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Trump minaccia ancora l'Iran se impiccherà manifestanti: prima esecuzione prevista mercoledì

Ong hanno aggiornato il bilancio di morti accertati in Iran a 2571
Ong hanno aggiornato il bilancio di morti accertati in Iran a 2571 Diritti d'autore  Copyright AP/Copyright 2026 The AP. All rights reserved
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Di Gabriele Barbati
Pubblicato il
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Dopo l'appello alla piazza di continuare le proteste e l'annuncio di aiuti a breve, il presidente degli Stati Uniti ha promesso "azioni forti" se verranno messi a morte i manifestanti arrestati. La prima esecuzione è in programma questo mercoledì. Il regime promette ritorsioni contro basi Usa

Donald Trump ha minacciato "un'azione forte" contro l'Iran, nel caso il regime decida di eseguire le condanne a morte comminate contro dei manifestanti.

Il presidente Usa ha rincarato la minaccia al regime di Teheran, martedì durante un'intervista all'emittente Cbs, dopo avere incitato nelle ore precedenti la popolazione iraniana a rimanere in piazza promettendo un aiuto imminente.

La minaccia sembra molto specifica dal momento che mercoledì è prevista la prima impiccagione, ai danni del 26enne Erfan Soltani arrestato la scorsa settimana, hanno riferito dei familiari del giovane a Bbc Persian.

Quali sono le accuse del regime ai manifestanti

La procura di Teheran ha presentato contro diversi manifestanti l'accusa di "avere mosso guerra a Dio", un reato che prevede la pena capitale. Il responsabile del sistema giudiziario iraniano, Gholamhossein Mohseni-Ejei, ha dichiarato che si procederà rapidamente alle esecuzioni.

"Se si tarda, due mesi, tre mesi dopo, non avrà lo stesso effetto. Se vogliamo fare qualcosa, dobbiamo farlo in fretta“, ha detto Mohseni-Ejei mercoledì a una Tv statale.

Le proteste, che durano ormai da 15 giorni dopo le iniziali dimostrazioni dei commercianti contro la crescita dell'inflazione, hanno assunto le dimensioni e i toni di una rivolta contro il regime.

La repressione ordinata dalle autorità, e condotta dalle milizie paramilitari affiliate alle Guardie della Rivoluzione, ha causato finora almeno 2571 morti, secondo l_'ong Human Rights Activists News Agency._

L'ong che ha base negli Stati Uniti ha verificato nomi e circostanze dei decessi di 2403 manifestanti, inclusi 12 minorenni, e 147 membri delle forze di sicurezza o persone legate al regime.

Un media di opposizione basato all'estero, Iran International, ha alzato il bilancio dei morti a circa 12mila morti, sulla base di testimonianze e di interviste a funzionari iraniani.

La reazione dell'Iran alle minacce degli Stati Uniti

Teheran ha definito gli avvertimenti americani un "pretesto per un intervento militare".

"Le fantasie e la politica degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran sono radicate nel cambio di regime, con sanzioni, minacce, disordini orchestrati e caos che servono come modus operandi per creare un pretesto per un intervento militare", ha dichiarato la missione diplomatica iraniana all'Onu su X, ma Washington "fallirà di nuovo.

L'ambasciatore iraniano all'Onu, Amir Saeid Iravani, ha inviato una lettera al segretario Generale Antonio Guterres nella quale ha attaccato gli Stati Uniti e Israele. "Gli Stati Uniti e il regime israeliano hanno una responsabilità legale diretta e innegabile per la conseguente perdita di vite di civili innocenti, in particolare tra i giovani", ha scritto il diplomatico.

Da parte sua, il governo di Teheran ha invocato la necessità di un "dialogo nazionale", promettendo interventi per affrontare le cause profonde economico-sociali della crisi e ribaditol'attribuzione della responsabilità delle proteste a "interferenze e provocazioni esterne".

Il ministro della Difesa iraniano, ha promesso mercoledì che verranno attaccate basi americane in Medio Oriente se gli Stati Uniti lanceranno un'offensiva. "Saranno considerate obiettivi legittimi, la risposta iraniana sarà dolorosa per i nemici", ha dichiarato il generale Aziz Nafizardeh secondo l'agenzia di stampa Mehr.

Finora la Casa Bianca ha detto di valutare "opzioni concrete" contro il regime degli ayatollah ma ha scelto solo sanzioni commerciali del 25 per cento "contro chiunque faccia affari con Teheran", ha annunciato Trump lunedì.

Secondo l'emittente statunitense Nbc, il presidente sarebbe stato dissuaso a usare subito la forza militare da funzionari israeliani e arabi, con l'argomentazione che il regime non sarebbe stato ancora abbastanza indebolito dalle proteste.

Il blackout di Internet e delle comunicazioni, imposto dal governo per impedire ai dimostranti di organizzarsi e alle notizie di uscire dal Paese, prosegue da 130 ore ma esuli iraniani negli Stati Uniti hanno riferito all'Associated Press di avere inviato in patria terminali Starlink e che sono ora attive nuove connessioni satellitari.

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