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Escalation in Medio Oriente: come Khamenei ha tenuto le chiavi dell'Iran e della regione per 37 anni

Un sostenitore di Hizbullah sostiene una foto della Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, con la scritta in arabo: "O Leader".
Un sostenitore di Hizbullah sostiene una foto della Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, con la scritta in arabo: "O Leader". Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Chaima Chihi
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Al potere dall'89 Ali Khamenei, 86 anni, rimane l'autorità ultima del processo decisionale in Iran. Ricopre la carica di Guida Suprema dalla morte di Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica Islamica. Nelle teocrazia iraniana ha l'ultima parola su tutto

Nella struttura di governo dell'Iran, la Guida Suprema è il ruolo attorno al quale orbitano gli apparati civili e militari dei militari dello Stato.

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Per comprendere la natura del regime iraniano e della sua politica regionale, è necessario innanzitutto decostruire questa figura, oggi ricoperta da Ali Khamenei, che unisce il "turbante nero", simbolo di legittimità religiosa discendente dalla Casa del Profeta, all'autorità di comando supremo sulle forze armate, principale motore della politica regionale e strategica del regime.

La legittimità del governo di Teheran deriva dalla teoria della Wilayat al-Faqih, che ha costituito il nucleo della rivoluzione iraniana del 1979 e che ha conferito alla Guida Suprema un potere assoluto sia sul piano religioso che su quello politico per avere "l'ultima parola" sulla legalità e la moralità di qualsiasi azione statale.

La Wilayat al-Faqih, che si traduce come "Tutela del giurista-teologo", si basa sull'idea che il giurista mujtahid, uno studioso di religione con una profonda conoscenza della legge islamica, abbia il diritto di guidare la società e di gestirne gli affari politici e religiosi, soprattutto in assenza dell'Imam infallibile dello Sciismo, vale a dire il Dodicesimo Imam, un leader "occulto" di cui si attende la venuta.

Il ruolo della Guida non si limita al controllo, ma si estende alla definizione delle politiche generali del regime, scavalcando il Parlamento, la magistratura e la presidenza, con un'alta priorità nel preservare la rivoluzione guidata da Ruhollah Khomeini, che rovesciò il dominio dello Scià quasi 50 anni fa.

In questo senso, la Guida diventa l'architetto dell'ordine interno e regionale, sotto una copertura religiosa e morale non interpretabile, fornendo legittimità politica e religiosa alle attività militari e ideologiche, con le forze armate e i gruppi paramilitari affilati in Medioriente come avanguardia per l'attuazione della sua visione.

Chi è Ali Khamenei, la Guida Suprema iraniana

Ali Khamenei (86 anni) rimane l'autorità ultima del processo decisionale interno ed esterno dell'Iran. Ricopre la carica di Guida Suprema dal 1989, superando dunque i dieci anni di permanenza del suo predecessore Khomeini alla guida della Repubblica Islamica.

Khamenei fu attivo nel movimento islamico prima della rivoluzione e dopo il 1979 ha ricoperto diversi incarichi, tra cui la presidenza della Repubblica negli anni '80, prima di assumere la carica di Guida suprema dopo la morte di Khomeini.

La Guida ha ampi poteri ed è l'arbitro finale su questioni delicate relative alla religione, alla sicurezza, all'economia, all'esercito. In questa ottica guida i vari corpi statali di sicurezza, a partire dai Guardiani della Rivoluzione Islamica (Irgc).

La relazione tra la Guida e l'Irgc che opera direttamente sotto la sua supervisione senza rispondere all'esercito regolare o al ministero della Difesa, costituendo il principale braccio armato del regime in patria e all'estero.

Il ruolo della Guida comprende anche la definizione delle politiche generali del regime, in consultazione con il Consiglio di Presidenza per garantirne la coerenza con gli obiettivi della rivoluzione e l'interesse nazionale, e la supervisione della loro attuazione in tutte le istituzioni governative.

Tra le prerogative c'è anche quella di invocare referendum per rafforzare la legittimità delle decisioni più importanti.

Iran, la legittimità religiosa come base per l'influenza regionale

L'Iran si presenta come protettore dei musulmani sciiti oppressi, sulla base delle aspettative del ritorno del Dodicesimo Imam. Questa missione si manifesta nel sostegno a gruppi alleati e in interventi regionali che rafforzano l'influenza del regime di Teheran in Medio Oriente.

L'influenza regionale si è manifestata storicamente in Siria, Libano, Iraq, Yemen, negli Stato del golfo e sui palestinesi nei Territori occupati, attraverso gruppi affiliati e coordinata dalla Forza Quds, l'unità per l'estero dell'Irgc.

In Libano è Hezbollah il principale affiliato dell'Iran, in Yemen gli Houthi, a Gaza Hamas e il Jihad Islamico: questi gruppi hanno ricevuto per anni finanziameneti, addestramento, missili e droni per esercitare pressione sui nemici dell'Iran.

Queste milizie hanno tuttavia subito pesanti perdite dopo lo scoppio della guerra a Gaza nel 2023, in conseguenza della quale Israele ha bombardato nella Striscia, ma anche in Libano, SIria e Yemen.

Una donna irachena tiene in mano un ritratto della Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, davanti all'ambasciata iraniana durante una manifestazione di solidarietà con l'Iran e di opposizione alle minacce statunitensi di attacco militare.
Una donna irachena tiene in mano un ritratto della Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, davanti all'ambasciata iraniana durante una manifestazione di solidarietà con l'Iran e di opposizione alle minacce statunitensi di attacco militare. Hadi Mizban/Copyright 2026 The AP. All rights reserved.

In una recente dichiarazione all'Agence France Press, un funzionario di Hezbollah ha sottolineato che il gruppo non sarebbe intervenuto militarmente al fianco dell'Iran in caso di guerra, come fatto durante la guerra civile siriana, quando l'aiuto delle milizie libanesi salvò il regime di Bashar al-Assad.

Il movimento Kataib Hezbollah in Iraq ha invitato invece i suoi combattenti a prepararsi alla possibilità di una "lunga guerra" nella regione, alla luce dell'escalation militare contro la Repubblica Islamica dell'Iran.

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