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Paesi Ue rilanciano regime temporaneo di scansione dei messaggi, ma la mossa può ritorcersi contro

La presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, parla con i giornalisti durante una conferenza stampa a Bruxelles.
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola parla con i giornalisti durante una conferenza stampa a Bruxelles. Diritti d'autore  AP Photo/Omar Havana
Diritti d'autore AP Photo/Omar Havana
Di Luca Bertuzzi
Pubblicato il
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La proposta di regime di rilevamento dei materiali di abuso sessuale su minori è stata respinta dal Parlamento europeo a marzo e rilanciarla potrebbe far deragliare i negoziati su una legge di più lungo periodo.

I governi europei cercano di rilanciare un regime temporaneo che consente ai servizi di messaggistica di scansionare i contenuti alla ricerca di materiale di abuso sessuale su minori, ma questa mossa rischia di complicare gli sforzi per adottare un quadro giuridico di lungo periodo.

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Venerdì gli ambasciatori presso l’UE hanno convenuto di procedere con una proroga temporanea del quadro legale che permette a piattaforme come WhatsApp e Messenger di adottare misure per individuare gli utenti sospettati di condividere materiale di abuso sessuale su minori (CSAM).

La proposta, avanzata dalla presidenza cipriota del Consiglio dell’UE, sarebbe senza precedenti, dato che il Parlamento europeo a marzo ha già votato contro l’estensione del regime temporaneo.

Diversi eurodeputati avvertono che, se il Consiglio andrà avanti con lo strumento temporaneo nonostante il chiaro rifiuto del Parlamento, i negoziati in corso per definire un quadro anti-CSAM di lungo periodo rischiano di complicarsi.

"In quanto Parlamento europeo siamo sempre stati favorevoli a forme di individuazione mirate", ha dichiarato a Euronews l’eurodeputata Birgit Sippel (Germania/S&D). "Con tutti i progressi compiuti finora sul quadro giuridico a lungo termine, riaprire la discussione su un’eventuale proroga della deroga temporanea finirebbe per ostacolare quei negoziati".

La misura transitoria era stata concepita per derogare ad alcune norme UE sulla riservatezza delle comunicazioni elettroniche fino all’entrata in vigore di un regolamento CSAM stabile.

La normativa di lungo periodo, ribattezzata "chat control" dai critici, si è rivelata controversa tra i Paesi membri e gli eurodeputati per le sue implicazioni sulla privacy, in particolare per gli effetti sulle comunicazioni protette da crittografia end-to-end.

In un appunto circolato all’inizio della settimana e visionato da Euronews, la presidenza cipriota ha invitato gli Stati membri a "valutare con attenzione l’adozione di una posizione in prima lettura da parte del Consiglio, anche se ciò sarebbe senza precedenti nelle attuali circostanze, in cui il Parlamento europeo ha respinto la proposta della Commissione".

La mossa è stata paradossalmente innescata dalla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola. Pur in assenza di un consenso all’interno della sua stessa istituzione, il 18 giugno ha esortato i leader riuniti al Consiglio europeo a far avanzare il dossier sulla deroga temporanea.

Non è chiaro se Metsola abbia coordinato l’iniziativa con il resto del suo gruppo politico, il Partito popolare europeo (PPE), il più numeroso dell’emiciclo. L’ufficio dell’eurodeputato Javier Zarzalejos, che segue il dossier per il PPE, ha rifiutato di commentare a Euronews.

I deputati progressisti, al contrario, considerano la mossa un tentativo brutale sia del PPE sia del Consiglio di scavalcare la volontà della maggioranza parlamentare.

"Cercare di riaprire i negoziati con discutibili trucchi procedurali non li renderà più efficaci e indebolisce la posizione del Parlamento", ha dichiarato a Euronews l’eurodeputata Markéta Gregorová (Cechia/Verdi/ALE).

La prossima sessione di negoziati interistituzionali sul regolamento CSAM si terrà lunedì. Mentre i responsabili politici dell’UE restano lontani da un accordo su questo dossier delicato, qualsiasi tentativo di rilanciare la deroga temporanea è visto come una possibile distrazione.

"Il lavoro sulla regolamentazione permanente prosegue per adottare misure legali, mirate e proporzionate. Dobbiamo concentrarci su quello", ha aggiunto Gregorová.

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