Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

Ministri Ue dell'Energia ottengono più poteri sulla rete elettrica dopo scontro con Bruxelles

Pali elettrici nei pressi di Lione, nella Francia centrale.
Pali della luce alla periferia di Lione, nella Francia centrale. Diritti d'autore  AP Photo / Laurent Cipriani
Diritti d'autore AP Photo / Laurent Cipriani
Di Marta Pacheco
Pubblicato il
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

La presidenza cipriota di turno dell’UE ha raggiunto un accordo tra i Paesi membri che spiana la strada ai negoziati tra Parlamento europeo e Consiglio.

I ministri dell'Energia dell'Unione europea hanno ottenuto un ruolo più importante nella pianificazione del futuro sistema elettrico del continente, dopo aver lanciato un'intensa campagna politica contro la proposta della Commissione europea volta a esercitare un maggiore controllo sulla rete elettrica dell'UE.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

A Lussemburgo, il 26 giugno, i ministri dell'Energia hanno discusso due questioni politicamente sensibili del piano per il rinnovamento della rete: un nuovo scenario di pianificazione centralizzata per i futuri investimenti nella rete e un ampio sforzo per accelerare le procedure di autorizzazione per i progetti di energia pulita, che di norma richiedono da 5 a 10 anni per essere approvati.

Mentre l'Europa è all'avanguardia nella produzione di energia pulita, fatica a trasportarla a causa di infrastrutture ormai datate. I parchi eolici nel Mare del Nord, i parchi solari nell'Europa meridionale, la produzione di idrogeno e le industrie elettrificate richiedono reti di trasmissione più estese, più intelligenti e molto più interconnesse rispetto all'attuale sistema frammentato.

Per anni la politica energetica europea si è concentrata sull'espansione della produzione da fonti rinnovabili. Ora però il collo di bottiglia si è spostato sulle infrastrutture di rete. Molti analisti sostengono che l'Europa abbia già in cantiere investimenti nelle rinnovabili sufficienti a coprire buona parte della domanda futura, ma non disponga della capacità di trasmissione necessaria per portare l'elettricità dove serve.

Dopo le pressioni di diversi Paesi dell'UE, in particolare Svezia e Francia, la presidenza cipriota del Consiglio dell'UE – il cui mandato termina il 1º luglio – ha ammorbidito la proposta originaria presentata dalla Commissione a dicembre, aprendo la strada al sostegno espresso oggi dalle capitali europee.

L'accordo ridirige una parte dei "proventi da congestione" non utilizzati – le entrate generate quando le linee di trasmissione diventano colli di bottiglia – verso il finanziamento di nuovi interconnettori tra Paesi dell'UE.

"Sono lieta di poter dire che oggi il Grids Package sembra approdare in un territorio completamente diverso", ha dichiarato ai giornalisti la ministra svedese dell'Energia Ebba Busch. "Si tratta anche di una grande vittoria per l'Europa, perché gli Stati membri mantengono più potere su dove finiscono i loro ricavi da congestione, ma anche sul tipo di grandi investimenti nella rete che interesseranno i Paesi dell'UE".

A partire da gennaio 2028, i gestori dei sistemi di trasmissione, come la francese RTE o la portoghese REN, dovranno destinare il 10% dei ricavi annuali da congestione non ancora utilizzati per investimenti di rete a progetti dell'UE volti a ridurre la congestione sulle interconnessioni. Tale quota aumenterà progressivamente fino al 25% entro il 2031.

Cruciale per la transizione verde

Il commissario europeo Dan Jørgensen ha dichiarato ai ministri che il Grids Package è "uno dei dossier più importanti di questo mandato".

"Se non riusciremo ad ampliare in modo significativo le nostre reti più rapidamente di quanto facciamo oggi, e se non riusciremo a utilizzarle in modo più razionale ed efficiente, questo diventerà il principale collo di bottiglia per la transizione di cui abbiamo bisogno", ha affermato.

Alla fine i governi hanno ottenuto un ruolo più incisivo nel processo, assicurandosi che le autorità nazionali verifichino i dati e le ipotesi utilizzati nello scenario centrale. Il testo di compromesso impone inoltre in modo esplicito ai pianificatori di tenere conto delle specificità nazionali e regionali e di integrare gli ultimi piani climatici nazionali.

"L'accordo di oggi spiana la strada all'elettrificazione dell'Europa in vista del conseguimento della neutralità climatica. Accelerando le autorizzazioni e migliorando le interconnessioni – ponendo fine anche all'isolamento energetico per gli Stati membri – garantiamo energia pulita a prezzi accessibili e rafforziamo la sicurezza energetica per tutti i cittadini europei", ha dichiarato, a nome del Consiglio, il ministro cipriota dell'Energia Michael Damianos.

Per evitare un approccio rigido e uniforme, la procedura sarà affiancata da analisi di sensitività che esamineranno mix alternativi di approvvigionamento energetico, andamenti della domanda e tendenze future.

Queste analisi serviranno a verificare la robustezza delle ipotesi di pianificazione e a tener conto dei diversi percorsi possibili per raggiungere gli obiettivi climatici del blocco.

Il compromesso introduce inoltre revisioni periodiche dello scenario centrale, che dovrà essere elaborato almeno ogni due anni. La raccolta dei dati sarà coordinata con altri esercizi di rendicontazione per ridurre gli oneri burocratici.

Per Rheanna Johnston, senior policy advisor sulla transizione energetica presso il think tank indipendente sul clima E3G, l'intesa raggiunta venerdì indica che le reti elettriche interconnesse sono una priorità strategica per i Paesi dell'UE per offrire benefici concreti agli europei.

"L'Europa non può elettrificarsi senza dare priorità alle sue reti", ha affermato. "La prova più importante sarà però se l'accordo finale sul Grids Package fornirà la pianificazione di lungo periodo, il coordinamento e i segnali di investimento necessari per accelerare la realizzazione delle reti in tutta Europa".

Assenso tacito volontario per le autorizzazioni

Forse la riforma più immediatamente incisiva contenuta nel Grids Package è il tentativo di ridurre i tempi di approvazione.

Tra le misure figurano sportelli digitali unici per le autorizzazioni, il riconoscimento dei progetti elettrici e rinnovabili come di prevalente interesse pubblico, la possibilità di un assenso tacito e procedure semplificate per le infrastrutture delle energie rinnovabili.

"Sono perfettamente consapevole che la maggior parte di ciò che decidiamo oggi (26 giugno) non sarà visibile nella realtà domani", ha osservato Jørgensen, sottolineando che lo snellimento delle autorizzazioni contribuirà a ridurre le bollette elettriche. "Si tratta di pianificazione di lungo periodo, ma nel medio termine avrà un impatto molto concreto".

La commissione industria del Parlamento europeo voterà il Grids Package il 1º luglio, prima che il testo venga esaminato dall'aula plenaria. Una volta approvato, inizieranno i negoziati politici tra i colegislatori dell'UE sotto la futura presidenza irlandese.

Elisabeth Cremona, responsabile per le infrastrutture energetiche presso il think tank energetico Ember, ha dichiarato a Euronews che la legislazione di Bruxelles, da sola, non basterà in ultima analisi a risolvere i problemi della rete.

"Gli Stati membri possono già, e dovrebbero con urgenza, iniziare a mettere in pratica soluzioni che affrontino le conseguenze tangibili di reti non adeguatamente preparate", ha affermato.

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Esclusiva: Bruxelles chiede permessi per le reti elettriche più rapidi

Cinque Paesi Ue si oppongono ai piani della Commissione europea per le reti elettriche

Rinnovabili, l'Ue presenterà un piano da 1,2 miliardi di euro per la rete elettrica