La Spagna cita “rapporti interni” del ministero degli Esteri e l’identificazione da parte della Commissione europea di Mosca come “fonte di disinformazione” durante la crisi di Ceuta, dopo l'accusa di Sánchez verso Russia e Israele. Zacharova ha attaccato anche l'Italia sulla consulenza di Fedorov
La Russia ha chiesto alla Spagna prove che sostengano le accuse sulla sua presunta implicazione nella crisi migratoria di Ceuta. Mosca respinge di avere preso parte a una campagna di disinformazione legata all’arrivo massiccio di migranti nella città autonoma alla fine di luglio.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, María Zacharova, ha replicato martedì alle dichiarazioni del presidente del Governo, Pedro Sánchez, che aveva indicato l’attività di reti legate alla Russia e a Israele nella diffusione di contenuti ingannevoli sulla politica migratoria spagnola.
Zakharova ha sostenuto che accuse di questo tipo devono essere supportate da informazioni verificabili e ha chiesto alla Spagna dati concreti che dimostrino il presunto coinvolgimento russo.
La rappresentante del ministero degli Esteri ha inoltre affermato che finora il Governo spagnolo non ha fornito a Mosca informazioni a sostegno di tali accuse e ha ricordato che esistono canali diplomatici per comunicare denunce relative a possibili attacchi informatici o ad altre attività ostili.
In risposta alla richiesta di Mosca, il governo spagnolo ha sostenuto che vi sono indicazioni che puntano alla diffusione di disinformazione russa durante la crisi migratoria di Ceuta.
Elma Saiz, ministra dell’Inclusione, della Sicurezza sociale e della Migrazione, ha fatto riferimento a “rapporti interni” del ministero degli Esteri e ha ricordato che il 6 agosto la Commissione europea ha identificato la Russia come “fonte di disinformazione” in relazione a quanto accaduto a Ceuta.
Zacharova contro Roma, "nomina di Fedorov ridicola"
Zacharova ha attaccato martedì il governo italiano in risposta alla nomina dell'ex ministro della Difesa ucraino, Mykhailo Fedorov, al ruolo di consulente per l'Innovazione del ministero della Difesa italiano, annunciata venerdì.
"Credo sia ridicolo per l'Italia che un uomo noto solo per aver intensificato gli omicidi sia diventato consigliere per l'innovazione. Questo dimostra, prima di tutto, che il governo italiano ha semplicemente ignorato gli italiani, ha semplicemente sputato loro in faccia, dimostrando che in Italia non ci sono specialisti dell'innovazione", ha affermato Zakharova durante un briefing a margine dell'Eastern Economic Forum.
Secondo la portavoce russa si tratterebbe di una nomina "molto ridicola" e "degna di una favola satirica di Gianni Rodari".
Zacharova ha sottolineato inoltre che i "manager" di Kiev trasformano le sconfitte militari in contratti internazionali personali.
Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha replicato, spiegando che la Russia preferirebbe che "l'Italia sentisse prima Mosca" ma, ha sottolineato, "noi ragioniamo pensando solo a Roma, non a Mosca o Kiev".
Russia e Israele rispondono alla Spagna sulla crisi migratoria di Ceuta
La risposta di Mosca arriva dopo che Sánchez ha dichiarato che reti legate alla Russia e a Israele avevano partecipato alla diffusione di disinformazione legata alla crisi migratoria di Ceuta.
Il presidente del Governo spagnolo ha messo in relazione tale attività con la posizione internazionale del suo esecutivo sulla guerra in Ucraina e sul conflitto a Gaza. Sánchez ha invece sostenuto che le informazioni dei servizi di sicurezza e di intelligence spagnoli non indicano un coinvolgimento delle autorità marocchine nell’arrivo massiccio di migranti.
Anche Israele ha respinto le accuse del Governo spagnolo. Il suo ministro degli Esteri, Gideon Sa'ar, ha accusato Sánchez di mentire per aver attribuito a reti legate a Israele la diffusione di informazioni ingannevoli sugli eventi di Ceuta.
Oltre 72.000 migranti hanno attraversato irregolarmente il confine dal Marocco a Ceuta tra il 30 e il 31 luglio, secondo i dati forniti dal Governo spagnolo. Questo afflusso senza precedenti ha provocato una grave crisi umanitaria e politica nella città autonoma e ha suscitato preoccupazione nell’Unione europea.
Prima degli attraversamenti, sui social erano stati diffusi ampiamente messaggi falsi secondo cui era possibile entrare liberamente a Ceuta o che chi fosse arrivato nel territorio spagnolo avrebbe potuto restare in Spagna.
Le autorità spagnole hanno indicato la disinformazione su Ceuta come uno dei fattori che hanno contribuito al movimento massiccio di persone verso la frontiera.