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L'Aiea chiede all'Iran cooperazione sul nucleare e accesso alle infrastrutture

Un tecnico al lavoro all'impianto di conversione dell'uranio alla periferia di Isfahan, il 3 febbraio 2007
Un tecnico al lavoro all'impianto di conversione dell'uranio alla periferia di Isfahan, 3 febbraio 2007 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
Pubblicato il
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La richiesta dell'Aiea arriva in un contesto di forti tensioni in Medio Oriente, dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato mercoledì all’alba attacchi aerei contro l’Iran e Teheran ha risposto colpendo basi americane della regione

Il consiglio dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), ha chiesto mercoledì che l'Iran cooperi pienamente con le Nazioni Unite, fornisca "informazioni complete" sulle sue scorte di materiale nucleare a livelli prossimi a quello per uso bellico e garantisca ai suoi ispettori l'accesso alle infrastrutture. La risoluzione sottolinea che fornire tali informazioni è "essenziale e urgente" per consentire alla stessa Aiea di verificare che in che modo si stia utilizzando ciascun materiale nucleare.

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La risoluzione è stata presentata da Francia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti

Ventuno Paesi del consiglio dei governatori dell'Aiea, composto da 35 membri, hanno votato a favore della risoluzione nella sede dell'agenzia a Vienna, secondo quanto riferito da diplomatici che hanno parlato a condizione di mantenere l'anonimato.

Il voto è stato effettuato a porte chiuse. Si sa però che Russia, Cina e Niger hanno votato contro, mentre dieci Paesi si sono astenuti e uno non ha potuto votare perché non in regola con i pagamenti all'agenzia. La risoluzione è stata presentata da Francia, Regno Unito, Germania e Stati Uniti.

Un alto diplomatico occidentale, che ha allo stesso modo preferito mantenere l'anonimato, poiché non autorizzato a trattare pubblicamente una questione così delicata, ha dichiarato che la risoluzione "mira a mantenere la pressione diplomatica sull'Iran affinché torni a rispettare i suoi obblighi legali in materia".

La risoluzione giunge in un momento di forti tensioni in Medio Oriente: gli Stati Uniti hanno lanciato attacchi aerei contro l'Iran nelle prime ore di mercoledì e Teheran ha risposto colpendo Paesi della regione. L'escalation di attacchi minaccia di far deragliare gli sforzi per porre fine alla guerra, mentre il presidente americano Donald Trump ha avvertito che Teheran "pagherà il prezzo" dello stallo nei negoziati di pace.

Da quando Israele e Stati Uniti hanno colpito i siti nucleari iraniani durante il conflitto di dodici giorni del giugno 2025, l'Iran non ha concesso agli ispettori dell'Aiea l'accesso ai siti nucleari colpiti, sebbene Teheran sia giuridicamente tenuta a cooperare con l'organismo in base al Trattato di non proliferazione nucleare. L'agenzia non è inoltre in grado di verificare lo stato delle scorte di uranio arricchito a livelli prossimi a quello per uso bellico dopo i bombardamenti di giugno.

L'Iran possiede 440,9 chilogrammi di uranio arricchito al 60% di purezza

Secondo l'Aiea, l'Iran mantiene scorte pari a 440,9 chilogrammi di uranio arricchito fino al 60% di purezza. Ovvero, appunto, a un passo, dal punto di vista tecnico, dai livelli del 90% necessari per l'impiego militare.

Queste scorte potrebbero consentire all'Iran di costruire fino a dieci bombe nucleari, se decidesse di convertire il suo programma a fini militari, ha avvertito il direttore generale dell'Aiea Rafael Grossi in una recente intervista. Ha però aggiunto che ciò non significa che l'Iran disponga di un'arma nucleare.

La bandiera dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) sventola a Vienna, il 2 marzo 2026
La bandiera dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea) sventola a Vienna, il 2 marzo 2026 AP Photo

L'Iran sostiene di non essere alla ricerca di armi nucleari e afferma che il suo programma è interamente pacifico. La risoluzione esprime però "profondo rammarico" per il fatto che la Repubblica islamica non abbia posto rimedio, negli ultimi dodici mesi, al mancato rispetto dei suoi obblighi in materia di non proliferazione.

Per la prima volta in venti anni, lo scorso giugno il consiglio dell'Aiea ha dichiarato ufficialmente l'Iran in violazione dell'accordo, poco prima che Stati Uniti e Israele lanciassero gli attacchi contro i siti nucleari iraniani. Al centro della vicenda c'è una lunga indagine dell'organismo di vigilanza dell'Onu su tracce di uranio rilevate dagli ispettori in diversi siti non dichiarati in Iran.

Dal 2019 l'Iran non è riuscito a fornire all'agenzia "risposte tecnicamente credibili" sull'origine e sull'attuale ubicazione di questo materiale nucleare. Secondo funzionari occidentali, quelle tracce potrebbero costituire una prova che l'Iran abbia avuto un programma segreto di armamento nucleare fino al 2003.

Una bandiera iraniana sventola davanti all'edificio del reattore della centrale nucleare di Bushehr, il 21 agosto 2010
Una bandiera iraniana sventola davanti all'edificio del reattore della centrale nucleare di Bushehr, il 21 agosto 2010 AP Photo

La risoluzione approvata mercoledì non arriva però a deferire l'Iran al Consiglio di sicurezza dell'Onu per valutare ulteriori sanzioni per tale inadempienza, un passo che non si compie dal febbraio 2006. Tale possibilità resta tuttavia aperta: il consiglio dell'Aiea spiega infatti che "rimarrà pronto ad adottare ulteriori misure", anche esaminando i "tempi e il contenuto" di un'eventuale relazione formale di non conformità da sottoporre al Consiglio di sicurezza.

Risorse addizionali per questo articolo • AP, AFP

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