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Caso Fakir, intervengono i ministri di giustizia e dell'interno: Non c’è un modello Ice in Italia

Proteste a Bologna per la morte di Abderrahim Fakir, 20 luglio 2026
Proteste a Bologna per la morte di Abderrahim Fakir, 20 luglio 2026 Diritti d'autore  Frame of France Press video
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Di Cecilia Attanasio Ghezzi & Agenzie
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Le manifestazioni di sostegno alla famiglia Fakir diventano violente, Nordio e Piantedosi sminuiscono lo scudo penale applicato agli agenti e agli operatori sanitari che hanno assistito alle richieste di aiuto e alla morte di Fakir senza agire. Il New York Times fa il paragone con il caso Floyd

Nessun modello Ice, dice il ministro dell'interno Matteo Piantedosi commentando la morte del 42 enne Abderrahim Fakir morto a Bologna mentre veniva immobilizzato dalla polizia in un'intervista al quotidiano Messaggero.

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E motiva: "In Italia nessuno è al di sopra della legge. Nessuno scudo penale, neanche agli appartenenti alle forze di polizia. Che, peraltro, godono di una estesa fiducia in Italia e all'estero".

"Quanto accaduto a Bologna è inaccettabile". Così la presidente del consiglio Giorgia Meloni che sui social aggiunge: "Sul decesso di Abderrahim Fakir è doveroso che vengano accertate eventuali responsabilità con il massimo rigore. La verità va ricercata fino in fondo, senza pregiudizi e senza sconti per nessuno".

E ancora: "Ma nulla può giustificare la violenza contro le Forze dell’Ordine. Chi ha scelto di usare questa vicenda come pretesto per mettere a ferro e fuoco la città, aggredire gli agenti e seminare violenza, mettendo a rischio anche l’incolumità di cittadini del tutto estranei ai disordini, non cercava la verità: cercava lo scontro"

Ma le immagini diffuse dai video dei testimoni oculari in cui l'uomo chiede aiuto per alcuni lunghi minuti prima di smettere di parlare e di muoversi nell'indifferenza dei due agenti che lo immobizzano a terra e dei quattro operatori sanitari che non intervengono hanno ormai fatto il giro del mondo. Tanto che persino il New York Times azzarda un parallelo con George Floyd.

Cos'è lo "scudo penale" e perché nel caso di Fakir non ci sono indagati

Ecco, in attesa dei risultati dell'autopsia e dell'analisi delle testimonianze e dei filmati da parte della magistratura, in verità lo scudo penale è stato attivato per sei persone: i due agenti e i quattro operatori sanitari coinvolti. E lo conferma lo stesso guardasigilli Carlo Nordio.

Il ministro della giustizia italiano in un'intervista al Corriere della Sera che smentisce nuovamente l'esistenza di un modello Ice in Italia e nell'attesa dell'esito dell'autopsia per comprendere meglio la dinamica dei fatti spiega:

"L’espressione scudo penale lascia intendere una immunità che non c’è. Si evita una automatica iscrizione nel registro degli indagati divenuta una sorta di condanna anticipata. Spetta ora alla magistratura valutare se esistano o meno le cause di giustificazione"

Il cosiddetto "scudo penale", o modello 45 bis, si applica ai casi in cui un fatto potenzialmente configurabile come reato potrebbe essere stato commesso in presenza di una causa di giustificazione, come la legittima difesa o l’adempimento di un dovere. Non c’è quindi un procedimento con persone iscritte nel registro degli indagati, ma una fase preliminare di verifica.

I due agenti del commissariato Bolognina-Pontevecchio e i quattro sanitari del 118 intervenuti al Pilastro di Bologna quindi non sono stati iscritti quindi nel registro degli indagati, ma nel modello 45-bis, il nuovo registro delle annotazioni preliminari introdotto dal decreto Sicurezza dello scorso febbraio e diventato poi legge in aprile. Si tratta infatti di uno dei primissimi casi in Italia in cui viene applicato.

Ad oggi sappiamo che gli agenti hanno usato lo spray al peperoncino per neutralizzare Fakir, prima di bloccarlo a terra, ma l'uomo aveva ferite sul capo e sul volto. Come se le sia procurate è uno degli aspetti che andranno chiariti.

L'autopsia sarà fondamentale per comprendere come è morto il 42enne: il pm Domenico Ambrosino e il procuratore Paolo Guido stanno lavorando per chiedere una consulenza a un pool di specialisti. L'ipotesi di reato è quello di omicidio colposo.

Significative le parole dell'avvocato della famiglia Fakir, Fabio Anselmo che ha già affrontato - vincendoli - altri casi di persone morte nelle mani delle forze dell'ordine: "Spero di non rivedere un film già visto con Magherini e Aldrovandi. Ma le indagini sull'attuale vicenda, come la Cedu richiede, andrebbero fatte da un Corpo autonomo e non dallo stesso a cui appartengono le persone coinvolte".

Cos'è successo in piazza a Bologna e perché alcuni politici chiedono le dimissioni del sindaco Matteo Lepore

Lunedì sera, intanto, Bologna si è ritrovata in piazza, su chiamata del sindaco Matteo Lepore, per un momento di raccoglimento e una riflessione collettiva su quanto accaduto.

Una frangia della manifestazione si è trasformata in un corteo violento che ha compiuto atti di devastazione e si è scontrata con le forze dell'ordine. Per questo diversi esponenti dei partiti di Governo stanno chiedendo le sue dimissioni.

La piazza chiamata dal sindaco, in verità, è stato un momento pacifico in cui ci si è raccolti intorno ai famigliari della vittima. La sorella di Fakir, poco prima di prendere la parola, non ha retto all'emozione ed è svenuta.

"Giustizia" è il grido che si è alzato dalla piazza. Poi collettivi, antagonisti e diversi manifestanti sono partiti in corteo e hanno raggiunto la Prefettura blindata dalla polizia.

Qui è esplosa la rabbia e le prime file dei manifestanti sono avanzate verso gli agenti che per almeno due volte hanno dovuto usare scudi e manganelli per contenerli.

La guerriglia urbana è andata avanti fino a oltre mezzanotte. Almeno un'auto del Comune è stata date alle fiamme e un primo bilancio delle proteste e degli scontri che hanno seguito la piazza pacifica è di 11 persone (cinque manifestanti e sei poliziotti) con ferite lievi.

Il segretario generale del Sap (Sindacato autonomo Polizia), Stefano Paoloni, ha denunciato invece che negli scontri sono rimasti feriti più di una cinquantina di agenti e ha chiesto al sindaco di Bologna di assumersene "la piena responsabilita". "Cinquantasei", riferisce un altro sindacato di polizia, il Coisp. "Il bilancio dei disordini di ieri sera - rimarca il suo segretario generale Domenico Pianese - è un bollettino di guerra".

Matteo Lepore in un'intervista a Repubblica spiega: "Chiunque abbia visto quel video è rimasto scioccato. Io per primo. Ci facciamo molte domande, ma non siamo noi che dobbiamo dare le risposte. Mancano ancora molti elementi e immagini. (...) Si sta lavorando per fare piena luce. Qualcosa è comunque sicuramente andato storto. Saremo al fianco della famiglia per appurare cosa".

Video editor • Fanuel Morelli

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