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Francia, ondata di calore record, fermati reattori nucleari: l'acqua dei fiumi è troppo calda

La centrale nucleare di Nogent-sur-Seine, a est di Parigi.
La centrale nucleare di Nogent-sur-Seine, a est di Parigi. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Rebecca Rommen
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EDF richiama le norme ambientali a tutela degli ecosistemi fluviali, dato che l’aumento della temperatura dell’acqua, usata per il raffreddamento dei reattori, rischia di superare i limiti consentiti. Tagli alla produzione in centrali lungo Senna, Rodano e Garonna

Il colosso energetico pubblico francese EDF ha temporaneamente fermato due reattori nucleari come misura ambientale precauzionale, nelle ore in cui il Paese affronta un'ondata di caldo da record che ha già fatto vittime.

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In Francia, lunedì erano stati confermati almeno 18 decessi legati al caldo e almeno 40 persone sono annegate dal 18 giugno.

I reattori disconnessi giovedì si trovano alla centrale di Nogent-sur-Seine, lungo il corso della Senna a nord di Parigi, e all'impianto di Bugey, sul Rodano vicino a Lione, nel sud-est del Paese.

In entrambi i casi lo stop è stato provocato dall'aumento della temperatura dei fiumi, che EDF è tenuta per legge a monitorare per evitare di scaricare acqua potenzialmente dannosa per gli ecosistemi acquatici.

Le centrali nucleari utilizzano l'acqua dei fiumi per raffreddare i reattori, prima di reimmetterla nel corso d'acqua. Di solito viene restituita con una temperatura che, a seconda del sito, va da pochi decimi a diversi gradi in più rispetto al prelievo.

Durante le ondate di caldo, con i fiumi già più caldi del normale, i gestori devono fermare o ridurre la produzione per restare entro i limiti legali di temperatura degli scarichi.

La centrale di Nogent-sur-Seine aveva già ridotto la produzione di uno dei suoi reattori all'inizio della settimana «per limitare l'aumento di temperatura tra l'acqua prelevata dalla Senna e quella reimmessa, proteggendo così la fauna e la flora acquatiche», ha precisato EDF.

Un reattore della centrale di Golfech, sul fiume Garonna nel sud-ovest della Francia, è stato anch'esso spento lunedì. La produzione è stata ridotta anche in diversi altri siti del parco EDF, che conta 57 reattori e lo scorso anno ha garantito quasi il 70% della produzione elettrica del Paese.

Nonostante questi fermi, il gestore della rete RTE ha assicurato mercoledì che «la Francia dispone di una capacità di produzione sufficiente a soddisfare la domanda di elettricità, anche in caso di indisponibilità di alcuni impianti».

Le autorità hanno posto oltre la metà dei 96 dipartimenti francesi in allerta rossa per pericolo di vita, esortando i cittadini a evitare l'esposizione diretta al sole ed esercitare «massima vigilanza» mentre l'ondata di caldo si intensifica. Secondo Météo-France, martedì 23 giugno è stato il giorno più caldo mai registrato da quando, nel 1947, sono iniziate le misurazioni.

La crisi non riguarda solo la Francia. Anche Italia, Germania, Spagna, Portogallo, Regno Unito e Svizzera sono alle prese cono temperature roventi, che stanno mettendo in ginocchio la vita quotidiana: centinaia di scuole sono chiuse o con orari ridotti e i servizi ferroviari in città come Parigi e Bruxelles sono stati limitati per diminuire il rischio di guasti.

Questa è la terza ondata di caldo dell'anno in Europa. Gli esperti avvertono che nel Mediterraneo le temperature potrebbero raggiungere i 43 °C. La pressione sul sistema energetico è già evidente: nei giorni di picco dell'ondata di caldo di giugno e luglio dello scorso anno, la domanda giornaliera di elettricità è aumentata fino al 14%, innescando un rincaro medio dei prezzi dell'elettricità da due a tre volte.

Gli scienziati avvertono che la tendenza sta peggiorando. Secondo un nuovo importante studio, alcune regioni europee registrano fino a 40 giorni in più di stress da caldo estremo rispetto agli anni Settanta.

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