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Milano-Cortina 2026, le sfide della squadra israeliana di bob: furti, fischi e proteste

Delegazione israeliana durante la cerimonia inaugurale di Milano-Cortina 2026
Delegazione israeliana durante la cerimonia inaugurale di Milano-Cortina 2026 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Stefania De Michele
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La squadra israeliana di bob riparte subito dopo un furto durante il training pre‑olimpico, pronta a gareggiare al Cortina Sliding Center nelle specialità a due e a quattro

Un furto, ma anche una storia di resilienza e di identità sportiva. Così la racconta il capitano della squadra israeliana di bob ai Giochi olimpici invernali, Adam “AJ” Edelman. Passaporti, valigie, scarpe e attrezzature sportive del team sono stati rubati durante il training pre‑olimpico, ma la squadra ha ripreso subito gli allenamenti, dimostrando determinazione e spirito di gruppo.

“Una violazione così grave - valigie, scarpe, attrezzature, passaporti rubati - e i ragazzi sono tornati subito ad allenarsi”, ha scritto Edelman su X, aggiungendo di credere davvero “che questa squadra incarni lo spirito israeliano”.

Le gare di bob maschile si svolgeranno al Cortina Sliding Center, con il bob a due il 16‑17 febbraio e il bob a quattro il 21‑22 febbraio. Nonostante il furto, la delegazione è riuscita a recuperare i documenti essenziali e a continuare la preparazione senza ritardi, in vista delle competizioni in entrambe le specialità.

Allenamenti e furto: dove è avvenuto

Secondo le fonti, il furto non sarebbe avvenuto nel villaggio olimpico di Cortina d’Ampezzo né all’interno dei confini italiani, ma in una località non resa nota, all’estero, dove la squadra stava completando gli allenamenti.

Le immagini dei rilievi della polizia scientifica sono state pubblicate dallo stesso Edelman, suscitando attenzione sulla sicurezza delle squadre olimpiche in preparazione e sulle difficoltà logistiche affrontate da atleti che spesso si allenano lontano dai centri ufficiali di allenamento.

Il Comitato Olimpico Israeliano non ha rilasciato commenti sulla vicenda.

Adam “AJ” Edelman e la squadra “Shul Runnings”

Adam “AJ” Edelman è un ex atleta olimpico nello skeleton ai Giochi di PyeongChang 2018 e oggi pilota della squadra di bob israeliana, nonché la figura di riferimento che ha trasformato un’idea in una sfida olimpica reale.

Nato a Brookline, nel Massachusetts, Edelman è considerato il primo ebreo ultra‑ortodosso a competere in una disciplina invernale ai Giochi. Dopo anni di tentativi, di sponsorizzazioni rifiutate e di difficoltà logistiche, è riuscito a costruire da zero una squadra di bob, reclutando atleti da discipline come sprint, rugby e lancio del peso -alcuni senza alcuna esperienza sulla neve - per formare un gruppo competitivo.

Il team, noto come “Shul Runnings” in omaggio al film Cool Runnings, deriva il suo nome dall’umorismo e dalla perseveranza con cui i membri hanno affrontato le difficoltà, come ha raccontato lo stesso Edelman: “Tutti mi dicevano che non ce l’avremmo mai fatta. Ma noi siamo qui”.

Israele si è qualificata grazie a una quota lasciata libera dalla Gran Bretagna, che ha permesso alla squadra di entrare nel tabellone olimpico e competere in entrambe le discipline di bob.

Tra i membri spicca Ward Fawarseh, il primo atleta druso a partecipare a un’Olimpiade invernale per Israele, una pietra miliare per la rappresentanza di questa comunità nello sport olimpico.

Fawarseh proviene dal villaggio druso di Maghar, nella Bassa Galilea israeliana, e prima di entrare nel mondo del bob ha praticato rugby e acrobatica. Racconta di non aver conosciuto il bob prima dell’invito di Adam Edelman a far parte del progetto olimpico e di essersi avvicinato allo sport con curiosità e impegno. Oggi, oltre al ruolo di atleta, gestisce un suo club sportivo e cerca di essere un modello per i giovani atleti della sua comunità, incoraggiandoli a esplorare percorsi sportivi oltre alle consuete aspettative di carriera militare o accademica.

Proteste e opposizione alla partecipazione di Israele

La presenza di Israele ai Giochi ha suscitato tensioni politiche e sociali. Durante la cerimonia di apertura a Milano‑Cortina 2026, la delegazione israeliana è stata accolta da fischi da parte di alcune sezioni del pubblico, una reazione che riflette le divisioni di opinione su temi politici collegati allo Stato d’Israele e al conflitto israelo‑palestinese.

Proteste organizzate da gruppi pro‑Palestina hanno chiesto l’esclusione della squadra o espresso dissenso per le politiche dello Stato israeliano. Queste manifestazioni si sono svolte in diverse città italiane lungo il percorso della fiaccola olimpica, con cortei da Torino a Milano, fino a Pesaro e Rovereto, dove attivisti e cittadini critici hanno espresso la loro posizione.

A livello internazionale, contestazioni simili si sono registrate anche in altri contesti, non strettamente sportivi ma simbolicamente importanti: durante il Eurovision Song Contest 2025 a Basel, gruppi di attivisti pro‑Palestina hanno organizzato proteste davanti alla sede dell’evento e marce silenziose per le strade della città contro la partecipazione di Israele, segnalando come la questione dello Stato e del conflitto sia percepita in molte sedi internazionali oltre l’ambito strettamente sportivo.

In Spagna e in altri Paesi europei, la partecipazione di Israele a eventi sportivi internazionali ha suscitato tensioni simili a quelle viste in altri contesti geopolitici. Durante la Vuelta, ad esempio, gruppi di attivisti hanno organizzato manifestazioni e presidi lungo il percorso, chiedendo di boicottare la partecipazione israeliana o di limitarne la visibilità.

La sicurezza

La squadra israeliana di bob si presenta ai Giochi olimpici invernali pronta per affrontare le gare nelle due specialità previste. Edelman e Fawarseh, insieme agli altri membri, rappresentano un gruppo eterogeneo che ha superato sfide logistiche e culturali per qualificarsi alle Olimpiadi. Le gare al Cortina Sliding Center si svolgeranno in un contesto internazionale in cui coesistono competizione sportiva e attenzione a questioni politiche e sociali.

Fonti indipendenti indicano che alcune delegazioni olimpiche, incluso il team israeliano durante gli allenamenti pre‑Giochi, hanno operato in sedi non ufficiali o riservate in via preventiva.

Le gare al Cortina Sliding Center si terranno in un contesto di sicurezza rafforzata, con un dispositivo articolato di forze dell’ordine e misure di protezione coordinate dalle autorità italiane e dalle organizzazioni internazionali incaricate della sicurezza dell’evento.

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