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Referendum Giustizia, Ministero chiede all'Anm di rendere noti i finanziatori del Comitato del "no"

Referendum Giusitizia: Ministero chiede di rendere noti finanziatori di Anm
Referendum Giusitizia: Ministero chiede di rendere noti finanziatori di Anm Diritti d'autore  LaPresse
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Di Chiara Zampiva
Pubblicato il
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Con una lettera indirizzata al presidente dell'Associazione nazionale magistrati, la capo gabinetto di Nordio, Giusi Bartolozzi, ha chiesto di valutare "l'opportunità di rendere noto alla collettività i finanziamenti ricevuti". Cesare Parodi: "Il comitato è soggetto autonomo dall'Anm"

Il Ministero della Giustizia chiede all'Associazione nazionale magistrati (Anm) di valutare "l'opportunità di rendere noto alla collettività, per una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti" dal Comitato "Giusto dire no" promosso dall'Anm.

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Il Partito democratico ha reso noto il contenuto del documento inviato dalla capo di gabinetto di via Arenula, Giusi Bartolozzi, al presidente dell'Anm Cesare Parodi, con la richiesta di rendere noti i finanziatori del Comitato per il "no".

**"**Il parlamentare interrogante riferisce che il segretario generale dell'Anm avrebbe dichiarato che il Comitato "Giusto dire No" promosso dall'Anm ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente con una donazione volontaria. Da ciò l'interrogante assume un potenziale conflitto tra magistrati in servizio iscritti all'Anm e privati sostenitori che finirebbero per praticare una forma di finanziamento indiretto. Sottopongo alle Vostre valutazioni, pertanto,l'opportunità di rendere noto alla collettività, nell'ottica di una piena trasparenza, gli eventuali finanziamenti ricevuti dal Comitato "Giusto dire No" da parte di privati cittadini", si legge nella lettera di Bartolozzi.

"Non sono nelle condizioni di rispondere in quanto il Comitato in questione è solo stato promosso dall'Anm, ma è soggetto, anche giuridico, assolutamente autonomo". Questa la risposta del presidente dell'Anm, Cesare Parodi.

Parodi ha poi aggiunto che sul sito del Comitato "è riportata in modo trasparente ogni cosa, compreso lo Statuto", ma se Bartolozzi "necessitasse di informazioni più puntuali, che io non posseggo, non posso che rimandarla ai rappresentanti del Comitato. Annoto solo che la sua richiesta di rendere pubblici dati di privati cittadini ritengo sia contrario alle salvaguardia della loro privacy".

L'interrogazione di Costa sul presunto rapporto tra Anm e Comitato per il "no"

L'invito arriva in risposta all'interrogazione rivolta al Ministero del deputato di Forza Italia Enrico Costa, che già da gennaio aveva avanzato dubbi sul presunto rapporto tra l'Anm e il Comitato sul suo profilo X.

"Per bocca del segretario generale, ha confermato di aver finanziato il Comitato "Giusto dire no" e dichiarato che il comitato ha raccolto contributi da migliaia di cittadini che hanno aderito liberamente, con una donazione volontaria", scriveva Costa. "Questo schema crea uno stretto legame, non solo politico, ma anche formale, tra magistrati in servizio iscritti all'Anm e privati sostenitori che finiscono per praticare una forma di finanziamento indiretto all'Anm, in quanto finanziano il 'suo' Comitato" .

"Cosa accadrebbe ove un magistrato iscritto all'Anm si trovasse di fronte, nella propria attività in Tribunale un finanziatore del comitato? Si asterrebbe per gravi ragioni di convenienza?", concludeva.

"Un'intimidazione che conferma un clima preoccupante intorno al prossimo referendum"

Non sono tardate le reazioni dell'opposizione alla notizia. La deputata democratica e responsabile nazionale giustizia del Pd, Debora Serracchiani, ha criticato duramente la richiesta della capo di gabinetto del ministro Carlo Nordio.

"Si tratta di un atto molto grave che tradisce il nervosismo che si respira nei palazzi del Governo. Un segnale che sa tanto di liste di proscrizione e di cui è difficile comprendere le ragioni. Si mette in discussione la libertà di partecipazione e si alimenta un clima di pressione nei confronti della magistratura e dei cittadini che voteranno "no". Il ministro chiarisca subito. Le istituzioni e il popolo sovrano si rispettano. Non si intimidiscono", ha dichiarato.

"Qui siamo davanti a liste di proscrizione contro i magistrati e a un attacco frontale all'equilibrio costituzionale dei poteri. Le parole e le iniziative del ministro Carlo Nordio e del suo capo di gabinetto Bartolozzi sono gravissime e dimostrano che il referendum viene usato come arma politica per delegittimare chi non si allinea" dichiara il leader Alleanza Verdi e Sinistra (Avs) Angelo Bonelli, co-portavoce di Europa Verde.

"Quando un ministro della Giustizia mette nel mirino il Csm e i magistrati che difendono l'autonomia della giurisdizione, non sta facendo una riforma: sta tentando di piegare la giustizia al potere politico. È un disegno chiaro: indebolire i controlli, colpire chi dissente e rafforzare l'esecutivo", ha concluso Bonelli.

Dal canto suo, il capogruppo Avs Peppe De Cristofaro ha parlato invece di "una vera e propria intimidazione che conferma un clima preoccupante intorno al prossimo referendum sulla giustizia".

"L'Anm è un'associazione privata, finanziata principalmente attraverso le quote versate annualmente dai magistrati iscritti e non riceve finanziamenti diretti dallo Stato per la propria funzione sindacale. Il Comitato ha raccolto contributi economici da chi ha liberamente aderito alla campagna per il "no" e a loro deve dare conto e non al governo. La richiesta partita da Via Arenula è la prosecuzione di quello scontro istituzionale voluto e alimentato dal ministro Nordio e dalla destra. Uno scontro teso a delegittimare la principale organizzazione sindacale e associativa dei magistrati italiani", afferma De Cristofaro.

"In questi anni abbiamo presentato decine di interrogazioni senza ottenere risposta. Guarda caso proprio su un atto di sindacato ispettivo che chiede se il finanziamento al Comitato per il "no" sia una forma di finanziamento indiretto dell'Anm si muove addirittura il capo di gabinetto del Ministro Nordio. Da Bartolozzi e dagli uffici del ministero della Giustizia una solerzia molto sospetta", aggiunge.

Rendere pubblici e trasparenti tutti i finanziamenti

"Perché l'Anm dovrebbe avere dei finanziatori occulti e non trasparenti?", replica di contro il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri. "Mi rivolgo pubblicamente al presidente Parodi. Sono stati loro a dire alla Serracchiani che chiedere trasparenza nei finanziamenti è un'intimidazione? Non credo. Hanno qualcosa da nascondere? Non credo. Ed allora, senza bisogno di interrogazioni e di procedure di qualsiasi tipo, chiedo pubblicamente al presidente dell'Anm di rendere pubblici e trasparenti tutti i finanziamenti che riceve la Anm, sempre che ne abbia ricevuti. Così come devono fare i partiti politici".

Il referendum sulla riforma della giustizia chiamerà alle urne i cittadini il 22 e 23 marzo 2026.

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