Newsletter Newsletters Events Eventi Podcasts Video Africanews
Loader
Seguiteci
Pubblicità

La minaccia del 'batterio carnivoro' si diffonde sulle spiagge europee col cambiamento climatico

99 La gente si gode una giornata di mare sulla costa mediterranea di Tel Aviv, in Israele, il 15 giugno 2026.
99 Le persone si godono una giornata in spiaggia sulla costa mediterranea di Tel Aviv, in Israele, il 15 giugno 2026. Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press All rights reserved
Diritti d'autore Copyright 2026 The Associated Press All rights reserved
Di Rafael Salido
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
Condividi Commenti Segui Euronews su Google
Condividi Close Button

L’estate inizia con milioni di turisti affacciati sul mare, ma la diffusione di batteri come Vibrio, il “batterio carnivoro” legato al cambiamento climatico, fa scattare l’allarme, soprattutto nel Mediterraneo.

Con l'estate ormai iniziata ufficialmente, milioni di turisti attendono con impazienza l'arrivo delle vacanze per, in molti casi, raggiungere la costa e poter così godersi la spiaggia. Quest'anno, però, una lunga ombra si addensa sul settore turistico a causa della proliferazione di batteri in mare.

PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

Negli ultimi anni, in diversi tratti del litorale europeo si sono registrati episodi di contaminazione e allerte sanitarie che hanno obbligato a limitare l'accesso al mare, in un contesto di temperature dell'acqua sempre più elevate e di crescente pressione turistica.

"Il Mediterraneo ci sta mostrando che cosa significa un mondo più caldo", osserva l'analista di Progetti, Azione climatica e Resilienza energetica dell'Unione per il Mediterraneo Hatim Aznague in dichiarazioni a "Euronews". "I Paesi che condividono questo mare possono ancora scegliere di condividere una soluzione".

La minaccia del "batterio carnivoro"

La preoccupazione si concentra soprattutto sui batteri Vibrio, una famiglia di microrganismi di origine naturale che si trovano nelle acque costiere calde e salmastre. Secondo quanto riferisce (fonte in spagnolo) l'Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA), "il Vibrio è un batterio acquatico che può essere presente nei frutti di mare" e alcuni ceppi possono provocare dalla gastroenterite a infezioni gravi e persino letali.

Tra le specie più rilevanti in Europa figurano Vibrio vulnificus, Vibrio parahaemolyticus e alcune varianti di Vibrio cholerae. L'EFSA avverte che questi batteri possono provocare infezioni attraverso il consumo di frutti di mare crudi o il contatto tra l'acqua e ferite aperte.

La maggior parte dei ceppi è innocua, ma alcuni, come Vibrio vulnificus, che i media hanno ribattezzato "il batterio carnivoro", possono provocare infezioni gravi e, in casi eccezionali, persino mortali, soprattutto nelle persone con ferite aperte o con il sistema immunitario indebolito.

I batteri non sono la notizia, sono i messaggeri; la notizia è un mare alterato dal calore e dall'inquinamento
Hatim Aznague
Analista dell'Unione per il Mediterraneo

"Il Vibrio è un parente stretto del batterio che causa il colera, sebbene entrambi i microrganismi provochino malattie molto diverse", spiega (fonte in spagnolo) l'organizzazione Gavi. "Nei casi più gravi, l'infezione può innescare una fascite necrotizzante, in cui il tessuto attorno alla ferita si degrada rapidamente. Il batterio può anche entrare nel flusso sanguigno, causando sepsi, e in alcuni casi i pazienti devono sottoporsi all'amputazione dell'arto colpito".

Anche il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) ha lanciato l'allarme (fonte in spagnolo) su un "maggiore rischio di infezioni da Vibrio per tutta la stagione estiva", soprattutto in occasione di ondate di calore, come quella attesa in Europa per questo mese di giugno, e nelle acque costiere poco profonde. Il rischio non è solo sanitario, ma anche ecologico: questi batteri prosperano in ambienti in cui l'equilibrio naturale dell'ecosistema marino è compromesso.

Il Mediterraneo, un "anticipo" del cambiamento climatico

Le ricerche confermano che temperatura e salinità sono i due principali fattori che favoriscono la proliferazione dei Vibrio. L'elevata salinità naturale del Mediterraneo ha storicamente limitato la proliferazione, nelle sue acque, di Vibrio vulnificus, il ceppo più associato alle infezioni gravi, mentre le coste del Baltico e del Mare del Nord sono state finora le zone di maggior rischio per i casi più pericolosi.

Tuttavia gli effetti del cambiamento climatico sono particolarmente evidenti nel Mar Mediterraneo, considerato dagli scienziati una delle regioni più vulnerabili al riscaldamento globale del pianeta. La tendenza al riscaldamento del Mediterraneo ha ripercussioni dirette sul rischio batterico nelle acque costiere.

Aznague, esperto di politiche climatiche ed energetiche, avverte che il fenomeno non è isolato, ma strutturale. "È importante sottolineare che il Mediterraneo non è una vittima del cambiamento climatico, bensì un'anticipazione dello stesso. È uno dei mari che si scaldano più rapidamente al mondo".

L'analista sottolinea che l'aumento della temperatura dell'acqua, combinato con l'inquinamento e con una minore salinità nelle zone costiere, crea l'ambiente perfetto per la proliferazione dei patogeni. "L'acqua più calda, soprattutto dove è meno salata, alla foce dei fiumi e nelle lagune che vi restano intrappolate, diventa più favorevole ai batteri patogeni".

Rapporti recenti, come quello dell'EFSA, avvertono che "la presenza di Vibrio nei frutti di mare è destinata ad aumentare sia a livello globale sia in Europa a causa del cambiamento climatico", soprattutto nelle acque a bassa salinità o negli estuari. Il Mediterraneo, con la sua forte pressione turistica e il suo riscaldamento accelerato, diventa così uno scenario chiave di questa trasformazione biologica.

Un impatto economico che colpisce direttamente il turismo

Al di là del rischio sanitario, la diffusione dei batteri Vibrio ha conseguenze economiche dirette. Lo stesso Aznague lo riassume in modo perentorio: "Sulle nostre coste, il litorale non è una parte dell'economia, è l'economia!"

La chiusura delle spiagge o l'emissione di allerte sanitarie in piena alta stagione colpisce direttamente uno dei motori economici più importanti d'Europa: il turismo balneare. "Una spiaggia chiusa rappresenta un impatto climatico con una fattura allegata", osserva l'analista, che avverte anche del costo di "una reputazione che richiede anni per essere recuperata".

Quella mediterranea è la regione turistica più visitata al mondo, il che amplifica l'impatto di qualsiasi chiusura temporanea. Hotel, ristoranti ed economie locali dipendono direttamente dalla stabilità del litorale, oggi minacciato da fenomeni biologici sempre più frequenti.

Secondo l'EFSA, l'aumento delle temperature e gli eventi climatici estremi stanno moltiplicando le aree a rischio, mentre la resistenza agli antimicrobici riscontrata in alcuni ceppi aggiunge un ulteriore motivo di preoccupazione per la salute pubblica.

Un rischio del presente, non del futuro

Per la Unione per il Mediterraneo (fonte in spagnolo), il problema non appartiene più al futuro climatico, ma al presente. Questo mare funziona come un termometro globale di ciò che potrebbe accadere in altre regioni nei prossimi decenni. Tuttavia, gli scienziati avvertono che, man mano che il Mediterraneo si riscalda e cambiano i pattern di salinità, la situazione potrebbe evolvere.

La soluzione, insiste Aznague, passa per puntare su una cooperazione più ampia e sull'adozione di azioni coordinate e ribadisce: "Non è accettabile scendere a compromessi né sulla nostra salute né sul clima".

In questo contesto, i batteri Vibrio non sono solo una minaccia sanitaria crescente, ma anche l'indicatore di un ecosistema marino che sta subendo una trasformazione vertiginosa. O, come riassume Aznague durante l'intervista: "I batteri non sono la notizia, sono i messaggeri; la notizia è un mare alterato dal calore e dall'inquinamento".

Vai alle scorciatoie di accessibilità
Condividi Commenti Segui Euronews su Google

Notizie correlate

Gli ultimi focolai globali dei 'batteri carnivori'

Portogallo, le tempeste lasciano il segno sulla costa: le spiagge si ritirano di diversi metri

La minaccia del 'batterio carnivoro' si diffonde sulle spiagge europee col cambiamento climatico