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Il decreto carburanti diventa legge: via libera alla Camera, ecco cosa prevede

una stazione di servizio a Roma, giovedì 19 marzo 2026. (Cecilia Fabiano/LaPresse tramite AP)
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Di Arnold Koka
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il provvedimento dispone misure per contrastare la speculazione sui prezzi dell'energia e crediti di imposta per le imprese degli autotrasporti e della pesca per contenere l'impatto degli alti prezzi del carburante

La Camera ha dato il via libera martedì alla conversione in legge del decreto carburanti del 18 marzo, con 147 voti favorevoli e 79 contrari.

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Il decreto disponeva per venti giorni, dal 19 marzo al 7 aprile, il taglio delle accise su benzina e gasolio per 24,4 centesimi, misura prorogata dal governo con altri due decreti. Il testo era stato emanato in risposta alla crisi energetica globale e al rialzo dei prezzi dovuti al blocco dello Stretto di Hormuz nel contesto della guerra tra Stati Uniti e Iran.

Il provvedimento approvato martedì introduce per tre mesi un regime di trasparenza obbligatoria dei prezzi dei carburanti. Si introducono comunicazioni giornaliere e si vietano rincari infragiornalieri.

Il governo ha inoltre potenziato l'autorità del Garante per la sorveglianza dei prezzi, il cosiddetto "Mister Prezzi", attivando un meccanismo di sorveglianza su possibili speculazioni nel settore energetico. Per tre mesi, il Garante avrà il compito di monitorare l'intera filiera "con l'ausilio della Guardia di Finanza", per bloccare eventuali manovre speculative.

Viene confermato inoltre un credito d'imposta per gli autotrasportatori e per le imprese della pesca. Per le imprese dell'autotrasporto il credito sarà pari alla maggiore spesa sostenuta in ciascuno tra marzo e maggio rispetto al prezzo del mese di febbraio, ed entro il limite massimo di 100 milioni di euro.

Dieci milioni di euro sono stati dedicati al credito d'imposta per le imprese della pesca, che sarà pari al 20 per cento della spesa per l'acquisto del carburante.

L'opposizione critica la misura mentre la Lega chiede di riaprire al gas russo

Si tratta di un "decreto di natura evidentemente emergenziale, reso inevitabile per contenere gli effetti derivanti dall'aumento del costo dei carburanti e per sostenere l'economia del paese", ha dichiarato Guerino Testa di Fratelli d'Italia. "Se non ci fosse stato questo decreto 50 litri di benzina sarebbero costati 100 euro, invece oggi ne costano 85".

Di diverso avviso l'opposizione, che ha descritto la misura come esaurita in partenza. "Ci viene chiesto di convertire in legge un provvedimento che ha già esaurito la sua principale misura operativa da settimane". Questa l'accusa del Partito Democratico per voce del deputato Michele Stefanazzi.

"Questo governo riesce a operare solo con pezze e rattoppi", siamo di fronte "a un beneficio temporaneo che tratta nello stesso modo i multimilionari e i pensionati o lavoratori monoreddito", ha aggiunto.

Intanto durante le dichiarazioni di voto in aula, il deputato della Lega Andrea De Bertoldi ha esortato a riaprire alle importazioni di gas dalla Russia.

"La situazione è drammatica, lo dico alla maggioranza, al governo e alla presidente del Consiglio", è necessario "rivedere immediatamente lo stop al gas russo", ha affermato. "Riconsideriamo di interloquire con la Russia, nessuno mi venga a dire che col gas russo si finanzia la guerra".

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