Il primo impegno internazionale dal 2024 è una due giorni nella città emiliana, che ha dato origine all'approccio Reggio Emilia. La principessa di Galles sceglie l'Italia per ripartire nel suo impegno per l'infanzia
L'Italia ha accolto mercoledì con l'entusiasmo di decine di bambini e di una folla festante la principessa di Galles, Catherine, che ha voluto andare a Reggio Emilia per il suo primo impegno all'estero dopo la malattia del 2024 e la lunga convalescenza che l'hanno tenuta lontana da visite internazionali.
Dopo l'atterraggio a Parma e l'arrivo nella città emiliana "Kate", come viene affettuosamente chiamata anche in Italia, si è intrattenuta con una cinquantina di bambini della scuola dell'infanzia - e con una ragazza diversamente abile inglese venuta dalla Germania per salutarla - davanti alla sede del Comune, dove il sindaco Marco Massari le ha consegnato il Primo Tricolore proprio per il suo impegno per l'educazione dei più piccoli.
In un tailleur con pantaloni blu e un'apparenza che le sono valsi vari "sei bellissima" di quanti la attendevano in piazza, con bandierine britanniche e diversi cappelli in stile Elisabetta, la 44enne moglie di William, futura regina consorte se e quando il principe ereditario succederà a Re Carlo III, ha scelto non a caso Reggio Emilia per rilanciare il messaggio portato avanti sin dalla sua entrata nella famiglia reale nel 2011.
La visita della principessa nella città che ha dato origine al metodo Reggio Emilia
"Sua altezza reale principessa del Galles riceve il primo Tricolore nato nel 1797 per il suo profondo impegno per l'infanzia e per l'opera svolta attraverso la Royal Foundation for Early Childhood, volta ad accrescere e a promuovere azioni concrete sull'importanza dei primi anni di vita dello sviluppo della persona", ha letto nella motivazione dell'onorificenza il sindaco Massari.
Il tricolore italiano venne adottato per la prima volta in questa città dal Congresso della Repubblica Cispadana che individuò il verde, il bianco e il rosso come per la nuova bandiera.
Ma Reggio Emilia ha dato il nome anche a un approccio educativo, un metodo basato sull'ascolto da parte degli insegnanti e sulla collaborazione con gli studenti per incentivarne creatività e rispetto reciproco.
Nel 1945 alcune donne raccolsero fondi per un "asilo del popolo" che il maestro e pedagogista Loris Malaguzzi trasformò in una scuola autogestita in cui l'educazione diventava una pratica collettiva. Per Malaguzzi un bambino "è dotato di 100 linguaggi ma 99 gli vengono tolti", dalla manualità al suono, e perciò "basta con quella scuola e quella cultura che separano la testa dal corpo".
Con questa idea sarebbe nata nel 1963 la prima scuola dell'infanzia comunale a Reggio Emilia, intitolata a Robinson Crusoe, e un nido dedicato ad Anna Frank. La consacrazione internazionale del metodo educativo arrivò nel 1991 quando Newsweek incluse una scuola comunale di Reggio Emilia, la "Diana", e con la creazione tre anni dopo della Reggio Children la rete che promuove il Reggio Emilia Approach in 145 Paesi.
La principessa del Galles, scegliendo questa destinazione, "vuole dimostrare che continuerà a fare di questa la sua causa principale”, ha dichiarato all'Associated Press Joe Little, direttore editoriale della rivista Majesty Magazine.
"Non è un interesse costruito a tavolino: nasce anche dalla sua storia personale", ricorda l'autore ed esperto di reali, Marco Ubezio, citato dall'agenzia Agi. "Da bambina visse ad Amman, frequentò una scuola internazionale e crebbe a contatto con culture diverse, incluso il mondo islamico. Ed è molto probabile che quell'esperienza le abbia lasciato una mentalità molto più aperta verso modelli educativi innovativi".
Il programma del viaggio di Kate in Italia
"Volevo venire a Reggio Emilia per questo mio grande interesse, sono affascinata dalla vostra filosofia, da come i bambini siano parte e al centro della comunità" ha detto Kate Middleton durante l'incontro con Ione Bartoli, Carla Moroni ed Eletta Bertani, tre pioniere delle scuole di Reggio Emilia.
"I bimbi sono importanti non solo per il futuro, ma anche e soprattutto nel presente", come soggetti "portatori di diritti", ha detto Bartoli a Kate rispondendo alla domanda sul perché i piccoli studenti debbano essere al centro dell'educazione.
"Quando nasce un bambino nasce un cittadino", ha proseguito Bartoli che ricorda come la scuola del Dopoguerra in città "fu costruita dai cittadini. Chi era capace di fare dei mestieri la costruì materialmente. Per farla vivere si chiedeva alle donne contadine di portare uova e farina per poter preparare almeno durante il giorno un pasto caldo ai bambini".
L'impegno successivo della principessa, madre di tre figli (George, Charlotte e Louis di 12, 11 e 8 anni), è stata nel centro Loris Malaguzzi dove è stata informata sul funzionamento dei gruppi di studio internazionali e sul modo in cui i genitori partecipano alla vita delle scuole, hanno riportato dei funzionari del Reggio Children.
Kate è attesa in tre scuole reggiane per incontrare maestri ed operatori educativi, mentre giovedì sarà al centro "Re Mida" che promuove la sostenibilità ambientale e la creatività nel processo di apprendimento, attraverso attività con materiali di scarto.
Il tour di due giorni fa parte di quella che l'ufficio di Kate ha definito una “missione internazionale di raccolta informazioni” nell'ambito del centro fondato nel 2021, il Royal Foundation Centre for Early Childhood, per esplorare diversi modi di sostenere i bambini e la loro crescita.
"L’ambiente e le relazioni umane che circondano i bambini sono fondamentali per costruire le basi di un futuro sano e resiliente", si legge nella nota di Kensington Palace.