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Tiratori scelti: l’ombra silenziosa che veglia su Milano‑Cortina 2026

Villaggio olimpico
Villaggio olimpico Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Stefania De Michele
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I tiratori scelti della Polizia di Stato garantiranno la sicurezza delle Olimpiadi Milano‑Cortina 2026, dai protocolli di addestramento ai grandi eventi passati

Ci sono apparati di sicurezza che restano fuori dall’inquadratura, ma che svolgono un ruolo decisivo nei grandi eventi internazionali. Tra questi rientrano i tiratori scelti della Polizia di Stato, operatori altamente specializzati impiegati nei contesti più delicati della sicurezza nazionale.

Anche per le Olimpiadi invernali di Milano‑Cortina 2026, la loro presenza fa parte di un dispositivo articolato di protezione, progettato per prevenire le minacce e garantire che la manifestazione si svolga in condizioni di massima sicurezza per atleti, delegazioni e pubblico.

Uomini che nessuno nota (finché non serve)

Li immaginiamo immobili, nascosti tra le architetture urbane o sulle alture che dominano stadi e percorsi olimpici. In realtà, il loro lavoro inizia molto prima dell’evento: studio dei luoghi, analisi delle linee di tiro, simulazioni, coordinamento con le altre forze di sicurezza. Quando il pubblico entra sugli spalti e le luci si accendono, loro sono già lì. Silenziosi. Invisibili. Operativi.

Il loro motto latino dice tutto: “Perfectio sine haesitatione”. Perfezione, senza esitazione. Perché in certe frazioni di secondo non è concesso il dubbio.

Una storia nata dall’emergenza

La specialità dei tiratori scelti nasce ufficialmente il 10 maggio 1975, in un’Italia segnata da tensioni sociali e terrorismo. Quaranta operatori vengono selezionati e formati per rispondere a una nuova esigenza: proteggere vite umane a distanza, con precisione assoluta e sangue freddo.

Da allora sono passati più di cinquant’anni. Mezzo secolo di evoluzione tecnologica, addestramento sempre più sofisticato e missioni ad altissima responsabilità. Oggi i tiratori scelti sono dislocati nelle principali Questure e negli scali aeroportuali, pronti a muoversi ovunque il livello di rischio lo richieda.

Addestramento estremo, controllo totale

Diventare tiratore scelto non significa solo saper colpire un bersaglio. Significa controllare il respiro, il battito cardiaco, la mente.

Il percorso formativo culmina in un corso intensivo di 12 settimane presso il Centro nazionale di specializzazione e perfezionamento nel tiro di Nettuno, alle porte di Roma.

Qui si affinano le tecniche di tiro di precisione con armi lunghe, ma soprattutto si lavora sulla gestione dello stress e sull’analisi delle situazioni complesse. Ogni decisione può fare la differenza tra la sicurezza e il caos.

Le dotazioni sono all’avanguardia: fucili di precisione di ultima generazione, ottiche sofisticate, strumenti di osservazione e comunicazione che trasformano l’operatore in un vero sensore umano.

Quando i tiratori scelti entrano in azione

Per la natura stessa del loro impiego, gli interventi dei tiratori scelti difficilmente diventano di dominio pubblico. Il successo operativo, nella maggior parte dei casi, coincide con l’assenza di eventi critici: nessun colpo esploso, nessuna emergenza visibile, nessuna notizia da raccontare.

Nel corso degli anni, tuttavia, questi specialisti sono stati parte integrante dei dispositivi di sicurezza attivati in Italia durante giubilei, esequie papali, visite di Capi di Stato, vertici internazionali come il G7 e grandi manifestazioni sportive. In tali contesti hanno operato da postazioni sopraelevate e punti strategici, con una funzione prevalentemente preventiva e di deterrenza.

Secondo quanto emerso in diverse occasioni da fonti istituzionali, la presenza operativa dei tiratori scelti ha contribuito a neutralizzare situazioni potenzialmente critiche prima che potessero degenerare. Un lavoro fatto di osservazione, valutazione e decisioni prese in pochi istanti, che raramente arrivano all’attenzione dell’opinione pubblica.

Milano‑Cortina 2026: la sfida più complessa

Le Olimpiadi invernali del 2026 rappresentano una sfida importante: territori vasti, eventi diffusi, migliaia di atleti e delegazioni internazionali, milioni di spettatori. Un mosaico complesso, dove ogni tassello deve combaciare alla perfezione.

In questo scenario, i tiratori scelti diventano l’ultima linea di protezione, quella che non si vede ma che rassicura. Non per creare paura, ma per impedirla. La loro missione è semplice solo in apparenza: fare in modo che nessuno si accorga della loro esistenza.

A più di cinquant’anni dalla loro istituzione, i tiratori scelti della Polizia di Stato restano uno dei reparti più selettivi e meno conosciuti, custodi silenziosi di eventi che entrano nella storia.

Quando Milano‑Cortina 2026 entrerà nel vivo, milioni di occhi saranno puntati sugli atleti. Altri occhi, nascosti e vigili, faranno in modo che tutto accada senza esitazioni. E senza rumore.

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