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ChatGPT inizierà a mostrarti pubblicità: cosa cambia e cosa devi sapere

L'icona dell'app ChatGPT sullo schermo di uno smartphone
Icona dell’app ChatGPT visibile sullo schermo di uno smartphone Diritti d'autore  Credit: AP Photo
Diritti d'autore Credit: AP Photo
Di Theo Farrant
Pubblicato il
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L'azienda afferma che gli annunci saranno chiaramente etichettati, non influenzeranno le risposte di ChatGPT e che le chat resteranno private rispetto agli inserzionisti.

Il ChatGPT di OpenAI, il chatbot di intelligenza artificiale più popolare al mondo, ha iniziato a testare la pubblicità negli Stati Uniti. È una svolta importante per un prodotto che, dal lancio nel 2022, ha funzionato quasi sempre senza annunci.

Ecco cosa cambierà e cosa invece resterà uguale.

Chi vedrà gli annunci pubblicitari su ChatGPT?

La fase di prova riguarda inizialmente gli utenti statunitensi che effettuano l’accesso con account registrato al piano Free di OpenAI e al nuovo abbonamento Go.

Il piano Go, introdotto a metà gennaio, costa 8 dollari (6,7 euro) al mese negli Stati Uniti. Gli utenti con piani a pagamento di livello superiore – tra cui Plus, Pro, Business, Enterprise ed Education – non vedranno annunci, ha precisato l’azienda.

«Il nostro obiettivo con questo test è capire e imparare», si legge nel post sul blog di OpenAI. «Stiamo seguendo con molta attenzione i feedback, così da assicurarci che gli annunci siano utili e si integrino in modo naturale nell’esperienza ChatGPT prima di estenderli».

Negli esempi diffusi dalla società, gli annunci appaiono sotto forma di banner.

Gli annunci influenzeranno le risposte di ChatGPT?

OpenAI sostiene che la pubblicità non influenzerà le risposte di ChatGPT.

In un post pubblicato sul blog per rispondere ai dubbi sull’impatto degli annunci, OpenAI ha cercato di rassicurare gli utenti: «Gli annunci non influenzano le risposte che ChatGPT ti fornisce e le tue conversazioni con ChatGPT restano private e non vengono condivise con gli inserzionisti. Il nostro obiettivo è che la pubblicità serva a finanziare un accesso più ampio a funzionalità più potenti di ChatGPT, mantenendo al tempo stesso la fiducia che le persone ripongono in ChatGPT per compiti importanti e personali».

L’azienda afferma che gli annunci saranno chiaramente indicati come contenuti sponsorizzati e resteranno separati dalle risposte organiche.

Come saranno personalizzati gli annunci su ChatGPT?

Nella fase di test, OpenAI ha abbinato gli annunci agli utenti in base agli argomenti delle conversazioni, alle chat precedenti e alle interazioni passate con la pubblicità.

Per esempio, chi cerca ricette potrebbe vedere annunci di servizi di consegna della spesa o di kit pasto.

Secondo OpenAI, gli inserzionisti non avranno accesso ai dati dei singoli utenti ma solo a informazioni aggregate, come visualizzazioni e clic.

Gli utenti potranno consultare la cronologia delle interazioni con gli annunci, cancellarla in qualsiasi momento, chiudere i messaggi pubblicitari, inviare commenti, verificare perché è stato mostrato un determinato annuncio e gestire le impostazioni di personalizzazione.

Come è stata accolta l’introduzione della pubblicità su ChatGPT?

L’annuncio, reso noto per la prima volta il mese scorso, ha suscitato critiche e parodie durante le trasmissioni del Super Bowl di domenica.

Anthropic, la società rivale che ha sviluppato l’assistente di IA Claude, ha lanciato una serie di spot che prendono in giro l’idea di annunci inseriti nelle risposte dell’intelligenza artificiale. In uno di questi, un uomo che chiede consigli su come comunicare meglio con la madre viene indirizzato verso «un sito di incontri per adulti che mette in contatto teneri cuccioli sensibili con ruggenti cougar», nel caso non riuscisse a recuperare il rapporto.

Ogni spot si chiudeva con lo slogan: «Gli annunci stanno arrivando nell’IA. Ma non su Claude». ChatGPT non viene mai nominato esplicitamente, ma il riferimento è evidente.

L’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman, ha replicato duramente, definendo la campagna «disonesta» e accusando Anthropic di essere «un’azienda autoritaria».

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