Il ministro degli Esteri italiano assicura che non ci sono connazionali feriti in seguito agli attacchi contro l'Iran e nemmeno nella base Usa in Kuwait colpita da missili di Teheran dove ci sono oltre trecento militari italiani
A margine dell'incontro straordinario convocato dalla premier Giorgia Meloni, il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha assicurato che nessun italiano è rimasto al momento coinvolto negli attacchi molteplici che ci sono stati sia in Iran sia in altri Paesi della Regione.
"La prima notizia positiva è che non c'è neanche un italiano coinvolto negli attacchi molteplici che ci sono stati in Iran e nei Paesi dell'area del Golfo", ha detto Tajani e ha aggiunto: "Quello che noi diciamo ai nostri concittadini che vivono nell'area e che sono turisti è di non muoversi e di rimanere a casa o in albergo. A quelli che sono negli aeroporti e cercheremo di assistere nel modo migliore possibile, ribadiamo che stiamo istallando desk per assistere quelli che vogliono tornare a casa".
Migliaia di italiani in Medio Oriente
Il ministro ha spiegato che nella regione del Medio Oriente si trovano migliaia di italiani. Più di ventimila sono in Israele, in Iran almeno cinquecento. "Sono tantissimi gli italiani che sono più in Israele, sono ventimila i residenti con passaporto italiano, più ci sono pellegrini che dovrebbero essere due - tremila, non di più al momento. Poi ci sono negli Emirati, sono tantissimi in Arabia Saudita, Kuwait, Oman, Bahrein. Siamo pronti ad evacuare, se serve, anche gli italiani che sono in Iran qualora ci fossero delle richieste", ha detto Tajani parlando con i giornalisti.
Sulle persone in Iran ha spiegato che i collegamenti sono molto difficili, ma l'ambasciatrice in Iran Paola Amadei sta organizzando insieme ai pochi dipendenti rimasti a Teheran le operazioni per chi vuole rientrare. "Siamo pronti eventualmente a ripetere quello che abbiamo fatto in occasione della dell'ultima guerra che c'è stata a evacuare in Azerbaijan", ha detto il ministro spiegando poi che un concittadino ha deciso di attraversare il confine tra Iran e Azerbaijan da solo e sono state già avviate le procedure per il suo rientro in patria.
Tajani: "Militari italiani al sicuro"
Il ministro ha riferito anche sulla situazione dei militari italiani impiegati nella regione. Un base Usa in Kuwait è stata gravemente danneggiata da un attacco partito dall'Iran. "Per quanto ci risulta la reazione dell'Iran è contro basi americane, come quella in Kuwait, dove ci sono oltre trecento uomini dell'Aeronautica italiana, però ho parlato anche con il generale Conserva che mi ha confermato che non c'è alcun problema", ha detto Tajani.
"I nostri militari sono tutti al sicuro in Libano, in Giordania, e anche i carabinieri a Gerico. La situazione al momento è non di allarme grave per i nostri concittadini, in modo particolare per i militari, però certamente è una situazione difficile complicata".
Tajani: "Non sarà guerra lampo, obiettivo è progetto atomico iraniano"
Secondo Tajani non sarà una guerra lampo ma durerà diversi giorni. Il ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa'ar, ha detto ancora Tajani, ha informato i Paesi dell'Ue ad attacco iniziato spiegando che Israele intravedeva una reale intenzione dell'Iran di procedere con il progetto atomico e un incremento di produzione di missili anche gittata più lunga, "eventualmente anche missili potevano colpire l'intera Europa". Per i militari presenti nelle basi Usa attaccate dall'Iran, Tajani ha detto ancora che non risultano feriti ma la situazione resta difficile.
L'obiettivo è quello di smantellare lo strumento bellico iraniano, sostiene Tajani, più pericoloso per Israele e per le basi statunitensi. "Noi abbiamo sempre lavorato fino all'ultimo giorno per sostenere il dialogo che era in corso, avevamo però sempre detto che l'Iran con l'arma atomica e con missili a lunga gittata che potevano colpire anche l'Europa e altre parti del mondo", ha spiegato Tajani. "Rappresentava un pericolo ed è anche la posizione della Unione Europea", ha aggiunto il ministro ricordando la presenza della missione Aspides nell'area, che vede la partecipazione di un contingente italiano per garantire il traffico marittimo.
Tajani ha poi detto che al momento non c'è ancora reazione da parte dei proxy dell'Iran, tra cui Hezbollah in Libano e Houthi in Libano. Tajani ha poi ribadati la vicinanza al popoli iraniano, assicurando anche che Israele non ha come obiettivo quello di colpire la popolazione nel Paese guidato dal regime islamico.
Per Schlein drammatica escalation, Calenda accusa Trump
La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha commentato l'escalation in Medio Oriente allertando su "risvolti imprevedibili anche sulla fragile tregua a Gaza".
"Siamo a fianco del popolo iraniano davanti alla brutale repressione del regime teocratico, siamo con angoscia al fianco del popolo iraniano e siamo netti nella condanna nei confronti del regime di Teheran", ha detto Schlein e ha aggiunto: "Siamo convinti che l'Iran non possa sviluppare un'arma nucleare, ma la via per impedirlo è solo quella diplomatica".
Per il leader di Azione Carlo Calenda si è di fronte all'ennesima iniziativa piuttosto erratica di Donald Trump. "Non perché non siamo favorevoli ad abbattere un regime che nelle ultime settimane ha ucciso trentamila persone, ma perché abbiamo visto cosa è accaduto in Venezuela". "Non ho nessuna fiducia negli scopi e nelle motivazioni spesso personali di Trump nell'intraprendere queste azioni", ha aggiunto e poi concluso: "Se da questo attacco dovesse discendere la caduta degli ayatollah saremmo solo contenti, perché riteniamo quello di Teheran un regime criminale e assassino che fa parte di un asse di autocrazie che è nostra nemica".