Le due scosse si sono verificate a breve distanza l'una dall'altra, a pochi minuti di intervallo, secondo l'Istituto geologico USA, e rappresentano uno dei peggiori disastri vissuti dal Paese sudamericano in oltre un secolo
Sono almeno 920 le persone che hanno perso la vita a causa dei due terremoti che hanno colpito il Venezuela. Ad aggiornare il terribile bilancio è stato il presidente dell'Assemblea nazionale Jorge Rodríguez.
Tra i morti figurano tre cittadini italo-venezuelani, ha dichiarato il ministro degli Esteri Antonio Tajani. Oltre a loro, ci sono cinque feriti e 35 dispersi.
"Abbiamo ancora dati molto approssimativi. Ci sono alcuni italo-venezuelani che sono deceduti, credo 3, ci sono 5 feriti al momento accertati, ci sono sicuramente 35 dispersi. Tenendo presente che gli italiani iscritti all'Aire in Venezuela sono circa 150 mila" ha proseguito il ministro.
"Non sappiamo esattamente quello che si troverà sotto le macerie", ha concluso il ministro.
Giovedì in Venezuela è proseguita la ricerca dei sopravvissuti sotto le macerie e le squadre di soccorso si sono precipitate nelle aree settentrionali colpite da due potenti terremoti che, secondo le autorità, hanno ucciso circa 600 persone e ne hanno ferite migliaia.
"Purtroppo abbiamo ricevuto circa 235 pazienti che arrivano privi di segni vitali o che muoiono al loro arrivo nelle nostre strutture sanitarie", ha dichiarato giovedì il ministro della Salute Carlos Alvarado ai media statali.
Dalla Spagna, il ministero degli Esteri ha comunicato che due cittadini spagnoli risultano tra i morti e altri 80 sono ancora dispersi. Risultano tra le vittime anche sei cittadini portoghesi.
Il numero di morti e feriti è destinato ad aumentare, con oltre 50 mila dispersi dopo i terremoti di magnitudo 7,2 e 7,5 che hanno colpito mercoledì sera. Si è trattato di uno dei sismi più forti registrati in Venezuela da oltre un secolo e i due scosse sono state avvertite in tutta la regione.
Si contano migliaia di dispersi e gli edifici sono stati evacuati fino all'Amazzonia brasiliana.
In risposta alla devastazione, giovedì il Tesoro statunitense ha deciso di sospendere fino al 23 ottobre alcune sanzioni per consentire transazioni legate agli aiuti per il terremoto in Venezuela che altrimenti sarebbero vietate.
Nel frattempo, nelle città del nord del Venezuela, gli abitanti terrorizzati si sono riversati in strada e hanno cercato i dispersi tra le macerie.
I feriti sono stati estratti dalle macerie coperti di polvere e sangue, tra loro anche bambini e animali.
Nella capitale, Dayana Delgado, madre di tre figli, ha domandato dove fossero i macchinari pesanti promessi dai funzionari governativi, sottolineando che a scavare tra le macerie erano i vicini. "Voglio sapere dov'è mio figlio, se è intrappolato o in un rifugio!, ha detto riferendosi al figlio di otto anni, ancora disperso.
La regione costiera di La Guaira, a nord della capitale Caracas, è tra le zone che hanno subito i danni e le perdite più gravi. Lì si trova il principale aeroporto del Paese, chiuso a causa dei danni, il che complica l'arrivo degli aiuti.
Da tutto il mondo sono arrivate offerte di invio di aiuti e forniture, anche dagli Stati Uniti, che all'inizio dell'anno hanno catturato l'allora presidente venezuelano Nicolás Maduro in una clamorosa operazione militare.
Il disastro naturale è solo l'ultima sfida per la presidente ad interim Delcy Rodríguez, ex vicepresidente che ha assunto la carica a gennaio dopo la cattura di Maduro.
Aiuti in arrivo dall'Europa
Un velivolo dell’Aeronautica Militare con a bordo unità di soccorso dei vigili del fuoco e operatori dei Servizi Sanitari Regionali per portare aiuto alla popolazione è decollato venerdì da Pratica di Mare. "La Difesa italiana, in coordinamento con Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale e Dipartimento Protezione Civile, è vicina alle comunità venezuelane colpite dal sisma. Un impegno concreto che conferma la vocazione dell’Italia all'aiuto, sostegno e protezione nei confronti di chi soffre", ha scritto il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto.
"Stanno arrivando in Venezuela i soccorsi italiani, l'Unità di crisi del ministero degli Esteri, i vigili del fuoco, protezione civile. In tutto tra oggi e domani arriveranno un centinaio di esperti in soccorso in caso di calamità naturali", ha aggiunto il ministro degli Esteri Antonio Tajani da Dubrovnik.
"Continueremo a fare tutto ciò che è in nostro potere per aiutare la popolazione civile, seguendo attraverso l'unità di crisi del ministero degli Esteri, attraverso la nostra ambasciata, attraverso i nostri consolati in Venezuela, la situazione in modo particolare dei nostri connazionali e cercheremo di portare tutti gli aiuti possibili alle vittime di questo tremendo terremoto", ha proseguito Tajani.
Nel frattempo, nella città venezuelana di Valencia sono arrivati 59 militari spagnoli delle unità di risposta alle emergenze e due genieri della fanteria. Il ministero della Difesa di Madrid ha fatto sapere che sono comprese "unità cinofile, specializzate in ricerca e soccorso, che saranno essenziali nelle zone più colpite dal doppio terremoto".
Caracas affronta un profondo caos economico da oltre un decennio e molte persone contestano la legittimità del movimento politico rappresentato da Rodríguez.
Le autorità venezuelane hanno fatto sapere di stare dirottando squadre di soccorso da altre parti del Paese verso La Guaira, che non è nuova ai disastri naturali. Nel 1999 una colata di fango uccise migliaia di persone, in quello che è considerato uno dei peggiori disastri naturali del Paese.
Giovedì Rodríguez ha rivolto un appello alle imprese perché mettano a disposizione i mezzi pesanti da costruzione per le operazioni di soccorso.
"Speriamo di riuscire a salvare il maggior numero possibile di persone in vita", ha dichiarato la presidente ad interim, che ha definito La Guaira una vera e propria zona disastrata.