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Mercosur-Ue, le due facce dell'intesa che soddisfa l'industria e scontenta gli agricoltori

mercosur eu trade deal
mercosur eu trade deal Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Giorgia Orlandi
Pubblicato il
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Agricoltori in piazza contro l’accordo di libero scambio, a Strasburgo anche Coldiretti. Il Presidente Ettore Prandini ci spiega il motivo del dissenso. Federmeccanica invece evidenzia i vantaggi economici dell’intesa

Martedì centinaia di agricoltori europei con i loro trattori si sono dati appuntamento a Strasburgo per manifestare contro l’intesa commerciale tra Ue e Mercosur, firmata il 17 gennaio in Paraguay dalla Presidente della Commissione europea Von Der Leyen.

In attesa del voto del Parlamento europeo c’è chi spera che l’accordo possa essere evitato, o chi, come alcuni eurodeputati, pensano che prima di procedere, si debba sentire il parere della Corte di giustizia europea.

Da un lato gli agricoltori chiedono l’applicazione delle stesse regole a cui sono sottoposte le imprese agricole dell'Unione e temono che i prodotti sudamericani vengano importati a prezzi concorrenziali, dall’altro una parte dell’industria ne evidenzia i vantaggi per l’economia.

Coldiretti: “Stesse regole per tutti”

Per Coldiretti, il dissenso sull’accordo Ue-Mercosur nasce da un principio che il presidente Ettore Prandini definisce “basilare”, ovvero quello della reciprocità. “Le stesse regole imposte alle nostre imprese devono valere tutte le volte che trattiamo accordi di libero scambio”, spiega, sottolineando che il tema non riguarda solo il Mercosur ma anche tutti i futuri accordi commerciali.

Secondo Prandini, l’assenza di reciprocità crea uno squilibrio strutturale. “Diversamente si traduce in una restrizione dei regolamenti imposti ai nostri imprenditori, mentre gli stessi vincoli non si applicano ai prodotti agroalimentari importati da altri continenti”.

Il presidente di Coldiretti definisce il caso dei Paesi del Mercosur emblematico, richiamando deforestazione, uso di agrofarmaci ed emissioni. “Parliamo di Paesi, che utilizzano fino a cinque volte più agrofarmaci rispetto all’Europa”, ha dichiarato ad Euronews, rivendicando il primato dell’Italia in termini di sostenibilità ambientale.

Clausole di salvaguardia: il nodo dell’assenza di automatismo

Uno dei punti centrali della critica riguarda le clausole di salvaguardia previste dall’intesa. Per Coldiretti, il problema non è la loro esistenza, ma il fatto che non siano automatiche. “Può sembrare una differenza sottile, ma è sostanziale”, chiarisce Prandini.

“Con una clausola automatica, spiega, quando emerge una violazione delle regole comunitarie, quel prodotto viene immediatamente bloccato”. Nel caso del Mercosur l’attivazione richiede segnalazioni da parte degli Stati membri e un lungo iter di valutazione.

Il risultato è un tempo giudicato incompatibile con la sopravvivenza delle filiere: “Dal momento in cui parte la denuncia a quando si arriva al blocco dell’importazione possono passare sei anni”.

Proteste a livello europeo: “La battaglia va fatta qui”

Prandini chiarisce anche perché le proteste si svolgano nei luoghi delle istituzioni europee e non nei singoli Paesi. “In questo momento la battaglia va fatta in Europa”, spiega, sottolineando che è a livello europeo che si decide il destino dell’accordo Ue-Mercosur.

Manifestare in Italia, aggiunge, in questa fase avrebbe un valore soprattutto simbolico. “Non è oggi l’Italia a doversi esprimere”, fa notare, spiegando che l’attenzione deve restare concentrata sulle istituzioni europee almeno fino al passaggio della ratifica.

Federmeccanica, “Molto soddisfatti”

Di tutt’altro tipo la valutazione di Federmeccanica. Il direttore del Centro Studi Massimo Longhi si dice soddisfatto dell’accordo Ue-Mercosur, “Sia per i vantaggi economici, ha spiegato e commerciali, sia per il posizionamento geopolitico dell’industria italiana ed europea”

Secondo Longhi, l’intesa rafforza la presenza delle imprese sui mercati internazionali e consolida il ruolo dell’Europa nelle catene globali del valore, in un contesto sempre più competitivo e segnato da incertezze geopolitiche.

L’accordo viene quindi letto da Federmeccanica, come uno strumento di apertura e crescita, capace di produrre ricadute positive sull’intero sistema industriale.

“Accordo più grande mai raggiunto dall’Ue e dal Mercosur”

Sul fronte dei numeri,Longhi richiama le stime della Commissione europea, che parlano di circa 4 miliardi di euro l’anno di benefici legati all’abbattimento dei dazi a livello Ue. A questi si aggiungono effetti meno immediatamente quantificabili, come la semplificazione delle procedure doganali e la rimozione degli ostacoli non tariffari.

L’accordo viene descritto come “Il più grande mai raggiunto dall’Unione europea e dal Mercosur”, coinvolgendo un’area che rappresenta circa il 10 per cento della popolazione mondiale, il 20 per cento del Pil globale e il 25 per cento degli scambi mondiali.

Tracciando un bilancio finale, Longhi conclude che in una fase di forte incertezza geopolitica, i benefici attesi superano ampiamente i rischi. “Qualunque logica di apertura dei mercati favorisce lo sviluppo, afferma, soprattutto per economie come quella italiana, fortemente orientate alla trasformazione industriale”.

Per Federmeccanica le clausole di salvaguardia sono uno strumento da monitorare

Longhi riconosce che esiste un tema di tutela per alcuni settori più esposti e parla della necessità di monitorare con attenzione le clausole di salvaguardia, attivabili in caso di squilibri o incongruenze rispetto alle previsioni dell’accordo.

Ricorda però che clausole simili sono presenti anche in altri accordi commerciali dell’Unione europea, come quelli con Corea del Sud e Canada, e sottolinea che “Nella storia recente non sono mai state applicate”.

Per Federmeccanica, si tratta quindi di un elemento da seguire con attenzione, ma non tale da mettere in discussione l’impianto complessivo dell’intesa,“Una volta che si riesce a raggiungere un equilibrio, ha detto, credo che i vantaggi siano complessivamente a beneficio di tutti i settori”, conclude Longhi.

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