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Germania: la Luftwaffe testa il drone da combattimento australiano "Ghost Bat"

Il maresciallo dell'aria della RAAF Chappell, il ministro della Difesa Boris Pistorius e il ministro della Difesa australiano Conroy davanti a un drone Ghost Bat a Ipswich, Australia, 27.03.2027
Il maresciallo dell'aria della RAAF Chappell, il ministro della Difesa Boris Pistorius e il ministro della Difesa australiano Conroy davanti a un drone Ghost Bat a Ipswich, Australia, 27.03.2027 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Nela Heidner
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il ministro della Difesa Boris Pistorius sta valutando l'acquisto del drone australiano "Ghost Bat". Durante la visita del ministro in Australia, è stata anche firmata una lettera d'intenti a favore dell'azienda tedesca di difesa Thyssen-Dynamit-Werke

La Germania accelera sulla modernizzazione delle proprie forze aeree e valuta l’acquisto del drone da combattimento Ghost Bat, sviluppato in Australia. Il piano di Berlino prevede l’introduzione di centinaia di jet senza pilota entro il 2029, con una decisione attesa a breve da parte del ministero della Difesa. Sul tavolo restano diverse opzioni provenienti da Germania, Europa e Stati Uniti.

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Durante una visita nel Queensland, il ministro della Difesa Boris Pistorius ha ispezionato il drone e lo ha definito una “seria competizione”, sottolineando che il governo tedesco intende decidere “il prima possibile”. Il Ghost Bat, sviluppato da Boeing Australia in collaborazione con la Royal Australian Air Force, è progettato come “Loyal Wingman”, ovvero un velivolo autonomo in grado di operare a fianco di aerei con pilota, supportandoli in missioni complesse.

Il sistema è dotato di un raggio d’azione di diverse migliaia di chilometri e può essere impiegato sia per operazioni di sorveglianza sia per missioni di combattimento. Anche l’Australia punta a integrarlo nelle proprie forze armate, dopo un test di armamento riuscito lo scorso anno.

Armi a Kiev o in Medio Oriente?

Parallelamente, resta alta l’attenzione sulle forniture militari legate al conflitto in Ucraina. Secondo indiscrezioni del Washington Post, il Pentagono starebbe valutando la possibilità di dirottare verso il Medio Oriente alcune armi inizialmente destinate a Kiev, a causa della pressione sulle scorte statunitensi legata alle tensioni con l’Iran.

Pistorius ha reagito con cautela, spiegando di non poter confermare un eventuale coinvolgimento tedesco nel cosiddetto programma Purl (Prioritised Ukraine Requirements List). Si tratta di un meccanismo attraverso cui i partner della Nato e altri alleati finanziano congiuntamente l’acquisto di armi statunitensi per l’Ucraina, contribuendo a un fondo comune per forniture mirate.

Sebbene la Germania non partecipi ufficialmente al programma, eventuali cambiamenti nelle forniture americane potrebbero avere effetti indiretti anche sugli approvvigionamenti tedeschi. Berlino resta infatti profondamente coinvolta nei progetti di difesa europei e dell’Alleanza Atlantica.

Interpellato sulle possibili ripercussioni sulle scorte di munizioni, il ministro ha ribadito l’impegno del governo ad aumentare l’autonomia: “Stiamo già facendo tutto il possibile per diventare indipendenti più rapidamente. Ci stiamo approvvigionando più velocemente che mai”. Fondamentale, ha aggiunto, sarà rafforzare la collaborazione con l’industria per garantire tempi di consegna certi.

Durante la visita in Australia è stato inoltre firmato un memorandum d’intesa tra il ministero della Difesa tedesco e l’azienda Thyssen-Dynamit-Werke (Tdw), specializzata nella produzione di testate e sistemi di innesco per missili e munizioni di precisione.

L’accordo prevede una collaborazione con partner australiani per sviluppare capacità locali di produzione e manutenzione di testate avanzate. Un passo che rafforza la cooperazione industriale tra Germania e Australia e punta a consolidare la produzione nel settore della difesa ad alta tecnologia.

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