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Al via in Germania il processo a White Tiger: accusato di istigazione al suicidio e pedopornografia

Il 21enne è in custodia presso il carcere minorile di Hahnöfersand da metà giugno. (immagine simbolica)
Il 21enne è in custodia presso il carcere minorile di Hahnöfersand da metà giugno. (immagine simbolica) Diritti d'autore  Copyright 2009 AP. All rights reserved.
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Di Maja Kunert
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Un 21enne è accusato di aver deliberatamente manipolato bambini in tutto il mondo e di averli spinti all'autolesionismo, e in un caso al suicidio. Ad Amburgo sta per iniziare un enorme processo a porte chiuse, che potrebbe diventare un caso scuola

Un tribunale minorile tedesco ha avviato venerdì il processo contro un uomo accusato di aver spinto al suicidio un tredicenne e di aver costretto decine di bambini nell’ambito di una rete internazionale di predatori online nota come “764”.

L’imputato, un cittadino tedesco-iraniano di 21 anni identificato solo come Shahriar J. in base alle norme tedesche sulla privacy, è stato aggredito giovedì da altri detenuti che urlavano “White Tiger” mentre veniva trasferito al tribunale di Amburgo, ha dichiarato il suo avvocato Christiane Yueksel.

Shahriar J. è accusato di aver spinto al suicidio, nel gennaio 2022, un giovane transgender di 13 anni che viveva vicino a Seattle. Il suicidio sarebbe stato trasmesso in diretta online dalla vittima.

Secondo l’accusa, l’imputato operava dalla casa dei genitori, in un ricco sobborgo di Amburgo, utilizzando lo pseudonimo “White Tiger”.

L’Fbi ha definito “764” un’organizzazione internazionale di sfruttamento minorile e una “rete di estremisti violenti nichilisti”.

Il gruppo prende il nome dal codice postale texano del suo fondatore, un adolescente arrestato e incarcerato nel 2023, secondo quanto riportato dai media.

Presi di mira bambini vulnerabili

I pubblici ministeri sostengono che Shahriar J. abbia preso di mira più di 30 bambini in centinaia di episodi a partire da gennaio 2021, quando aveva 16 anni. Il processo si svolge in tribunale minorile e a porte chiuse perché all’epoca dei fatti l’imputato era minorenne.

Secondo i documenti giudiziari, gli utenti del forum “764” condividevano contenuti estremamente violenti e materiale pedoporngrafico, scambiandosi anche consigli su come adescare le vittime per indurle a produrre materiale sessualmente esplicito, da utilizzare poi per il ricatto.

L’utente noto come “White Tiger” avrebbe individuato bambini vulnerabili in chat online o forum di videogiochi, instaurando relazioni di fiducia per adescarli e incoraggiarli a produrre contenuti pornografici, poi utilizzati per coercizione ed estorsione.

I pubblici ministeri hanno contestato 204 capi d’imputazione, tra cui uno per omicidio e cinque per tentato omicidio. La portavoce del tribunale, Marayke Frantzen, ha dichiarato che, in caso di condanna, Shahriar J. potrebbe affrontare una pena da sei mesi a dieci anni di reclusione in un carcere minorile.

Yueksel ha definito le accuse non dimostrabili.

Il sospettato è stato arrestato durante un’irruzione della polizia nella casa dei genitori il 17 giugno 2025 ed è detenuto in custodia cautelare da allora. Le autorità hanno riferito di aver identificato otto vittime di età compresa tra gli 11 e i 15 anni provenienti da Regno Unito, Canada, Germania e Stati Uniti.

I ritardi della Germania

Il caso ha sollevato polemiche sulla lentezza delle autorità tedesche.

Il settimanale Die Zeit ha riferito che il Centro nazionale statunitense per i bambini scomparsi e sfruttati (Ncmc) aveva allertato le autorità già nel 2021 riguardo a un predatore con base ad Amburgo noto come “White Tiger”.

Secondo quanto riportato, la polizia aveva interrogato il sospettato all’epoca, ma aveva poi archiviato il caso dopo che egli aveva ammesso di possedere materiale pornografico coinvolgente minori.

Un investigatore dell’Fbi ha dichiarato alla rivista Der Spiegel di aver condiviso l’identità di “White Tiger” con le forze dell’ordine tedesche nel febbraio 2023, oltre due anni prima dell’arresto.

Le autorità di Amburgo hanno attribuito il ritardo alla lunga analisi di un “gran numero di dispositivi di archiviazione dati” sequestrati e al fatto che le vittime e altri responsabili “vivono per lo più all’estero e talvolta hanno nascosto la propria identità”.

Il tribunale regionale di Amburgo ha programmato inizialmente 82 giorni di udienze fino al 17 dicembre 2026. Altre indagini sulla stessa rete sono tuttora in corso, ha affermato Frantzen, aggiungendo che l’attuale processo “potrebbe costituire un precedente”.

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