco. Tra questi, il Qatar ha definito l’azione una “palese violazione del diritto internazionale” e una minaccia alla stabilità dell’area.
Sul fronte internazionale, la World Nuclear Association ha confermato che l’impianto non ha subito conseguenze operative e continua a funzionare in sicurezza. L’organizzazione ha inoltre invitato tutte le parti coinvolte in attività militari nelle vicinanze di centrali nucleari a rispettare le norme delle Convenzioni di Ginevra.
Anche l’International Atomic Energy Agency (AIEA) è stata richiamata come attore centrale nel monitoraggio di incidenti di questo tipo, con l’obiettivo di garantire trasparenza e sicurezza nelle infrastrutture nucleari civili.
L’episodio si inserisce in un contesto regionale già segnato da tensioni crescenti e riaccende il dibattito sulla vulnerabilità delle infrastrutture energetiche strategiche in Medio Oriente.