Spagna, Brasile, Cile, Colombia, Messico e Uruguay hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che respinge le operazioni militari unilaterali in Venezuela. I governi descrivono queste azioni come violazioni del diritto internazionale e avvertono del rischio per la pace regionale
Il Presidente della Spagna, Pedro Sánchez, ha confermato in un messaggio sul suo profilo sul social network X che Spagna, Brasile, Cile, Colombia, Messico e Uruguay hanno firmato una dichiarazione di rifiuto delle operazioni militari statunitensi a Caracas del 3 gennaio.
L'operazione prevedeva bombardamenti e la cattura e l'estrazione del presidente venezuelano Nicolás Maduro e di sua moglie. I governi firmatari hanno espresso il loro totale rifiuto delle azioni militari condotte unilateralmente sul territorio venezuelano. Secondo il testo congiunto, queste operazioni violano i principi fondamentali del diritto internazionale, in particolare il divieto dell'uso della forza e il rispetto della sovranità territoriale stabiliti nella Carta delle Nazioni Unite.
Il comunicato sottolinea che queste azioni rappresentano un pericoloso precedente per la pace e la sicurezza nella regione, oltre a mettere a rischio diretto la popolazione civile venezuelana. I sei Paesi concordano sul fatto che qualsiasi intervento di questa natura contraddice i quadri giuridici internazionali esistenti.
Sabato Pedro Sánchez ha confermato che, pur non avendo riconosciuto ufficialmente il regime di Maduro, non potranno riconoscere un intervento che viola il diritto internazionale.
Appello al dialogo e preoccupazione per le risorse strategiche
I firmatari insistono sul fatto che la crisi venezuelana può essere risolta solo pacificamente, attraverso il dialogo e i negoziati, senza interferenze esterne. Sostengono che solo un processo politico inclusivo, guidato dagli stessi venezuelani, può portare a una soluzione democratica e duratura.
La dichiarazione affronta anche un altro punto delicato: la possibile appropriazione esterna di risorse naturali o strategiche venezuelane. I governi hanno espresso la loro preoccupazione per qualsiasi tentativo di controllo governativo o amministrativo su queste risorse, che considerano incompatibile con il diritto internazionale e che minaccia la stabilità economica, politica e sociale dell'intera regione.
I Paesi hanno riaffermato il carattere dell'America Latina e dei Caraibi come zona di pace, facendo appello all'unità regionale al di là delle differenze ideologiche. Il testo invita il Segretario Generale delle Nazioni Unite e i meccanismi multilaterali a contribuire all'attenuazione delle tensioni e a preservare la pace nella regione.