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Trump ha "insistito" con Netanyahu per continuare i colloqui tra Usa e Iran sul nucleare

Questa immagine satellitare di Planet Labs PBC mostra le macerie dell'impianto pilota di arricchimento del combustibile presso il sito di arricchimento nucleare iraniano di Natanz, 3 dicembre 2025.
Questa immagine satellitare di Planet Labs PBC mostra le macerie dell'impianto pilota di arricchimento del combustibile presso il sito di arricchimento nucleare iraniano di Natanz, 3 dicembre 2025. Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Gavin Blackburn
Pubblicato il
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Nell'incontro alla Casa Bianca, i leader di Stati Uniti e Israele hanno parlato della situazione in Iran e a Gaza. Trump vuole insistere sulla diplomazia, Netanyahu chiede limiti anche al programma di missili balistici di Teheran e al sostegno a gruppi militanti come Hamas e Hezbollah

Donald Trump ha incontrato mercoledì il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, alla Casa Bianca dichiarando di avere insistito affinché i negoziati con l'Iran continuino verso un accordo nucleare con Teheran.

Il presidente Usa si è intrattenuto con Netanyahu per quasi tre ore, in diversi momenti senza rilasciare dichiarazioni ai media.

Solo dopo i colloqui, Trump ha scritto sul social media Truth che l'incontro è stato "molto buono" e che "non è stato raggiunto nulla di definitivo, se non che ho insistito sul fatto che i negoziati con l'Iran continuino per vedere se un accordo può essere raggiunto o meno".

"L'ultima volta l'Iran ha deciso che era meglio non fare un accordo" è quando stato colpito da attacchi aerei statunitensi, ha aggiunto poi il presidente, "speriamo che questa volta siano più ragionevoli e responsabili".

Schermata dell'account Truth Social del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump
Schermata dell'account Truth Social del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump Truth Social/@realDonaldTrump

In un comunicato, l'ufficio di Netanyahu ha dichiarato che il primo ministro ha discusso dei negoziati con l'Iran e degli sviluppi a Gaza e nella regione e che i due hanno "concordato di continuare il loro stretto coordinamento e rapporto".

La visita è stata la sesta di Netanyahu a Washington durante il secondo mandato di Trump e arriva mentre sia gli Stati Uniti che l'Iran proiettano un cauto ottimismo dopo aver tenuto venerdì scorso colloqui indiretti in Oman su come affrontare i negoziati sul programma nucleare iraniano.

Netanyahu chiede di più nei colloqui con l'Iran

Prima dell'incontro, l'ufficio del premier israeliano ha dichiarato di volere che i colloqui tra Stati Uniti e Iran includano limiti al programma di missili balistici di Teheran e al sostegno a gruppi militanti come Hamas e Hezbollah.

"Presenterò al Presidente le nostre prospettive riguardo ai principi di questi negoziati, i principi essenziali che, a mio avviso, sono importanti non solo per Israele, ma per tutti coloro che nel mondo vogliono la pace e la sicurezza in Medio Oriente", aveva detto Netanyahu martedì prima di lasciare Israele.

Ma non è chiaro quanta influenza Netanyahu avrà sull'approccio di Trump nei confronti dell'Iran.

Inizialmente Trump aveva minacciato di intraprendere un'azione militare per la sanguinosa repressione delle proteste nazionali contro la crisi economica del Paese, poi è passato a una campagna di pressione per cercare di convincere Teheran a trovare un accordo sul suo programma nucleare.

L'Iran è ancora provato dal conflitto di 12 giorni con Israele a giugno, che ha incluso una serie di attacchi aerei devastanti, tra cui il bombardamento da parte degli Stati Uniti di diversi siti nucleari iraniani.

Trump ha ripetutamente affermato che gli attacchi statunitensi hanno "cancellato" le capacità nucleari dell'Iran, anche se l'entità dei danni rimane poco chiara.

Le foto satellitari hanno recentemente registrato attività nei pressi degli impianti nucleari, facendo temere che l'Iran possa tentare di recuperare o valutare i danni.

Da tempo Israele chiede all'Iran di cessare l'arricchimento dell'uranio, di ridurre il suo programma di missili balistici e di tagliare i legami con i gruppi militanti della regione.

L'Iran ha sempre respinto queste richieste, dicendo che avrebbe accettato solo alcuni limiti al suo programma nucleare in cambio di un alleggerimento delle sanzioni.

Washington ha aumentato le sue forze militari nella regione, inviando portaerei, cacciatorpediniere con missili guidati e mezzi di difesa aerea. Potenze regionali, tra cui Turchia e Qatar, hanno esortato entrambe le parti a mostrare moderazione, avvertendo che qualsiasi attacco o rappresaglia potrebbe avere conseguenze destabilizzanti per una regione già messa a dura prova dalla guerra tra Israele e Hamas a Gaza.

Una bandiera iraniana sventola davanti all'edificio del reattore della centrale nucleare di Bushehr, 21 agosto 2010
Una bandiera iraniana sventola davanti all'edificio del reattore della centrale nucleare di Bushehr, 21 agosto 2010 AP Photo

Prima del conflitto con Israele, l'Iran arricchiva l'uranio fino al 60 per cento di purezza, poco sotto la soglia necessaria per produrre armi atomiche.

L'Agenzia internazionale per l'energia atomica (Aiea), l'organo di controllo delle Nazioni Unite, aveva dichiarato che l'Iran era l'unico Paese al mondo ad arricchire fino a quel livello senza essere in possesso di una bomba.

L'Iran ha rifiutato le richieste dell'Aiea di ispezionare i siti bombardati a giugno. L'Iran limita l'azione degli ispettori dal 2018, dopo la decisione di Trump di ritirare unilateralmente gli Stati Uniti dall'accordo sul nucleare firmato tre anni prima da Teheran con le potenze mondiali.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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