Il Sindacato Unificato della Polizia Nazionale chiede al ministero dell'Interno di completare l'identificazione e il controllo dei precedenti di chi è entrato nella città autonoma spagnola, per individuare eventuali "precedenti, segnalazioni o legami" jihadisti
Le forze di sicurezza dello Stato hanno identificato a Ceuta più di una decina di migranti legati al jihadismo, per i loro precedenti o per qualche altra "segnalazione", tra le migliaia di migranti che lo scorso luglio sono entrati in massa nell'enclave spagnola, secondo quanto informa (fonte in spagnolo) martedì il quotidiano "20 Minutos", che cita fonti del Sindicato Unificado de la Policía Nacional (SUP).
"Sono già più di dieci le persone identificate che presentano precedenti, segnalazioni o profili di interesse legati al radicalismo jihadista. Non ci viene fornita una cifra definitiva perché le attività di identificazione e verifica sono ancora in corso, ma le fonti consultate confermano espressamente che il numero supera la decina", ha precisato il SUP.
Il sindacato, che ha chiesto al Ministero dell'Interno di completare al più presto le operazioni di identificazione e di controllo dei precedenti, tenendo conto che più di 4.000 di questi migranti si trovano ancora in città, secondo le stime del Governo, lamenta di non disporre di una cifra definitiva proprio perché questi controlli sono ancora in corso. L'agenzia Europa Press, che cita fonti della lotta contro il terrorismo, riporta (fonte in spagnolo) che almeno tre di queste persone con un profilo di interesse sono già state espulse.
Il sindacato sostiene che il processo di registrazione "non è un semplice adempimento amministrativo", ma "una questione di sicurezza nazionale", e chiede la massima coordinazione tra la Policía Nacional, la Guardia Civil e i servizi specializzati di Informazione e Intelligence.
Il sindacato spiega che l'ingresso simultaneo di migliaia di persone ha reso impossibile effettuare i consueti controlli individuali alla frontiera. Per questo ritiene che lo Stato debba ora completare quel lavoro "con la massima rapidità e con tutti i mezzi umani e tecnologici necessari".
"Non si tratta di creare allarme, ma di prevenirlo"
Il SUP avverte inoltre che "sarebbe irresponsabile minimizzare il fatto che le procedure di identificazione stanno permettendo di individuare persone con precedenti, segnalazioni o legami che richiedono l'analisi dei servizi specializzati". In questo senso sostiene che "non si tratta di creare allarme, ma di prevenirlo".
L'organizzazione sindacale di polizia chiede al Ministero dell'Interno "massima trasparenza" e che comunichi quanti profili di interesse sono stati individuati, quanti restano sul territorio nazionale e quanti sono stati oggetto di respingimento o espulsione.
Il SUP conclude che "la sicurezza nazionale non ammette improvvisazioni" e ritiene che garantire la piena identificazione di tutte le persone e verificare i loro precedenti debba essere una priorità per la sicurezza della Spagna.