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Boom dei veicoli elettrici in Europa: siamo pronti a gestire oltre un milione di batterie esauste?

Un uomo in abito che collega la sua auto elettrica (EV) alla colonnina di ricarica
Un uomo in giacca e cravatta collega alla presa il suo veicolo elettrico (EV) Diritti d'autore  Juice via Unsplash.
Diritti d'autore Juice via Unsplash.
Di Liam Gilliver
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Gli esperti chiedono che le tecnologie di riciclo si espandano "rapidamente", dato che milioni di batterie per veicoli elettrici sono destinate a esaurirsi nei prossimi anni.

Entro il 2030 oltre un milione di batterie per veicoli elettrici (EV) potrebbero arrivare a fine vita, diventando uno dei flussi di rifiuti in più rapida crescita al mondo.

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Le vendite globali di veicoli elettrici sono aumentate vertiginosamente negli ultimi anni, superando i 20 milioni di unità e arrivando a rappresentare circa il 25 per cento di tutte le nuove auto vendute nel mondo. Il boom degli EV è stato alimentato anche dalla guerra contro l'Iran, che continua a far aumentare i prezzi di petrolio e gas.

Solo in Europa, nella prima metà del 2026 sono state vendute oltre 1,24 milioni di auto completamente elettriche, con un incremento del 33,7 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso.

Gli EV sono più ecologici delle auto a benzina?

I veicoli elettrici partono spesso con quello che viene definito un "debito di carbonio" più elevato rispetto alle auto a benzina e diesel, perché richiedono molta più energia per essere prodotti.

In gran parte ciò è dovuto alla produzione delle batterie, che necessita di enormi quantità di elettricità per generare il calore richiesto nelle fasi di fabbricazione. Questa elettricità può provenire da fonti rinnovabili, ma molti Paesi si affidano ancora alla combustione di combustibili fossili inquinanti.

Minerali come litio, cobalto e nichel, indispensabili per le batterie degli EV, sollevano anche preoccupazioni ambientali e sociali.

Un rapporto del 2023 di Amnesty International ha rilevato che l'estrazione di minerali critici ha portato a una serie di violazioni dei diritti umani, tra cui sgomberi forzati e aggressioni fisiche.

Pur restando controversa, l'attività mineraria moderna non annulla i benefici ambientali dei veicoli elettrici: numerosi studi dimostrano che i vantaggi superano l'elevato consumo di energia necessario per produrli.

Un rapporto del 2020 di Transport & Environment (T&E) (fonte in inglese) ha concluso che i veicoli elettrici sono più performanti delle auto diesel e benzina in tutti gli scenari, anche sulle reti elettriche più ad alta intensità di carbonio, come quella della Polonia, dove risultano circa il 30 per cento più puliti dei veicoli convenzionali.

Nello scenario migliore, in cui un EV utilizza elettricità pulita e una batteria prodotta con elettricità pulita, i veicoli elettrici sono già circa cinque volte più puliti delle corrispondenti auto tradizionali.

“Fondamentale è il fatto che le evidenze mostrano come i veicoli elettrici alimentati con l'elettricità media ripaghino il loro 'debito di carbonio' dovuto alla produzione della batteria in poco più di un anno e, nel corso della loro vita utile, evitino oltre 27 tonnellate di CO₂ rispetto a un veicolo convenzionale equivalente”, si legge nel rapporto.

“Gli EV che percorrono molti chilometri, ad esempio i veicoli condivisi, i taxi o i servizi simili a Uber, nel corso della loro vita utile arrivano a risparmiare fino a 77 tonnellate di CO₂ (rispetto al diesel)”, prosegue il documento.

Perché i rifiuti delle batterie degli EV sono una crescente preoccupazione

La maggior parte dei veicoli elettrici è alimentata da batterie agli ioni di litio (LIB), le stesse che si trovano in molti dispositivi elettronici di uso quotidiano, come smartphone, laptop e console da gioco.

Ma secondo l'Agenzia Internazionale dell'Energia (IEA (fonte in inglese)), il numero di batterie agli ioni di litio e simili che raggiungeranno la fine del loro ciclo di vita è destinato ad aumentare bruscamente a partire dalla metà degli anni 2030. È il momento in cui la batteria non riesce più a immagazzinare o fornire energia in modo efficace perché si è degradata nel tempo.

Ciò significa che circa 1,2 milioni di batterie per veicoli elettrici potrebbero trasformarsi in rifiuti nei prossimi quattro anni. Entro il 2040, questa cifra dovrebbe arrivare all'impressionante quota di 14 milioni.

Allo stesso tempo cresce la domanda di LIB, aumentando la pressione a estrarre minerali critici e facendo temere una futura carenza di litio.

Le batterie dei veicoli elettrici possono essere riciclate, ma il processo è notoriamente complesso e costoso. Prima ancora di iniziare il riciclo, la batteria deve affrontare una lunga fase di preparazione che comprende scarica, smontaggio e separazione dei componenti.

Esistono inoltre rischi per la sicurezza legati alle reazioni chimiche utilizzate per il riciclo, che possono liberare sostanze tossiche come l'acido fluoridrico. Questi composti rappresentano un grave pericolo per la salute e la sicurezza dei lavoratori e possono persino danneggiare le apparecchiature degli impianti di riciclaggio.

Per questo gli esperti invocano una “significativa espansione” delle infrastrutture di riciclo, in grado di gestire i futuri volumi di rifiuti e recuperare in sicurezza i materiali preziosi necessari per la produzione di nuove batterie.

“I veicoli elettrici sono una componente fondamentale della transizione verso un'economia a basse emissioni di carbonio, ma il loro successo a lungo termine dipende da quanto sapremo gestire in modo efficace il flusso di rifiuti che ne deriva, rafforzando al contempo l'approvvigionamento di minerali critici”, afferma James Skifmore della società di consulenza ambientale Valpak.

“Ampliare la capacità e l'efficienza delle infrastrutture circolari sarà essenziale per recuperare materiali di valore, rafforzare le catene di approvvigionamento, ridurre la dipendenza dall'estrazione di risorse vergini e massimizzare la sostenibilità a lungo termine della transizione verso gli EV.”

In tutta Europa le aziende si stanno muovendo velocemente proprio in questa direzione.

Le batterie degli EV possono essere riciclate in modo più efficiente?

Il progetto ReLiB, guidato dall'Università di Birmingham nel Regno Unito, sta sviluppando tecnologie di riciclo che, secondo i promotori, porteranno il Paese a essere all'avanguardia nella ricerca e sviluppo in questo settore.

Gli studiosi puntano a sviluppare e scalare tecnologie che aumentino i tassi di recupero dei materiali dalle batterie riciclate, passando da circa il 50 al 90 per cento, grazie a processi di smontaggio e separazione più rapidi ed efficienti.

L'UE ha inoltre finanziato un progetto quadriennale, coordinato dal Centro Tecnologico LEITAT in Spagna, che mira a sostituire lo smontaggio lento e manuale con sistemi semi-automatizzati, in grado di disassemblare le batterie in sicurezza recuperando circa il 95 per cento dei componenti.

Il progetto BATRAW (fonte in inglese), sostenuto dall'UE, lavorerà anche per dare alle batterie una seconda vita. Alcune batterie per veicoli elettrici potrebbero infatti non avere più capacità sufficiente per alimentare un'auto, ma potrebbero essere impiegate in sistemi di accumulo di energia meno esigenti, invece di essere riciclate subito.

Il progetto sta studiando modalità più sicure per il trasporto delle batterie esauste ed esplorando soluzioni di progettazione che rendano le nuove batterie più facili da riparare e riciclare.

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