La Commissione europea lancia un piano per identificare e neutralizzare droni dannosi e proteggere infrastrutture critiche, con nuove tecnologie, Centro di eccellenza e cooperazione tra Paesi Ue
L’Unione europea sta definendo una nuova strategia per individuare in modo efficiente i droni maligni che entrano nel blocco e minacciano sicurezza e infrastrutture critiche. Martedì la Commissione europea ha presentato un piano d’azione in risposta ai molteplici incidenti che hanno colpito siti sensibili nell’ultimo periodo.
L’obiettivo è aumentare gli investimenti in tecnologie avanzate che migliorino l’integrazione dei sistemi di sorveglianza e potenzino le tecnologie di rilevamento per distinguere droni dannosi da quelli legittimi, con l’uso di AI e reti 5G per un controllo più smart e tempestivo.
Negli ultimi mesi, Paesi come Polonia e Belgio hanno registrato vari incidenti in cui droni sospetti sono entrati nello spazio aereo nazionale o hanno causato interruzioni a infrastrutture e servizi critici, come siti aeroportuali e altri obiettivi sensibili, sollevando preoccupazioni per la sicurezza interna ed esterna.
Nel piano d’azione, la Commissione propone di sostenere gli Stati membri con una “mappatura industriale civile-militare coordinata per attrarre investimenti e promuovere l’innovazione e l’interoperabilità” e una “capacità rafforzata di sperimentazione dei droni”, oltre a creare nuove piattaforme per testare e standardizzare capacità anti-drone.
Droni e controdroni
La Commissione ha anche annunciato la costituzione di un nuovo Centro di eccellenza dell’Ue per i droni, lo sviluppo di un sistema di certificazione per i sistemi di contrasto ai droni, e il lancio di un Forum dell’industria dei droni e dei controdroni per promuovere il dialogo con gli attori industriali e aumentare la produzione.
Sono previsti anche orientamenti più chiari per gli operatori e il lancio di un progetto pilota “per migliorare la sorveglianza marittima” contro minacce ad alta quota, oltre a misure per istituire un sistema unico di visualizzazione aerea che integri tutti i dati disponibili per distinguere i droni maligni da quelli legittimi.
La Commissione invita inoltre i “Paesi interessati” a “unire le forze negli appalti pubblici e nell’impiego di sistemi di contrasto ai droni”, con un approccio coordinato che rafforzi la capacità difensiva collettiva.
Questa azione si inserisce nella più ampia Defence Readiness Roadmap 2030 dell’Ue, che prevede un “muro di droni” – un sistema integrato di rilevamento, identificazione, tracciamento e neutralizzazione sospetti – completamente operativo entro il 2027, come componente chiave dell’iniziativa Eastern Flank Watch a difesa del fianco orientale europeo.
Negli ultimi mesi la Nato ha inoltre lanciato l’Operazione Eastern Sentry, aumentando il pattugliamento del fianco orientale, e ha dispiegato nuovi sistemi anti-drone statunitensi in Europa, mentre gli alleati lavorano in stretto contatto con l’Ue per coordinare le iniziative senza sovrapposizioni.
Questa strategia rappresenta un passo significativo verso un approccio europeo unificato contro la proliferazione di droni maligni, integrando capacità civili e militari e rafforzando la sicurezza delle frontiere e delle infrastrutture critiche.