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Corea del Nord, Kim Jong-un rifiuta il dialogo con Seul ma non chiude la porta a Trump

Kim Jong Un assiste a una parata militare con la figlia a Pyongyang, in Corea del Nord, mercoledì 25 febbraio 2026
Kim Jong Un assiste a una parata militare con la figlia a Pyongyang, in Corea del Nord, mercoledì 25 febbraio 2026 Diritti d'autore  Korean Central News Agency/Korea News Service via AP
Diritti d'autore Korean Central News Agency/Korea News Service via AP
Di Emma De Ruiter
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Kim Jong-un ha affermato in occasione del congresso del Partito dei Lavoratori che la Corea del Nord potrebbe "andare d'accordo" con gli Stati Uniti se Washington riconoscesse il suo status nucleare. Lontane invece le speranze di un disgelo diplomatico con Seul

Il leader nordcoreano Kim Jong-un ha affermato che il suo Paese potrebbe "distruggere completamente" la Corea del Sud se la sua sicurezza fosse minacciata. Il capo di Stato asiatico lo ha dichiarato nel corso del congresso del Partito dei Lavoratori a Pyongyang, precisando che il suo Paese "non ha assolutamente nulla a che fare con la Corea del Sud, la sua entità più ostile".

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"Finché Seul non potrà sfuggire alle condizioni geopolitiche legate all'avere un confine con noi, l'unico modo per vivere in sicurezza è non interessarsi a tutto ciò che ci riguarda e lasciarci in pace", ha aggiunto Kim.

Kim Jong-un esclude un

Negli ultimi anni, Pyongyang ha inasprito la sua retorica nei confronti di Seul e ha sottolineato il rifiuto di una via diplomatica. Gli esperti sostengono che molto probabilmente ciò non lascia presagire scontri militari: l'obiettivo è piuttosto quello di ritagliare un ruolo più importante per la Corea del Nord nello scacchiere regionale, anche grazie ai legami con Mosca e Pechino, nonché allo sviluppo di un arsenale nucleare.

Allo stesso tempo, però, Kim ha scelto di lasciare una porta aperta al dialogo con Washington, se gli Stati Uniti dovessero riconoscere il Paese asiatico come potenza nucleare: "Se rispetteranno l'attuale status del nostro Paese, come stabilito dalla Costituzione... e ritireranno la loro politica ostile... non c'è motivo per cui non possiamo andare d'accordo con gli Stati Uniti", ha affermato Kim, secondo quanto riportato dall'agenzia di Stato Korean Central News Agency (Kcna).

Si sta facendo strada, tra l'altro, la voce secondo la quale il presidente degli Stati Uniti Donald Trump possa chiedere un incontro con Kim, quando si recherà in Cina nel corso dell'anno.

Il rafforzamento militare della Corea del Nord e l'alleanza con la Russia

La Kcna ha precisato che Kim ha anche chiesto di sviluppare nuovi sistemi di armamento per rafforzare le sue forze nucleari, tra cui missili balistici intercontinentali che potrebbero essere lanciati da sott'acqua e un arsenale ampliato di armi tattiche, come artiglieria e i missili a corto raggio, destinati alla deterrenza nei confronti della Corea del Sud.

Un soldato porta una bandiera russa durante una parata in piazza Kim Il Sung a Pyongyang, in Corea del Nord, mercoledì 25 febbraio 2026
Un soldato porta una bandiera russa durante una parata in piazza Kim Il Sung a Pyongyang, in Corea del Nord, mercoledì 25 febbraio 2026 Korean Central News Agency/Korea News Service via AP

Il congresso del Partito dei Lavoratori, iniziato giovedì scorso a Pyongyang, è l'evento politico più importante del Paese. La Kcna ha raccontato la parata militare che si è svolta nella capitale mercoledì, mentre si concludeva il congresso, già tenutosi nel 2016 e nel 2021.

Kim ha assistito alla celebrazione con la figlia, che si ritiene abbia circa 13 anni e si chiami Kim Ju Ae. Di recente il leader nordcoreano ha puntato molto sull'alleanza con la Russia nella sua politica estera, inviando migliaia di truppe e grandi quantitativi di equipaggiamenti militari per sostenere la guerra di Mosca in Ucraina, forse in cambio di aiuti e tecnologia militare. Ma in caso di fine del conflitto in Ucraina, la Corea del Nord potrebbe improvvisamente risultare meno preziosa per Mosca, secondo gli esperti.

Kim Jong-un: "Confronto permanente o coesistenza pacifica con gli Stati Uniti: siamo pronti a tutto"

Pyongyang ha in ogni caso ripetutamente respinto gli appelli di Washington e Seul a riprendere il dialogo finalizzato alla conclusione del suo programma nucleare: un tentativo diplomatico che si è arrestato nel 2019 dopo il fallimento del secondo vertice tra Kim e Trump (all'epoca al suo primo mandato presidenziale).

Le prospettive delle relazioni tra Stati Uniti e Corea del Nord "dipendono interamente dall'atteggiamento di Washington", ha assicurato Kim. "Che si tratti di coesistenza pacifica o di confronto permanente, siamo pronti a entrambi gli scenari, e la scelta non spetta a noi".

Risorse addizionali per questo articolo • AP, AFP

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